Menu

MODENA CITY RAMBLERS – Torino, 04/01/05

Dopo aver rimandato il concerto di dicembre, i Modena City Ramblers tornano ad esibirsi a Torino con un concerto non del tutto convincente.

Reportage di Iso

Dopo aver rimandato per motivi logistici il concerto di dicembre, co-organizzato dalla sinistra giovanile e dall’associazione culturale Hiroshima Mon Amour di Torino, i Modena tornano sui palchi torinesi dove li accolgono a pugni chiusi e con grandi aspettative.
Il gruppo, con la formazione sempre in movimento, sale sul palco tra il tripudio generale, iniziando con “El presidente” dall’ultimo “Viva la vida, Muera la muerte” inneggiando al disgraziato che ha colpito con un cavalletto qualche giorno fa Berlusconi.
Il concerto si svolge tra brani dell’ultimo disco e del repertorio tradizionale. Per fortuna tra i pezzi di repertorio vengono scelti soprattutto quelli dei primi due/tre dischi, e non è un caso che la gente si scateni soprattutto su “Clan Balieu”, “Grande famiglia”, “Fola dal magalass”, “Un giorno di pioggia”.
Ma il problema non è la scaletta, il gruppo, Cisco soprattutto, sembra suonare svogliato, slegato, manca sicuramente quell’entusiasmo iniziale che era tipico del combo modenese e il paragone impietoso col passato è evidente soprattutto nei brani storici.
Solo ne “Il bicchiere dell’addio” dove il microfono viene ceduto un po’ a tutti i componenti s torna a respirare quell’aria di festa e lotta che si respirava puntualmente fino al 97/98.
“Contessa” ci viene risparmiato (e lo dico con rammarico), le richieste del pubblico vengono rispedite da un Cisco rassegnato che risponde “contessa tu non sei più la stessa” citando i Decibel.
Il dovuto ricorso a troppi turnisti, il preciso manifesto che si portano (volontariamente) con loro li sta lentamente inglobando.
Non vorrei si trasformassero nella caricatura di loro stessi, in una copia sbiadita delle intenzioni originali… Di Nomadi, per fortuna, ce ne sono e ce ne bastano uno.

Iso

www.ramblers.it

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Close