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Interviste

Intervista ai SEBASTIAN

Vincitori del Rock Targato Italia 1999, consacrati dalla critica nel 2002 per il loro primo album “Dormire con altra gente” e calorosamente accolti dal pubblico durante le loro partecipazioni ai live degli International (noise) conspiracy, Supergrass, Hefner ed Eve 66, i milanesi Sebastian ci fanno il punto sulla loro carriera passata, presente e futura…

Intervista di Mao168

Raccontateci un po’ a parole vostre la storia dei Sebastian. Anche se la storia è lunga, non preoccupatevi… sono giovane e senza un cazzo da fare!
Il gruppo Sebastian nasce come idea nel 1996, mi ci è voluto un po’ per trovare le persone giuste e per convincerle a restare.
C’è stata gente che è entrata e uscita ed è poi ritornata o è sparita per sempre. I primi concerti sono del ’97 e, guardando indietro fino adesso, ci sono mille aneddoti su persone, locali, palchi che fanno la storia dei Sebastian, difficilmente traducibili in parole sensate.

Allora ragazzi, da “Dormire con altra gente” son passati due anni e mezzo… che state combinando attualmente? Avete cambiato formazione, modulo? Come siete messi in campo?
Dopo l’uscita dell’album abbiamo passato un periodo di grande eccitazione, è stato accolto molto bene sia dal pubblico che dalla critica.
Siamo stati invitati a suonare con band famose e tutto sembrava essere il preludio di qualcosa di grande.
In realtà, retrospettivamente mi rendo conto che erano cambiate le nostre aspettative, ingigantite direi.
E questo ci ha impedito di vedere che l’album era andato più lontano di quanto potessimo sperare e che aveva rafforzato la nostra credibilità di band e l’amore di un consistente numero di fans in giro per
l’italia. Credo quindi che questa ingiustificata delusione sia stata alla base di una stagione di malumori culminati con la dipartita di Simona, la nostra batterista. Dalla scorsa primavera è entrato “Nel meravigioso mondo dei Sebastian” Stefano, un batterista nuovo di zecca!
Dopo anni il confronto con una persona diversa ci ha portato a mettere in discussione le nostre posizioni. E creativamente tutto questo ci sta portando un gran bene.

Primo album: Giorgio Ciccarelli co-produttore artistico. S’è comportato bene? Com’è stata come esperienza?
Giorgio è un carissimo amico, è uno dei pezzi della storia dei Sebastian. Ha lavorato con noi come fonico ai concerti, ed è stato uno dei pochi con cui, dal vivo, abbiamo ottenuto il sound che volevamo. In studio abbiamo lavorato bene, è una persona dotata di incredibile pazienza e di senso dell’umorismo.

Scendiamo nell’ambito tecnico. Attenti a non cadere che le scale son scivolose… dopo i vari live di questi 2 anni, c’è qualcosa di nuovo nel vostro sound? cosa avete aggiunto e cos’è che avete tolto?
Abbiamo strumenti, pedali e casse vintage. Non siamo dei modaioli, suonano decisamente meglio. Ci siamo anche aperti ad altri suoni, recentemente abbiamo registrato un armonica e un glockenspiel!

La vostra vita sessuale è cambiata dall’uscita del vostro primo album ad ora?
uh?

Se poteste riportare in vita una persona, famosa o meno, per fargli riprendere la sua vita da dove l’ha lasciata, chi scegliereste?
Elvis Preasley

A chi invece togliereste la vita?
A nessuno, ma consiglierei a certi nomi della musica di darsi alla ceramica creativa e al vetro tiffany

Avete suonato con gli international noise conspiracy, hefner, supergrass… qualcuno di loro si è congratulato con voi? E in assoluto, quali sono stati i complimenti più graditi in tutti questi anni?
Eravamo troppo felici contenti e alterati, personalmente non ho ricordi nitidi di nessun Sebastian after show

La musica che suonate richiama alla mente ciò che ascoltate? Come si sono evoluti i vostri gusti musicali?
Direi di no, o perlomeno non direttamente. Ognuno di noi ha gusti del tutto personali, compriamo dischi diversi e vediamo concerti di artisti diversi. In generale ascoltiamo di tutto, non siamo degli integralisti del guitar rock.

