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RYUICHI SAKAMOTO & CHRISTIAN FENNESZ – Roma, 28/11

Descrizione di un viaggio sonoro e delle relative immagini olografiche che possono scaturire in un cervello umano

di Franz Okkeiji cavallo coloso.net

E’ l’auditorium Parco della Musica, la struttura progettata da Renzo Piano, ad ospitare Ryuichi Sakamoto e Christian Fennesz ed un evento chiamato Festa Elettronica che presenta nomi importanti della musica elettronica italiana e internazionale quali Martux-M. Ma torniamo a noi e ai due Mr. Musica precedentemente nominati. Chi sono? Facile Ryuichi Sakamoto è quel signore giapponese autore di “Forbidden Colorurs” motivo che tutti non sanno di conoscere. Christian Fennesz invece è un tizio Viennese dal cognome con una dubbia pronuncia (Fennesss, Fennezzz o Fennesh?? Forse FenneNz come suggerisce QUALCUNO, ma ho i miei dubbi, vero Amore?). Scherzi a parte inutile fare presentazioni, però l’accostamento di questi due nome potrebbe far storcere il naso, o incuriosire. I due comunque appartengono alla stessa combriccola che comprende anche il caro a pochi ma buoni, David Sylvian con il quale entrambi hanno collaborato*. Dunque la domanda di molti sicuramente è stata “chissà che faranno” qualcuno credeva addirittura che suonassero in due momenti differenti, prendendosi ognuno il suo spazio, molti forse conoscevano Sakamoto per le sue composizioni più note o lo ricordano per diverse colonne sonore, trascurando la sua anima sperimentale, una delle sue molteplici e difficilmente catalogabili superfici artistiche, altri probabilmente non conoscevano Christian Fennesz e la sua capacità di creare paesaggi sonori estremamente evocativi, suoni mai ascoltati e giochi di frequenze dove il silenzio e il rumore sono particolari strumenti che possono essere usati nei modi più disparati. Insomma dopo circa un ora di attesa si può entrare passando per il Foyer, una specie di salone dove prende forma parte della cosidetta Festa della musica. In particolare ci soffermiamo sull’esibizione di un ragazzo coadiuvato una crew di Vj. Lui è Fabio, in arte Mr.Reeks che si agita nella sua gabbia di strumenti, percuote un pad, seleziona i suoi campioni, e suona il suo basso e la sua chitarra come fossero due steel guitar, tapping, o percuotendoli con delle bacchette, poi si rigira, si muove ancora tocca un pedale, preme un tasto si muove picchia forte sui pad, seleziona, picchia, seleziona, picchia ancora e intanto quello che stiamo ascoltando è qualcosa di molto interessante ed istintivo, cosa non sempre presente nella musica elettronica, quasi ci dimentichiamo che siamo li per i due nomi scritti sul biglietto. Continuiamo ad ascoltare mr.reeks con il suo flusso di suoni e a guardare i due pannelli con le immagini in continua mutazione dei Vj.
Non senza dispiacere ce ne andiamo da li.
Entriamo nella sala Santa Cecilia, i posto prenotati da me e Giulia si trovano proprio sopra il palco sulla destra. La visuale è decisamente buona…ma…seriamente voi andate ad un concerto per vedere o ascoltare? Perchè l’acustica in effetti non era delle migliori. Forse per l’ubicazione del posto che rendeva squilibrato l’ascolto e non permetteva di sentire il canale destro, forse la struttura dell’auditorium che è stato progettato per la musica dal vivo, ma le polemiche ci sono. Lascio la sentenza agli esperti. Insomma ci sediamo, le luci si spengono dopo pochi minuti, giusto il tempo di far sedere tranquillamente tutti. il palco è arredato con poche cose: due notebook apple, due consolle più probabilmente due mixer, una chitarra, un pianoforte a coda. I due fanno il loro ingresso sul palco, si siedono rispettivamente davanti ai loro Powerbook e inizia la cascata di suoni. Inizia la vorticosa proiezione olografica che scaturisce nella mia mente. Sakamoto davanti ad un pc sembra più un osservatore curioso che un musicista d’avanguardia, Christian Fennesz si muove al ritmo delle sue stesse vibrazioni, agita la testa, genera suoni misteriosamente, nasconde frequenze creando dei buchi percettivi che definire suggestivi ed emozionanti è dire poco. Scroscia un mare d’applausi. Senza tregua. Sakamoto si alza dalla postazione e si siede davanti al pianoforte a coda, dove resterà fino alla