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Interviste

Intervista a BRUNO DORELLA

“…musica per ipotetici film inesistenti, i ronin, guerrieri costretti a vivere ai margini della società…”

Intervista a Bruno Dorella nella veste di Ronin e di uomo di casa (casa BarLaMuerte)

Intervista di malagnino

Domande sui Ronin

Ronin, perché questo nome?
Il Ronin era il samurai che, per tradimento o inettitudine, falliva nel suo compito di proteggere il padrone. A causa di ciò era costretto a vagare e vivere da mercenario come rifiuto della società. Io e tutti gli altri membri del gruppo siamo un po’ Ronin, per tanti aspetti.

La musica dei Ronin é da collegare a qualche immagine?
L’intento del progetto è proprio quello di creare delle colonne sonore, vere o immaginarie. Molti nostri brani sono diventati colonne sonore a posteriori, segno che si adattano molto bene ad accompagnare immagini. In futuro ci sono in ballo delle colonne sonore in stretta collaborazione con regista, montatori e sceneggiatori, non vedo l’ora di cominciare.

Ronin é un progetto aperto(dal punto di vista dei componenti)?
Per definizione un Ronin non è un elemento stabile della società. Siamo come una tribù che, volente o nolente, vede i suoi membri abbandonarla, temporaneamente o no, ed altri membri aggregarvisi, altrettanto instabilmente. Non è un vero progetto aperto, è qualcosa di ibrido. Io comunque ci sono sempre. Sono l’elememento fisso del villaggio.

Come vengono composte le canzoni? Ognuno da del suo su una base?
La proposta parte sempre da me, sono più o meno io quello che ha la visione di come deve suonare il pezzo, e la melodia di partenza, che siano accordi o un tema, è mia. Poi gli altri però arrangiano e compongono la loro parte, io dò solo delle indicazioni generiche, tipo “vorrei che suonasse alla Henry Mancini” piuttosto che “vorrei che fosse lenta e rarefatta”, poi gli altri, che sono musicisti molto migliori di me, fanno la loro parte, e ci azzeccano sempre.

Come senti il gruppo cambiato fra il tempo trascorso dall’ep all’album?
E’ un’evoluzione strana, non è tanto il gruppo a cambiare quanto il tipo di atmosfera dell’album. Dove l’ep era minimale e desertico, l’album è più orchestrale e ricco. Il prossimo chissà, vedremo.

L’album é trovabile anche su audioglobe (percio’ anche in alcuni negozi) mentre l’ep é lasciato solo ad alcune distro?
No, anche l’ep è distribuito da Audioglobe, come tutta la mia etichetta Bar La Muerte. L’album è uscito per Ghost, che è anch’essa distribuita da Audioglobe.

Hai svariati progetti all’attivo, cosa provi quando suoni coi Ronin, a differenza per esempio di quando suoni con gli OvO?
Ci tengo che tutti i progetti siano molto diversi, in modo da non ripetermi e da compensare le cose tra un progetto e l’altro. OvO è molto sudore e sangue, è energia, sperimentazione estrema. Ronin invece è melodia, lentezza, malinconia. Sono quasi opposti che mi permettono di non stancarmi mai di quello che faccio. Suonare coi Ronin mi comunica malinconia, infatti spesso ho difficoltà a parlare col pubblico, mi butto tutto dentro me stesso e vorrei non doverne uscire, vorrei chiudere gli occhi e suonare quelle melodie che in quel momento, mentre le suono, mi sembrano meravigliose.

Ci aspettano sorprese per il futuro?
Sempre. Non mi fermo mai. Sto preparando una cosa veramente bella, una colonna sonora, ma è presto per parlarne.

La traccia “lava” contenuta nell’album ‘Ronin’ é da intendere come un singolo tratto dal progetto lava o come una possibile formazione dei ronin che casualmente combacia con quella dei Lava?(Lava: A034+Bruno Dorella)
Bravo, te ne sei accorto. Era un pezzo originariamente eseguito dai Lava, ma ho subito pensato che invece dovesse appartenere ai Ronin. E’ l’unico caso nella mia attività musicale in cui 2 progetti si siano “confusi” ed ho voluto sottolinearlo intitolando appunto “Lava” il brano.

Parteciperete al festival “Trasporti Marittimi”.Cosa puoi dirci in proposito? [ci tengo molto a questo festival, una delle poche cose valide che si vedono qua al sud]
Ci ho già partecipato l’anno scorso con gli OvO, è stato magnifico, gli organizzatori hanno messo in piedi un vero e proprio miracolo. L’anno scorso la gente ha risposto, mentre le istituzioni hanno posto solo problemi e spesso tentato di fermare il festival. La solita vecchia Italia.

Che ruolo giocano le copertine?
Rispecchiano la malinconia, il senso di solitudine e piccolezza di fronte all’infinito che voglio esprimere coi Ronin. Quella dell’ep è un quadro di Stefano Migliosi, che dice tutto. Quella dell’album, voluta da me così scarna e priva di immagini se non una molto nascosta, è stata pensata da me e realizzata da Alessandro Baronciani, il cantante degli Altro.

