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MARTA SUI TUBI, Castelfranco di Sotto (PI) 13/11/04

Eclectici fino al midollo, i Marta sui tubi sono in grado di regalare preziose e sfavillanti scintille sonore senza eguali nell’indie-rock italiano… Cos’avranno combinato i nostri “orafi” al Totem di Pisa?

di Mao168

La prima volta mi andò male. Successe sei-sette mesi fa, forse otto… Ero al Sonar, locale “storico” e sperduto nella provincia senese. Quella sera avrebbero suonato i Marta e avevo il loro cd nella testa da ormai cinque mesi. Fisiologico che le aspettative fossero infinitamente elevate. Per quanto intenso fosse stato quel concerto, era ingiustificabile ai miei occhi (e alle mie orecchie) il fatto che fosse durato una quarantina scarsa di minuti. Incomprensibile la loro uscita di scena decisamente “punk”: Carmelo che spacca la chitarra (comprata il giorno prima) sulle assi del palco e Giovanni che scaraventa il microfono a terra. Ok forse il pubblico non era calientissimo… ok forse prima di salire sul palco avevano bevuto un po’ troppo. Ma i conti con le mie aspettative li ho dovuti fare da solo e a distanza di tanti mesi ci sono ancora dettagli porco chiari attorno a quella serata.
Figuratevi quindi con che spirito sono andato ad assistere al mio secondo capitolo live targato Marta sui tubi. Ero pronto a qualsiasi evento sub-para-post-normale… inoltre avevo anche uno stomaco sottosopra e un bel viaggetto sulle spalle. Anche il tempo minacciava ritorsioni sul sottoscritto perchè proprio un’ora prima che cominciasse il concerto in tutta la provincia di Pisa stava per abbattersi una specie di gelido tifone. E invece…
E invece l’atmosfera che si respirava all’interno del Totem (a parte le mie anfrattuosità ascellari) non era affatto sgradevole. Ma i miei timori non riuscivano proprio a dissolversi… quando vedevo Giovanni bere e portare bicchierozzi di birra agli altri temevo di rivivere un catastrofico de-ja-vu. Così non fu. Un quarto d’ora prima che scoccasse la mezzanotte i 3 Marta salivano sul palco, Carmelo in versione Sergio Muniz, Giovanni con la sua solita camicia nera e la pelata e il batterista “Goldmember” che faceva appunto il goldmember. Senza alcun accenno nè alcun saluto, Carmelo (Carmel per Giovanni) e Giovanni davano il via alla serata con “Muscoli e dei”, e a seguire la cocainica “Il giorno del mio compleanno”. Il pubblico (eterogeneo e molto ben disposto) apprezza e applaude. E il tutto va avanti così, canzone dopo canzone, quasi senza fermarsi… Quasi! Un irrequieto e ironico Giovanni sopporta mal volentieri le attese che deve subire a causa di ogni nuova accordatura di Carmelo e “Goldmember” assiste divertito ad ogni sketch dei due. Ma la soddisfazione vera è stata vederli inconsapevolmente maturi nel modo in cui approcciano pezzi e pubblico rendendoli una cosa sola…
Le prime 2 file sanno i testi a memoria (me incluso, of course) e sul palco si cerca di rimandare tutta l’energia che dal palco scende copiosa e ininterrotta. Bello spettacolo. Consoni nella loro semplicità gli arrangiamenti ritmici aggiunti a queste versioni live dei pezzi presenti sul cd. Gradevoli e meritevoli di ulteriori ascolti i nuovi brani (Ti mento, L’abbandono) immersi in una scaletta che prevede l’intero cd. Molto molto efficace il finale in cui “Post” si lega a “Sole” nel cui mezzo si inserisce una quasi irriconoscibile “Legata ad un granello di sabbia” di Fidenco. Spettacolo al cubo. Uscita di scena tra gli applausi che non terminando, li richiamano sul palco per far gustare alla platea ormai discretamente numerosa, appagata ma con un ultimo languorino da soddisfare, le 2 nuove “ricette” finali, le inedite “Cenere” e “31 lune”, due pezzi maturi e già proiettati verso l’incisione sul prossimo album.
A fine concerto mi approprio della scaletta e parte il dj con “Pure Morning”… Metà della mia testa è in macchina, l’altra metà è ancora sul palco. Stavolta mi è andata bene. Buona la seconda…
Mao168

www.martasuitubi.it
www.eclectic-circus.com

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