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Cenere – Non c'è niente da vedere

Cenere – Non c'è niente da vedere
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    Ascoltare le sonorità di “Non c'è niente da vedere” equivale a rivivere la giornata in cui ci si è lasciati con la propria ragazza, un crescendo di rabbia iniziale, calma nel mezzo, esplosione finale. Immaginate di esservi messi d'accordo con la vostra ex ragazza per chiarire una volta per tutte: prima dell'incontro siete carichi (“Modena è una pietra sullo sterno”) ma man mano che si avvicina l'appuntamento quella carica si smorsa (“Geopsiche”). Poi c'è l'imbarazzo di chi parla per primo (“Anni:luce”) e le spiegazioni, tentando di ricucire l'accaduto (“Vortici”); ma il dialogo degenera, si alzano i toni (“Difetti”), ognuno vuole avere ragione (“Dove mi perdo”) e alla fine ci si lascia aspramente (“Tokyo Blues”) e con cattiveria (“Acre”). Ovviamente i testi non hanno nulla a che fare con la tematica dell'addio, solo la musica prende una piega differente che rendono il cd interessante e mai noioso. “Modena è una pietra sullo sterno” è veramente un singolo interessante, un mix di rabbia che esplode già dai primi secondi d'ascolto: la batteria e la prima chitarra formano un duo perfetto che guida l'andamento di questa canzone, a cui si attiene anche lo stesso cantante. “Geopsiche” è una canzone molto strana, che passa dalla calma al caos in un secondo; le chitarre distorte fanno da padrone in questo pezzo, offuscando anche un pò il basso. Il bello di questa canzone è che non c'è un gioco di toni di voce in quanto il cantante sembra seguire solo il ritmo dato dagli strumenti: non c'è un chorus speciale, non c'è una tonalità che ti entra in testa ma solo una voce che segue gli strumenti. Tutto il contrario avviene in Anni:luce, una sorta di ballata con il volume che si alza solamente nel ritornello mentre nel resto della canzone gli strumenti sono tenuti calmi, con dei semplici accordi provenienti dalla chitarra. Come detto, Anni:luce è l'opposto della traccia precedente poichè la voce guida i fili di una canzone veramente bella e romantica. Vortici, una alternative – ballad, è l'unico pezzo del cd che stona, in quanto non c'è coesione tra suoni e voce: un pò come uno stonato che continua ad andare fuori tempo e che non sa seguire la musica. Per fortuna i Cenere tirano fuori dal cilindro Difetti, una canzone che ha davvero ritmo e che fa sentire davvero utili i pedali delle chitarre e del basso. Quest ultimo, in particolare, emerge di più rispetto alle altre canzoni e può essere sentito anche da chi non è abituato a percepire questo strumento. Stupenda e molto carica: una canzone che potrebbe essere proposta come singolo di successo. Dove mi perdo rievoca i Timoria ai tempi di Francesco Renga, la cui voce può sembrare, a tratti, uguale a quella del cantate dei Cenere. Una canzone aspra il cui tema romantico e i suoni perfetti rappresentano un buon biglietto da visita: come in altre canzoni del cd, i Cenere iniziano con la chitarra e la batteria in sottofondo per esplodere nel ritornello, questa volta con la voce che emette diversi acuti per concludere il ritornello. Tokyo Blues ha una caratteristica che la rende particolare: è una ballata con ritornello molto, ma molto, duro! E' veramente la sorpresa di questo cd, che sembrava ormai prevedibile di suoni e di chorus. Invece i Cenere sterzano alla grande, rendendo “Non c'è niente da vedere” ancora fresco. E il cd si chiude con una Acre, un pezzo cupo che dà molta carica, che ben si lega al brano precedente, in stile Marlene Kuntz di “Catartica”.
    Buonissima prova del gruppo modenese, che sembra un'assemblaggio, perfetto direi, di diversi gruppi italiani, anche se i Marlene Kuntz sono quelli che emergono meglio in testa di chi ascolta questo cd. “Non c'è niente da vedere” segna un passo fondamentale nella crescita artistica dei Cenere, sia per quanto riguarda i testi, mirati soprattutto ai dolori dell'animo e dello spazio circostante (“Modena è una pietra sullo sterno” la dice tutta), che per le sonorità (un mix tra crossover e rock, anche se la stessa band rifiuta un'etichetta). L'affitamento tra i membri di questa band è buono, anche se, come citato prima, “Vortici” rappresenta l'eccezione alla regola. Non c'è da meravigliarsi se questi ragazzi hanno affiancato diversi artisti, tra i quali spiccano Cristina Donà, Afterhours e gli Ash, gruppo nord irlandese di forte successo oltre Manica, Germania e Giappone.
    Tiziano Faggioli

    Tracklist :

    01. Modena è una pietra sullo sterno
    02. Geopsiche
    03. Anni:luce
    04. Vortici
    05. Difetti
    06. Dove mi perdo
    07. Tokyo Blues
    08. Acre

    Durata : 28,33 minuti

    I Cenere sono :
    Luca Amadessi (voce),
    Valerio Gilioli (chitarre),
    Paolo Gobbi (chitarre),
    Luca Migliori (basso),
    Massimo Pizzano (batteria)

    Contatti : info@cenere.org

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