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Wu Ming 1 – “New Thing”

WU MING 1 – “NEW THING” (Einaudi Stile Libero, 14€)

di Lorenzo Alunni

“Malcom, Malcom, semper Malcom”, così recita il titolo di uno dei più famosi brani di Archie Sheep.
In New Thing, il nuovo romanzo del primo (nell’ordine alfabetico dei nomi di battesimo) fra i 5 del collettivo Wu Ming, compaiono entrambi: sia il rivoluzionario sassofonista che il rivoluzionario e basta, dedicatario del brano.
La New Thing è l’apparente anarchia sonora di Ornette Coleman, Albert Ayler, Don Cherry e compagni. è, in sostanza, il free jazz, ma la definizione “New Thing” è emersa anche per disconoscere il termine “jazz”, che era (ed è) troppo spesso solo intrattenimento per bianchi.
Lo sa bene Sonia Langmut, una giornalista bianca, inseparabile dal suo registratore. Sonia è amica dei jazzmen neri del Village newyorkese degli anni ’50-’60. Bellissima l’immagine di lei seduta accanto al batterista Elvin Jones, mentre lui suona in un concerto del quartetto di un altra presenza felicemente costante del libro, John Coltrane.
Un ennesimo folle corto circuito razziale provoca degli omicidi di alcuni musicisti neri, tutti partecipi allo sconvolgimento artistico-sociale del free jazz.
Sonia Langmut indaga, lascia le sue conclusioni alle bobine e ai taccuini deposti al giornale per cui lavora e poi abbandona per sempre New York.
Wu Ming 1 (ri-)costruisce abilmente questa storia con una forma narrativa quasi da documentario, con le testimonianze in prima persona dei protagonisti della vicenda, dai nastri di Sonia, dai giornali del tempo e dai monologhi dell’Uomo dei Fantasmi, o meglio dell’Uomo dei Sheets of sounds.
Un libro da accompagnare all’ascolto di dischi quali “Free Jazz” di Ornette Coleman, “Ascension” di John Coltrane (e ad una sua biografia) o “Fire Music” di Archie Sheep.
Al di là del comune sacrificio del nome di battesimo, Amiri Baraka sarebbe orgoglioso di Wu Ming 1.

Lorenzo Alunni

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