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Interviste

Intervista a MORGAN

Morgan, tra dj-set, Tecno-Tenco ed Enzimi.

Intervista di Daesdein e Caterina

Le Foto del concerto all’Enzimi Festival


Arrivo nell’albergo in via Turati in compagnia di Caterina, dopo aver fatto kilometri a piedi in cerca dell’Hotel senza sapere che si trovava in realtà a 2 metri dal punto di partenza. I miei soliti 40 minuti di ritardo li ho fatti! Entriamo nell’albergo e saliamo al settimo piano, dove ci viene incontro un gentilisso Alessandro, tour manager di Morgan. Morgan è poco più avanti seduto su un tavolo vicino alla piscina che consuma patatine fritte e altre cose, è arrivato da poco in albergo. Mentre mangia gioca un pò col suo laptop e qualche software. Ci spostiamo più in la per l’intervista…

Parliamo del tuo ultimo lavoro, la colonna sonora de Il siero delle vanità. Come ti sei trovato nel realizzarla?
Problemi? Difficoltà?

In un certo senso ci sono dei vincoli che sono proprio le immagini, i tempi, quindi non hai la totale libertà di far andare la musica dove vuoi, però questo vincolo non è poi così vincolante nel senso che in realtà il linguaggoi musicale di una colonna sonora è molto più ampio rispeto al pop, puoi permetterti di osare sperimentare con suoni più dilatati, puoi fare cose più audaci insomma. Paradossalmente questo essere vincolato mi ha permesso di lavorare con molta apertura in senso musicale.

Per quanto riguarda un discorso più “tecnico invece” si sente molto l’utilizzo di sintetizzatori, e forse anche software…sbaglio?
Eh si praticamente ho messo in campo tutte le mie conoscenze e abilità musicali collezionate negli anni. Direi che fondamentalmente il suono della vanità abbia sonorità elettroniche.

Ecco per esempio il termine Drone, che hai usato spesso, è un termine molto usato ultimamente anche da artisti di altro genere che sperimentano sonorità elettroniche, mi viene in mente fateh ali khan o i fear factory…e te! Personaggi musicali piuttosto lotani. Che significa dunque Drone?
Non so da dove viene la parola Drone. Forse per ognuno ha un significato diverso, io l’ho utilizzata per intendere dei panorami sonori GRAVI, fatti di sonorità basse e cupe, cangianti, che in qualche modo si evolvono ma non in maniera repentina ma impercettibile, il modo in cui si evolve il Drone non è percepibile dall’inizio, è come un suono che sembra statico ma in realtà dentro ha una serie di movimenti e di trasformazioni per cui può arrivare a diventare seguendo una lentissima trasformazione un suono del tutto diverso. Questo Droni per esempio li ho ottenuto campionando un piano elettrico scordato di addirittura due ottave, qualcosa al confine col rumore. FOrse una definizione di Drone che non credo sia giusta è in qualche modo una via di mezzo tra suono e rumore.

Ma hai scelto di fare la colonna sonora tu per il film, o sei stato chiamato? T’è piaciuto il film comunque? Per esempio io non l’ho visto, me lo consiglieresti?
E’ stato lui che mi ha chiamato. Coumunque quello di ascoltare la colonna sonora prima di vedere il film è un bell’esperimento. Il film a me è piaciuto molto anche se il mio giudizio non è obiettivo, di solito sono sempre iper-critico sui film italiani. In questo caso non è un film che ricalca gli stilemi del film italiano tipo di questi anni cioè intimista e quasi ispirato alle fiction televisive…

Palloso insomma…
Eh…di gran lunga! Invece in questo caso è un thrille-noir avvincente, molto anni ’80, potrebbe essere qualcosa di vicino a Carpenter, ha dei momenti altissimi da un punto di vista registico, anche come ha recitato Margherita Buy poi comunque penso che Infascelli sia uno dei registi più promettenti, ha delle soluzioni registiche molto nuove anche proprio a livello di macchina a presa! E poi è un regista volutamente non innovativo ma nuovo, non è uno di quei registi che vuole fare il giovane a tutti i costi ma ha comunque un linguaggio molto moderno. Senz’altro non è un film noioso con delle zone morte

Restando in tema, diciamo che la colonna sonora non ha molto a che vedere musicalmente con le canzoni dell’appartamento, pensi che in futuro rimarrai influenzato da questa esperienza o è stato un esperimento a se stante che non avrà influenze sulla tua produzione musicale?
Si generalmente quello che faccio a livello sperimentale lo uso nelle produzioni Pop.

Quindi lo consideriamo un disco di Morgan a tutti gli effetti?
No no, fa tutto parte del mio percorso musicale che con estrema naturalezza porto in territori di volta in volta diversi e anche distanti tra loro, questo senza far in modo che ci sia una netta separazione. Tutto quello che faccio insomma mi serve molto. Quando ero in età pre discografica per esempio scrivevo musica molto dissonante, strumentale, novecentesca in qualche modo musica moderna insomma…non so come dire…

Qualcosa di vicino a John Cage?
Ecco si! Il suono delle vanità somiglia un pò a quelle cose che facevo da ragazzino.

E’ stato positivo quindi riprendere delle cose che facevi da giovane…
Da vecchio!