La critica vi ha paragonato ad un sacco di gruppi (per lo più britannici), dai Pulp agli Suede, a Bowie… Qual è il paragone secondo voi più azzeccato e quale quello che non c’entra assolutamente niente con voi?
Le canzoni dei Sebastian nascono da me e Giovanni, il cantante. Ammetto che entrambi non siamo molto preparati sulla scena italiana, e i nostri ascolti di gioventù sono stati per la maggior parte inglesi. I Suede e Bowie sono stati un punto di riferimento soprattutto agli inizi della band. Ma credo che sia inesatto e molto restrittivo parlare di noi solo in riferimento a quegli artisti.

Conosciamo meglio i Sebastian. Fatevi un esame di coscienza: ognuno di voi dica il proprio maggior difetto.
Ognuno, a modo suo, è perfetto.

Se non sbaglio su Dormire con altra gente, il vostro primo album, cantate una canzone in inglese, Alice. Trovo che il cantato qui sia molto convincente , ammaliante al pari della musica. Rimarrà un episodio o c’è nell’aria il profumo di altre canzoni scritte ed interpretate in inglese? Sarebbe un bel biglietto da visita per un mercato europeo, non trovate?
Ci sono alcune canzoni che, in italiano, non ne vogliono sapere di suonare. Cerchiamo sempre di sentire cosa chiedono le canzoni
piuttosto che violentarle attaccandoci sopra delle cose solo perchè a qualcuno va di farlo. Alice è uno dei pezzi in inglese finito nell’album, ma
ne abbiamo anche altri che proponiamo spesso dal vivo. “Dormire con altra gente” è stato suonato da qualche radio francese, e per quel che ne so nessun dj è stato licenziato. Quindi chissà…

Parliamo ancora del vostro primo album. Se fosse la colonna sonora di un film, quale film scegliereste?
It’s the soundtrack of our life!

Le due regole fondamentali di ogni bravo musicista sono: fingere di essere in playback ed evitare vestiti di ciniglia sul palco. Come bisogna vestirsi sul palco se si è un sebastian?
molto elegante

Credete nella frivolezza dello spirito. Datemi la vostra definizione di “frivolezza”.
Siamo troppo frivoli per pensare alla stessa cosa per più di un minuto, quindi non so risponderti.

Avete mai litigato per avere la stessa donna (o lo stesso uomo)?
Ce li siamo scambiati allegramente.

Sul vostro sito c’è una bella sezione download (che al momento non funziona). Qual è il vostro rapporto con la musica che viaggia sulla rete? Pensate di continuare su questa strada o nel frattempo avete cambiato idea?
Il web è una grande opportunità per promuovere la propria musica, continueremo a mettere in rete delle cose difficilmente reperibili, una sorta di B side della nostra produzione.

Ho notato come nell’ambiente indie tra i vari e numerosi gruppi ci sia una grossa complicità, sostenuta spesso da grandi rapporti di amicizia. E voi ne avete fatta amicizia? Con chi vi sentite più legati?
Personalmente ho sempre rifuggito l’idea dei gruppi amici di altri gruppi, dove ci si incontra negli stessi locali e ti ritrovi in situazioni demenziali come le riunioni dei periti informatici a parlare di soluzioni tecniche sulla costruzione della perfetta distorsione e simili cagate, o ancora peggio a far finta di esser famosi. Sono sempre stato più interessato al volore delle singole persone indipendentemente dal fatto che siano rock’n’roll fuckers o parrocchiani.

Sappiamo come la musica sia un linguaggio universale… ma spesso si deve fare i conti con i propri gusti e le proprie conoscenze. C’è stato uncd che, messo nello stereo, vi è sembrato musicalmente incomprensibile?
La musica è un fatto prettamente culturale, riflette la vita e gli usi di un popolo o di una comunità, ed è spesso intrisa di riferimenti spirituali e religiosi. Apprezzarne la melodia non è la stessa cosa di coglierne i significati più reconditi. Tutte le volte che ci si accosta a qualcosa di nuovo, di estraneo, bisognerebbe mettere da parte la propria toria.

Trovate che sia difficile essere originali quando ci si confronta con il pop-rock? Secondo voi l’originalità è il fine o il mezzo per arrivare alla “canzone perfetta”?
E’ un errore pensare che pop equivalga a banale. La ricerca dell’originalità a tutti costi contiene in se il germe della non comunicazione,
e noi, nella nostra musica nei nostri testi e nel nostro modo di essere abbiamo sempre parlato chiaro.

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