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Interviste

Intervista ai KARDIA

A volte la musica può far male. é il caso dei romani Kardia, suoni oscuri e isterici, in bilico tra il goth e il punk. Paolo Alvani, bassista e voce della band, ci parla, tra le altre cose, dell’ultimo lavoro in studio, “PromoSottile 04”
Intervista di Zappo

Kardia è musica dolorosa, carica di rabbia ed energia dirette al cuore. Come nasce?
Innanzitutto ciao e grazie per questa intervista. Mi piacerebbe sfoderare una risposta ad effetto per questa domanda ma in realtà devo confessare che la musica dei Kardia nasce in modo decisamente spontaneo, senza artifici musico/letterari, ne particolari programmi stilati a tavolino. Nel senso che spesso mi capita di avere le lacrime agli occhi mentre canto quello che scrivo, un po’ perché è come curarsi una ferita tamponandola col sale, un po’ perché la musica rende omogenei i concetti che le parole, a volte, colgono soltanto in parte. In sintesi la nostra musica nasce dalle emozioni che proviamo e che non riusciamo ad esprimere soltanto a parole; una canzone come un abbraccio o come una coltellata.

Ho letto parecchie volte il vostro nome affiancato alla parola “metal”. Sinceramente credo che il vostro progetto musicale col metal abbia poco a che fare…come la prendete se vi chiamano “metallari”?
Concordo con te; tra noi e il metal esistono distanze decisamente consistenti. Il fatto è, secondo me, che al giorno d’oggi spesso e volentieri il metal ha sconfinato nell’hardcore e viceversa (creando tra l’altro il metalcore), portando gran parte dei fruitori di musica “pesante” a perdere l’importanza di una differenza enorme fra le due attitudini. Nonostante alcuni membri dei Kardia abbiano suonato in gruppi metal, l’attitudine nei momenti più duri delle nostre composizioni rimanda in modo sicuramente più esplicito ad un certo punk/hardcore piuttosto che al metal. Ma in fin dei conti, che ci definiscano rocker, metallari, punk o darkettoni, l’importante è che ascoltino la nostra musica prima di etichettarci.

Nel vostro ultimo lavoro “Promo Sottile 04” troviamo “L’Occidente”, più che una canzone politica, un grido di rabbia, oggi più che mai (purtroppo) adatto a descrivere ciò che ci circonda…Sfogo o invito a riflettere?
Principalmente sfogo. Ho scritto il testo de “L’Occidente” il giorno in cui un “missile intelligente” americano, destinato a colpire obbiettivi strategici militari aveva centrato in pieno un mercato di Baghdad uccidendo non so quanti civili; donne, vecchi e bambini. Quello che avevo bisogno di esprimere in quel preciso momento, era più che altro schifo. Speriamo comunque tutti, che un pezzo come “L’Occidente” possa spingere coloro i quali non la pensano come noi, a riflettere sulla nostra visione dello stato delle cose.

Insomnia sembra invece volersi distaccare dai canoni della vostra musica, esplorando spazi sonori più ostili, ma comunque suggestivi. Com’è nata?
Insomnia è un pezzo nato da due riff di chitarra, poi riadattati rispettivamente al basso ed al synth, che scrivemmo tanti anni fa, quando ancora non eravamo Kardia. Forse per questo Insomnia si discosta da alcune scelte rappresentative che abbiamo portato avanti negli altri brani. Personalmente però sono innamorato di questo pezzo. Primo perché credo abbia il testo più criptico e angosciante che abbia mai scritto, secondo per il finale che strizza l’occhio allo stoner.

