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Brother James – Days

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Basso, chitarra, batteria. Nient'altro. Sono questi gli elementi di “Days”, secondo disco dei parmensi Brother James, dopo un esordio intitolato “Lack”, che non ebbe grande fortuna.
Dicevamo di bassochitarraebatteria. Aggiungiamoci anche una voce a tratti veramente ispirata e abbiamo un noise contagiato dal post-rock più americano che ci sia, senza orpelli, arrangiamenti superflui e quant'altro non sia strettamente indispensabile.
“Days” è un disco incessante, carico di tensione e costruito su riff matematici e rumorismi Sonici che trasudano sincerità e precisione, da un po' tutte le parti.
Non fosse per i frenetici ritmi che accennano allo stoner di “Wait a minute”, e per la romantica scelta strumentale di “The Soft War”, ci troveremmo davanti a 30 minuti un po' scarsi dal punto di vista della varietà sonora.
Ed è anche giusto così, vista la proposta musicale dei Brother James, non certo incline a mode e a tendenze.
Lodevoli le due cover, “Kill Your Sons” di Lou Reed, e “One Too Many Mornings”, di Bob Dylan, che pur conservando un ovvio scheletro melodico, sono spogliate e “indurite” alla perfezione dal trio parmense.
L'incessante “Toy Spaceship” va a chiudere con enfasi un disco certamente non facile, difficile da assimilare, ma che nelle dosi giuste sa fare alla perfezione il suo energico lavoro.

Tracklist
The Power Of
Kill Your Sons (L.Reed)
Wait A Minute
The Soft War
One Too Many Mornings (B.Dylan)
Flat Top
Toy Spaceship

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