E’ strano non vedere l’ombra del sangue in questo tuo progetto…
Tu non lo vedi? Io ce lo vedo, eccome…

Dorella, uomo di casa

Da poco barlamuerte ha rilasciato un nuovo album, l’esordio degli ‘Inferno’. Cosa puoi dirci su quest’album?
E’ una pietra miliare nel post-hardcore non solo italiano. E’ un passo avanti in un genere in cui l’Italia era avantissimo, con gente come Concrete e Grievance, non a caso gruppi di Roma come gli Inferno. Ora ci sono gli Inferno.

Con gli OvO parti a breve per gli USA. Com’é la vostra fama da quelle parti?
Come quella di tutti i gruppi americani che arrivano in Italia sull’onda di chissà quale fama: zero. C’è una scena, il nostro disco è distribuito e recensito, ma ai concerti degli OvO, come a quelli dei Wolf Eyes o dei Flying Luttenbachers o di qualsisasi altro gruppo-cult, ci sono poche persone. Perchè farlo allora? Perchè sono TUTTE persone lì per il concerto, non per bersi una birra. Sanno che musica ci sarà quella sera, molti conoscono già il gruppo o vogliono conoscerlo, sono attenti e partecipi, complici. Quasi tutti suonano in altri gruppi interessanti. la nostra è quindi una fama tra addetti ai lavori, gli addetti ai lavori di un intero continente. Andremo anche in Messico, e quello, sono sicuro, sarà selvaggio rock and roll.

Ma poi il 28 luglio c’é stato l’esordio dei “Bachi da Pietra”? Di cosa si tratta, ci sarà un continuo… registrerete qualcosa… stupiscici
Bachi Da Pietra siamo io e Giambeppe Succi dei Madrigali Magri. I primi 2-3 concerti fatti ci sono piaciuti molto, e sono certo che il progetto proseguirà. Vogliamo registrare quando tornerò dagli USA, e fare altri concerti. Siamo due persone che si compensano molto, Giambeppe è stata per me una vera rivelazione, spero davvero che i Bachi Da Pietra facciano parlare di sè.

Dopo lo split con KK Null, forse alcuni si aspettavano che gli OvO da li a poco avrebbero imboccato la strada presentata dallo split…ci siamo/mi sono illuso/i?
Perchè, ti piaceva di più quella strada rispetto a quella di Cicatrici? Quelli erano dei remix, che è una cosa che continueremo a fare e farci fare, ma la nostra musica è live. E’ chiaro che remixando viene tutto più pulito, si mette il materiale in un pc e ci si lavora. Vogliamo fare tanti altri dischi così, ma gli OvO sono una live band selvaggia, quella elettronica non potrà mai essere la nostra strada definitiva.

Forse non dovrei chiederlo a te… Ma tempo fa (molto tempo fa) in un’intervista le Allun dichiararono di aver pronto materiale per un nuovo album (che avrebbe peraltro contenuto una traccia video)..Si trattava ‘solo’ di trovare un produttore…A meno che la notizia non fosse fittizia, immagino che il produttore non sia stato trovato…
Non è questo, è che la cosa è diventata un kolossal. Sarà un cd (già pronto, meraviglioso) con traccia video (già pronta, commovente) e libro fotografico (in preparazione). Per questo la lavorazione si sta protraendo e stiamo cercando anche una distribuzione editoriale.

Hai mai pensato di produrre album in cd.r?
Sì, spesso. Per ora non l’ho ancora fatto. Mi sembra che il cdr stia già per essere scalzato dalle weblabels. Metti l’album su Internet e si scarica gratis. Tutto a costo zero. Fico no? Gli OvO hanno già un live album scaricabile gratuitamente sulla weblabel CtrlAltCanc, al sito www.ctrlaltcanc.tk.

Se continui di questo passo credo che dovresti iniziare a pensare di fare un libro… tu che dici?
Ci sarebbe già materiale sufficiente per scriverne uno bello lungo, ma questo vorrebbe dire fermarsi per un certo periodo per scriverlo, e questo non rientra assolutamente nei miei programmi.

L’aggancio della scena italiana con quelle estera come si presenta (secondo te) ultimamente? Cioé…ha una scena personale l’italia oggi? O forse oggi una scena ‘personale’ inteso come nazione/stato sarebbe in parte inutile o impossibile….
La scena c’è, è viva ed è spesso molto personale, nel senso che c’è un’ italianità in molto proposte. Nei Ronin, in Bugo, nei R.U.N.I., in Brusaschetto solo per citare qualche nome vedo un’italianità molto forte. Per altri gruppi pur originali invece l’italianità non ha senso, perchè si pongono sin da subito in scene internzaionali e caratterizzate “globalmente”, mi vengono in mente gli OvO, le Allun, gli Zu, i With Love. E poi c’è la piaga degli scimmiottatori dei generi americani, e quella c’è in ogni nazione. Comunque secondo me l’Italia ha una scena molto viva e peculiare, ed è giusto che sia così, la globalizzazione c’è ma deve ricordarsi delle peculiarità di ogni popolo.

Il primo consiglio che ti passa per la testa da dare ai lettori…
Consigli da me? Spero nessuno ne abbia bisogno o nessuno abbia veramente intenzione di seguirli…

www.barlamuerte.com
www.ghostrecords.it
www.audioglobe.it

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