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Interviste

Intervista a CESARE BASILE

Mi addentro in compagnia di Giulia nella tenda backstage del Tora!Tora! La gentilissima sonja mi conduce da Cesare Basile, che in compagnia di una ragazza e di una sigaretta “autoprodotta” viene a concedersi al mio scassato registratore magnetico.

Intervista di Daesdein

Ciao Cesare Benvenuto a roma!

Secondo te ce la fai a questa distanza???(riferendosi al microfono lontano)

Si si non ti preoccupare!! Come va questo Tora Tora di Roma?

Mah come sempre, il Tora!Tora! è un’occasione sempre divertente!

Come ti trovi a suonare con gruppi così diversi dal tuo stile come possono essere gli ZU i linea77 o altri?

Credo che lo spirito del festival sia proprio quello di mettere insieme persone che hanno moduli espressivi completamente diversi ma che sono accomunate dal fatto di fare musica e farla in maniera diversa da quella che è l’ufficialità del mercato.

Parliamo di te, nella tua produzione artistica per quanto riguarda i testi, sembra che ci sia una forte influenza della letteratura o di cantautori come De Andrè o altri. Ti trovi d’accordo con quanto detto?

Queste influenze ce le vedo sicuramente, la letteratura anche come forme anche più basse di espressione sono comunque fonte di ispirazione, io sono convinto che per scrivere buone canzoni bisognia anche essere attenti! Uso i libri allo stesso modo in cui uso uno spot pubblicitario o esattamente come uno una scritta sul muro, mi piace molto la parola scritta che sicuramente ha una grossa influenza sul mio modo di scrivere canzoni…

Per quanto riguarda la letteratura vera e propria per esempio, su una canzone citi Pirandello.

Si ti ripeto, uso tutto quello che mi passa fra le mani, la letteratura è una cos che mi passa più spesso fra le mani quindi magari c’è una maggiore influenza…

…sei un mangiatore di libri?

Si, compulsivo direi!! (ride)

Musicalmente invece forse sei il cantautore italiano che meglio riesce a fondere un’importanza fondamentale dei testi insieme ad una scelta musicale ben definita, non trovi?

Allora…capisco che per questioni di praticità, per tutti quelli che si avvicinano al personaggio Cesare Basile la parola cantautore sia la più semplice da utilizzare…fondamentalmente io non mi sento cantautore, però so anche che in italiano non c’è una parola per descrivere una figura come la mia…gli americani distinguono in songswriter e songster: i songwriter sono quelli che scrivono le canzoni, i songster sono quelli che le canzoni le portano in giro. Io mi sento un pò l’uno e un pò l’altro. Fondamentalmente sono uno che scrive canzoni e sono uno che è arrivato a scrivere canozni facendo tantissimo rock’n’roll e per questo c’è un forte amore per la componente musicale, probabilmente è questo che mi spinge a mettere insieme le due cose…

Per cui non si tratta di una scelta stilista ponderata, ma di un tuo retaggio culturale-musicale?

Guarda, ho iniziato a fare canzoni da quando avevo 17 anni, sono passato attraverso il punk, la new wave e una lunga gavetta di rock’n’roll e questo è rimasto comunque dentro di me. Quando poi ad un certo punto ho iniziato a fare lo scrittore di canzoni non ho voluto dimenticare uqel passato ma ho voluto trovare una maniere per far coincidere tutto.

La gavetta è stata lunga e difficile?

Credo che non sia stata mai finita!! Anche oggi sono in gavetta! Probabilmente è un modo per avere stimoli…alla fine fare un certo tipo di musica ti fa stare sempre in un territorio border line che non sai mai se sia sicuro o meno. Questa è anche una grande spinta.

Cesare Basile ha un tema ricorrente che tende a riproporre per ossessione o affezione?

Si, sicuramente, potrei dirti che si scrive sempre la stessa cosa e la stessa ossessione ed è abbastanza facile. Sono affascinato da storie e forti e sentimenti forti, che siano morte o amore o il bancone di un bar! Quello che trovo sempre alla fine di una mia canzone è il sentimento profondo nell’affrontare la vita, combatterla ed accettarla!

Pensi che questa attitudine faccia parte anche della tua vita privata e in qualche modo ti abbia permesso di combattere e arrivare dove sei arrivato? Mi spiego, anche nella vita tendi ad assaporare emozioni forti e vivere esperienze di un certo livello emozionale?

Si certamente, non penso che riuscirei ad essere qualcosa di diverso da quello che sono nelle mie canzoni. Credo forse l’unica cosa di diverso che mi concedo rispetto alle mie canzoni è che nel quotidiano spesso sono un gran burlone, nelle canzoni non lo voglio fare perchè sono convinto che la musica sia raccontare storie sopratutto in questo periodo in cui non troverei giusto lasciarsi troppo andare all’ironia gratuita!

L’intervista è giunta al termine, c’è qualcosa che vuoi dire a chi ti ascolta o qualcosa che vuoi dire e basta, un messaggio da lasciare, qualsiasi cosa ti venga in mente?

Messaggi…i messaggi sono una cosa che mi spaventa…credo che in questo momento la cosa che un pò tutti dovrebbero fare e pensare è capire se veramente vale la pena di vivere in una maniera così Banale!

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