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Una serata all’Agricantus (ovvero: BEVEL questo sconosciuto)

03/11 – Palermo, Agricantus
Questo reportage non vuole essere l’ennesimo slogan sul pacifismo e sull’anti-berlusconianismo nascosto sotto le spoglie di un finto anti-bushismo. Questo reportage non vuole essere neanche un reportage, bensì la dimostrazione che io non fungo unicamente da ornamento.
di Rocco

Il tutto ha inizio giorni prima, quando (dopo mesi) i Mari-X mi rispondono dicendo “và bene, ma se passi all’Agricantus per il concerto di Bevel i cd te li diamo lì…facci sapere che così ti mettiamo in lista”. Sinceramente io questo Bevel non lo conoscevo, ma veniva presentato come un cantautore americano dallo stile riconducibile al miglior Wyatt, quindi c’era da aspettarsi qualcosa di buono e comunque, come si dice: “a pass donato non si guarda in bocca”. Così prendo ciò che mi occorre per sopravvivere e, uscendo, lancio un ultimo sguardo alla casa, come se non dovessi mai più tornare o se dovessi tornare diverso.

Parte I: il locale

Il locale in-sorge pressoché dietro casa mia, ovvero ad al massimo un chilometro da casa mia, vicino al giardino inglese (per chi è di Palermo), cosicché mentre mi dirigevo (a piedi) verso l’Agricantus potevo sentire note provenienti dal giardino suddetto, ben sapendo che l’atmosfera dalla quale avrei assorbito suoni e rumori sarebbe stata molto più raccolta ed intima. La struttura interna del locale si presenta sottoforma di pub con palco annesso, capace di accogliere un centinaio di persone, ma accogliendone unicamente una 50ina (vuoi perché molti hanno preferito il concerto del giardino suddetto, vuoi perché sto Bevel (sconosciuto from Chicago) non se l’è cagato nessuno).

Parte II: il pass, la fama, la sete e quant’altro

Scese le scale e giunti al locale, un uomo ci lancia uno sguardo (mi son fatto accompagnare nella paura che il concerto potesse divenire palloso), mi avvicino e con assoluta naturalezza gli dico: “dovrei essere in lista”. Faccio per dirgli nome e cognome che l’uomo mi blocca e con espressione interrogativa mi chiede: “che rivista?”. Io che la rivista non l’ho detta (mi ero fatto scrivere col cognome) ho un attimo di incertezza e infine dichiaro: “ImPaTToSoNoRo”. L’uomo senza neppure buttare uno sguardo al foglio, mi dice: “OK, passa”. Sorpreso ed esaltato dal potere di tale nome continuai a pronunciarlo dentro di me per 2 minuti: “ImPaTToSoNoRo…impattosonoro…ImPaTToSoNoRo…impattosonoro…”

Parte III: preparazione e collaudo degli strumenti

Salgono sul palco in 3 o in 4 e cominciano a sistemare tutti gli strumenti. Fingendomi interessato, affinché non s’offendano, scruto i loro gesti e i loro volti, per due minuti: essi hanno movenze di chi è avvezzo all’uso di grandi amplificazioni e strumentazione di alta qualità, mentre il loro sguardo gli conferisce una sorta di superiore onniscienza e sintomatico potere: potranno conquistare i nostri cuori e lo sanno (o quanto meno lo sperano o sperano di saperlo e forse non lo sanno affatto).
Il batterista è il primo a provare, mentre il volto gli si scioglie come in un orgasmo, capisco che quell’uomo deve aver sofferto da piccolo.

Parte IV: il gruppo in primis e l’impossibilità del dialogo

Mi ero piacevolmente distratto e stavo colloquiando con la mia ospite allorché un fragore immotivato ha dato l’avvio al concerto. In effetti a questi LAYA (band palermitana che ha fatto da supporter a nomi prestigiosi dell’indie italiano: ODM, Milaus) non dev’essere tanto chiara la differenza tra musica e casino: chitarra, basso, voce e batteria si fondevano in un rumore inclassificabile, tanto che non riuscivo a distinguere i vari strumenti. Inoltre il microfono amplificato a volume bassissimo rendeva quasi ridicola la figura della cantante che si sforzava inutilmente a sopraffare gli altri strumenti, ma ciò che veniva fuori era una sorta di Burzum versione The Strokes.

Quando la cantante ha dichiarato “Questo è l’ultimo pezzo…poi vi lasciamo ai Mari-X”, un sorriso si è dipinto sul mio volto, mentre i timpani continuavano a bestemmiare.

Parte V: il gruppo in secundis e l’impossibilità del dialogo con brio

Mi ero nuovamente accinto al colloquio con la compagna di sventura che una chitarra ha improvvisamente (et nuovamente) tramutato la mia voce in un sussurro, le ho lanciato uno sguardo come per dire “…pazienza…” e mi sono voltato verso il palco: era il momento dei Mari-X.
Da loro mi aspettavo un buon concerto (ce li hanno consigliati i Marta sui tubi) e non mi hanno deluso. Il loro è un energico rock, in cui è ancora possibile distinguere e apprezzare i singoli strumenti. Le canzoni abbastanza orecchiabili, pur impedendo ogni accenno di dialogo, sono state un piacevole intrattenimento. La voce pur troppo anche in questo caso era eccessivamente bassa (problemi tecnici?), ma è stato un buon concerto.

Parte VI: la distrazione non aiuta gli audaci

Quando i Mari-x smontano e si preparano a scendere dal palco, mi distraggo nuovamente e li perdo di vista. Non appena mi ricordo che dovevo incontrarli per farmi dare i cd lancio un’occhiata al palco e vedo che sta suonando Bevel: i Mari-X sono scomparsi nel nulla ed a nulla valsero gli inutili tentativi di rintracciarli tramite cellulare, poiché a causa della (seppur limitata) folla e dell’ubicazione (sotterranea) del locale non v’era sufficiente banda. Lì ho cercati a destra, a sinistra, in alto e perfino sotto le scarpe, ma dopo mezz’ora di vane ricerche, ce ne siamo andati.

Parte VII: perché continuo a non sapere chi sia Bevel

è vero: se ero andato fin lì era per scoprire chi fosse questo grande sconosciuto. Purtroppo la sua musica, così leggera, così riposante, ha facilitato il dialogo, e mi sono accorto che stava suonando solo dopo 30 minuti. Quando mi sono reso conto che quell’uomo sul palco era Bevel, ho contemporaneamente realizzato che i Mari-X erano scomparsi da tempo – persi nei meandri del locale o tenuti prigionieri in qualche segreta segreta (visto che durante il concerto il batterista ha rotto la batteria) – e ho passato il resto del tempo a cercarli con lo sguardo e a discorrere del più e del meno con la mia compagna di sventura, fin quando non si è fatto tardi, mi son fatto stanco e si è deciso per andare.

link utili:

per chi voglia informarsi sui Mari-X: www.mari-x.com

per chi voglia informarsi su Bevel (sconsigliato): www.jagjaguwar.com/jagjaguwar/bevel

per chi voglia informarsi sull’agricantus (caldamente consigliato visto che mi è piaciuto il locale): www.agricantus.org/ccp/index.htm

Rocco

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