No vabbè non da vecchio, però con più esperienza e cognizione di causa!
Si si, è molto più divertente in un certo senso lavorare in maniera più visionaria, rispetto alla forma canzone che ti impone quei 3-4 minuti, poi ti devi adeguare agli standard radiofonici o di MTV, lavorare pr una colonna sonora insomma significa lavorare totalmente svincolati da queste cose qua…

La libertà nel vincolo insomma…
Assolutamente! Solo ne vincolo c’è la libertà! CHe ne so gli esseri umani sono un vincolo l’uno rispetto all’altro, se ipotizzi un pianeta in cui sei l’unico individuo non sei libero di fare niente, non hai regole, quindi non sei libero di fare niente. Per esempio la musica è molto regolamentata come materia, molto vicina alla matematica in qualche modo. Ad esempio il compositore che secondo me è stato più libero, Bach! E’ anche il più vincolato dalle strutture geometriche e architettoniche nella sua musica, vedi la fuga!

E invece oggi? Il panorama odierno? Come lo vedi?
Mah in ambito di musica colta, non lo so, l’ultimo compositore che mi è piaciuto è Xenakis, un greco, che trovo eccezionale, ma purtroppo è morto…Nel rock, italiano ad esempio mi piace molto Bugo! Mi piacciono sia i testi che i suoni che gli arrangiamenti!
Ha quella semplicità…che forse mi ha un pò ricordato i Soerba!

Ci dicono che abbiamo tempo, salto subito alle ultime domande allora! Parliamo di stasera: ti esibirai due volte, prima in uno show più classico come Morgan, poi come “dj non dj” titolo della serata “da Tenco a Tecno” ci spieghi?
Vedi basta invertire due lettere, e esce fuori il gioco di parole tra Tenco e Tecno. In realtà vedo Tenco e la Tecno come due esempi del nichilismo, solo che il primo è con consapevolezza…

La tecno invece rappresenta la generazione…
Che si va a schiantare!
Al di la di questo c’è tutto un panorama di musica varia e diversa senza coerenza stilistica. Ad esempio penso che le canzoni siano delle forme interessanti nell’ambito della musica leggera, capisco che la modernità ci abbia portato ad inventare a nuovi stratagemmi per evitare e superare la forma canzone, quindi rinunciare alla melodia o ai testi e creare delle basi che fanno da sottofondo per una festa o per un ascensore, non si sa cosa…ma in realtà mi sembra una mutilazione avvenuta negli anni ’90 e che continua a perpetrarsi oggi, musica che va un pò a perdere il valore iniziale…nostalgicamente quando avevo 12-13 anni che andavo nelle discoteche al sabato e la domenica pomeriggio c’erano le canzoni, c’era un pò di house music nell’87-88 ma ancora somigliavano alle canzoni, tipo che ne so quelle robe la Pump up the valium, invece poi dopo non c’è più stata traccia di canzone nei locali da ballo! Una cosa che faccio io quando faccio il dj è comunque far ballare perchè ballare è bellissimo, però ballare su delle canzoni e non solo su dei ritmi! Io per esempio che sperimento molto con macchine, software ecc.. tutti i giorni sono la ad avere a che fare con dei ritmi e volendo posso schiacciare start e non finiscono mai! La techno mi sembra un pò un primo livello dell’approccio alla musica senza elaborazione! Potrei produrre ore di techno e venderla, ti servono 12 ore di techno? schiaccio play vado a dormire e te la faccio, tanto è sempre uguale sono ripetizioni! Ciò che m’interessa è più il concetto di ipnosi in questo genere di musica, potrebbero ricordare certe tribalità shamaniche però senza il fascino di quelle vere insooma, certi tamburi africani che alla fine nascondono un significato tutt’altro che nichilista!
Insomma sono sempre stato critico verso la musica da discoteca fondamentalmente perchè mi annoia molto, dopo 10 secondi che ascolto quella musica mi viene voglia di uscire da quel locale, non di starci dentro!

Per concludere! Ci sarà un seguito de “le canzoni dell’appartamento” ?
Sarà un libro e non un disco! Solo libro libro senza cd all’interno, e parlerà sempre dello stesso appartamento!

Come mai un libro?
Perchè mi è venuto voglia di continuare ad approfondire i contenuti di quel libro in un’altra forma che non sia quella musicale. Così posso affrontare altre tematiche in maniera letteraria…tra l’altro ho saputo che l’hanno comprato l’appartamento!

E ti è dispiaciuto?
Assolutamente no (ride) ho fatto il disco apposta per non abbandonare mai quella situazione, se non avessi fatto il disco avrei la parvenza che tutto mi fosse sfuggito di mano, invece così sono riuscito a fermarlo a cristallizzarlo!

>Ultima domanda che non c’entra nulla con tutto quello di cui abbiamo chiacchierato fin’ora! Se fossi un personaggio dell’800 chi ti piacerebbe essere?
(veniamo interrotti da alessandro il tour manager “c’è altra gente per le interviste!” morgan “un’altra intervista? Noooo…uccidili!”)
E’ una domanda che non mi hanno mai fatto!! Non lo so…mmm…credo…dell’800…mi piacerebbe essere Listz, Franz Listz! Perchè aveva delle grandi mani (ride) ed era il più grande pianista del mondo, faceva concerti molto coinvolgenti simili come intensità ai nostri concerti rock! Poi ha vissuto molto molto a lungo, credo una novantina d’anni, e … che poi è stato rivalutato dopo Listz, dal punto di vista compositivo e armonico ha reinventato un pò la musica classica, ha dato un pò una manata alla musica! Lui è il vero moderno nel senso di innovativo nell’800, poi pare che Listz fosse bellissimo, molto più bello di Chopin, quindi era anche abbastanza un …mm… trombeur de femmes!!

E’ arrivato il momento dei saluti! Io e Morgan ci stringiamo la mano e lui si volatilizza nei meandri dell’albergo con la sua tastiera muta e il suo Laptop.

www.marcocastoldi.it
Le Foto del concerto all’Enzimi Festival

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