fine dell’esibizione. D’ora in poi i suoni magici di Fennesz si mescoleranno alle minimali composizioni pianistiche del musicista nipponico, tra citazionismi del passato in cui si scorge Satie, a dissonanze avanguardistiche che Christian Fennesz accompagna a modo suo con le sue orchestrazioni in fiamme, paesaggi sonori forse sottomarini, forse boreali, suoni tra l’azzurro chiaro e il bianco, campionamenti di chitarra elaborati in tempo reale. Sembra più di vedere un pittore all’opera piuttosto che un musicista, sembra effettivamente pittura sonora. La scena è suggestiva, c’è poco da vedere ovviamente ma sembra uno di quei film ambientati nel futuro dove strumenti vecchi si mischiano scenograficamente a strumenti nuovi, almeno l’effetto di vedere un pianista che suona insieme ad un uomo che genera suoni da un computer fa pensare a questo. Ricorda un pò un film, Gattaca, ma forse è solo una facilissima associazione di pensieri. Purtroppo ascoltare gli applausi del “gioviale pubblico italiano” non è uno degli intermezzi migliori tra un momento musicale e il successivo, il solo pensiero che i due artisti possano pensare “eh questo pubblico italiano, che simpaticoni!!” mi da una lieve punta di nervoso. Ho avuto quasi la sensazione che fossero i due a lasciare dei momenti di silenzio prevedendo l’aggressione applausiva del pubblico. In ogni modo, chiusa la parentesi. Dopo circa un’ora e venti minuti i nostri eroi si alzano e fanno per andarsene, ma ovviamente c’è un bis che ci aspetta…e a dire la verità anche un tris. Il caro pubblico italiano supera se stesso battendo le mani a ritmi cadenzati e volgari. Evidentemente gridare “fuori! Fuori!” è sembrato fastidioso e fuoriluogo a tutti…almeno fino a questo ci siamo arrivati, si può definire una conquista! Applaudire è umano, fare casino in un contesto simile ha del pecoreccio. So di essere pò nazista quando dico così, ma che posso farci? Rientrano dunque, e la folla esplode quando già dalle prime note tutti riconoscono il tema del film di “Forbidden Colours”. Tema che continuerà ad essere fischiettato dagli spettatori fuori dall’auditorium e credo ancora stiano fischiettando. Gli applausi coprono fastidiosamente i primi secondi del pezzo, ma il distacco dei due artisti permette una perfetta esecuzione. Nonostante Fennesz sembri non trovarsi a proprio agio nell’accostare le sue creature sonore ad una melodia così piacevolmente accattivante ed orecchiabile e sopratutto nota, l’esecuzione risulta comunque piacevole e notevole, insomma un bel modo per salutare il pubblico. Usciamo dalla sala soddisfatti, forse non tutti sbalorditi, probabilmente molti erano inconsapevoli di trovarsi davanti qualcosa di originale ma anche difficile per chi è digiuno di questo genere di accostamenti, come le sculture sonore del signor Fennesz. Torniamo al Foyer, e sorpresa mr.reeks fortunatamente è ancora li ad agitarsi nella sua gabbia di strumenti, a menare forte sui pad, la sua esibizione dev’essere virata da qualcosa di soffice, e denso verso qualcosa di mostruosamente potente, techno, percussioni indiavolate, che si intersecano a loop di sax campionati. Forse non è qualcosa di mai sentito, ma è estremamente coinvolgente. Mr.Reeks non usa software, Mr.Reeks picchia forte, è un musicista “vecchia maniera” che suona i suoi strumenti. Forse non usa diavolerie non ancora brevettate, non usa difficilissimi linguaggi di programmazione musicale come Max/msp, ma quello che esce dalle casse è troppo potente e ricco di movimento e passione per restare inosservato. L’esibizione di Mr.Sakamoto e Mr.Fennesz è stata superlativa, intensa, brividi emozionali. Però sinceramente non sarebbe stato male aver potuto assistere in un secondo momento a Mr.Reeks che picchia duro per due ore filate e si muove nella sua gabbia di strumenti dumetriperdue.

*Sakamoto ha collaborato con Sylvian in World Citizens, mentre nell’ultimo lavoro di Fennesz, Venice, è presente la voce del cantante sulla traccia intitolata Transit

Franz Okkeiji cavallo coloso.net

www.fennesz.com

www.sitesakamoto.com
www.romaeuropa.net
www.brancaleone.it
( C.S.O. dove si è svolta parte del romaeuropafestival e dove abbiamo scoperto si esibisce Mr.Reeks)

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