Quali sono quindi le vostre influenze musicali, quello che vi ha spinto a suonare, i suoni che hanno portato alla nascita dei Kardia?
Quello che ci ha spinto a prendere in mano gli strumenti è la classica angoscia adolescenziale che attanaglia un certo tipo di individui intorno ai 13-14 anni. Personalmente i miei idoli all’epoca erano i Death, i Pestilence, gli Obituary e i Carcass ma tanta acqua è passata sotto i ponti. Tutti e quattro abbiamo avuto svariate esperienze musicali (alcune condivise) prima di incontrarci ancora per formare i Kardia. E attraverso un periodo lungo più o meno dieci anni abbiamo sviluppato dei gusti a volte molto diversi ma un’attitudine più o meno comune. Ad esempio, tutti e quattro amiamo molto tutto ciò che proviene dagli anni 80; new wave, elettronica, l’hardcore di quegli anni, il post punk. Se dovessi fare dei nomi di musicisti che ci hanno influenzato dovrei di sicuro stilare una lista che parte dalla Rettore, passa per i Bauhaus e finisce dalle parti dei Negazione. Ma non lo faccio altrimenti mi danno del pazzo!

“Promo Sottile 04”. tra l’altro totalmente scaricabile gratuitamente dal vostro sito. Come mai questa scelta?
Perché i brani fanno parte di un prodotto promozionale ed è giusto che vengano diffusi nel modo più libero possibile.

Chi se lo scarica però non può godere della confezione, tanto insolita quanto bella. Da dove salta fuori?
E’ proprio questo il punto; nonostante i brani siano scaricabili gratuitamente, ci sono in giro almeno 600 copie del promo…e questo lo dobbiamo in gran parte proprio alla sinergia euritmica di suoni ed immagini che compongono il prodotto. Il formato del packaging nasce da un idea della Kick Agency (infatti la compilation “Escape from the ghetto” ha lo stesso layout), mentre il lavoro di grafica è stato genialmente messo a punto dal sommo Zaelia Bishop (www.zaeliabishop.com), un artista dalle grandi idee con il quale abbiamo avuto la fortuna di collaborare. Consiglio vivamente di visitare il suo sito internet.

Kardia e video. So che in passato avete già avuto a che fare con le telecamere. C’è qualcos’altro in cantiere sotto questo punto di vista?
Si, un paio di anni fa realizzammo con la collaborazione di due nostri cari amici (Riccardo Ponis e Francesco Giannetti), registi di indubbie qualità, il videoclip di “Nero”, la seconda traccia del nostro primo ep “Frammenti di Violenza Controllata”. L’esperimento non andò granchè bene purtroppo, in primo luogo per gli scarsi mezzi a disposizione ma soprattutto per il fatto che l’attore principale ero io…assolutamente inespressivo! Da poco abbiamo invece in ultimato il video di “Sanguina” (sarà presto scaricabile dal sito), che si attesta decisamente su livelli qualitativi più alti. Soprattutto per le forze messe in campo. La regia è affidata a Riccardo Ponis, coadiuvato da un’ottimo staff di tecnici (a costo zero) e gli attori (Giose Brescia e Flavio Sciolè) sono realmente attori. Posso anticipare che le immagini sono “forti” ma al contempo eleganti e…non vi racconto nient’altro per non rovinarvi la sorpresa!

Com’è il rapporto con il pubblico per quanto riguarda i concerti?
Dipende molto dal tipo di pubblico che ci troviamo davanti. Comunque in linea di massima, se siamo in stato di grazia e riusciamo a fare un buono spettacolo, il pubblico non disdegna. Poi ci sono platee che si lasciano coinvolgere attivamente e altre che, se non fosse per il fatto che stai facendo cagnara, non si accorgerebbero neanche della tua presenza

I dischi da avere assolutamente secondo i Kardia?
Closer dei Joy Division, uno qualsiasi degli Swans, Kaleidoscope di Siouxsie and the Banshees e un’infinità di altri!

Qualche band, amica o non, che volete segnalare?
Spellcraft, Superfetazione, Inferno, Fumisterie, Klimt1918, Masoko, KBN, Modiè, Endeclin, Moka, etc., etc,

Ok, l’ultima domanda spetta a voi. Nel senso che potete utilizzare questo spazio per dire quello che vi passa per la testa. Oppure farvi una domanda da soli. Fate un po’ voi.
Stiamo lavorando ai brani che andranno a comporre il nostro full-leght e siamo molto soddisfatti…ora speriamo soltanto di trovare un partner che ci aiuti per la produzione! Incrociate le dita per noi…a presto.

www.kardia-musik.com
www.kickagency.com

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