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Speciali

Impatto Awards 2004

Il 2004 è già un caro ricordo che rimane alle nostre spalle come ogni qualsiasi anno passato, ma soprattutto come un qualsiasi ricordo. E fin qui ci siamo. Lo ricordavo soltanto per alcuni nostri redattori che faticano un po’ nella comprensione degli eventi, ma come vuole la privacy e ed i principi di sana convivenza non ne farò il nome (Rocco e Francesck).

Come in ogni tradizionale Capodanno le cose brutte e vecchie le avrete già gettate dalla finestra incuranti dei passanti o che a volare fossero le nonne o le suocere. In quest’ultima evenienza vi stimo.

Le cose belle invece vanno tenute care e per questo ci siamo arrabattati ed arrovellati per proporvi una nostra personale classifica musicale di questo 2004 appena trascorso, che in un estremo atto di esterofilia e plagio abbiamo chiamato Impatto Awards 2004
Sono chiaramente classifiche soggettive in cui ognuno ha espresso la propria preferenza (con o senza commento) riguardante i migliori album ascoltati durante l’anno, non andiamo emettendo dei giudizi arbitrari sicuramente estranei al nostro modo di vedere la musica, ma tanto cari a coloro che paventano la loro pseudo-cultura musicale e che però, come noi, non ne sanno niente.
Buona lettura e Buon 2005.


Daesdein Uomo Powerbook In Calzamaglia (in ordine sparso)
Verdena – Il Suicidio samurai
Bugo – Golia e Melchiorre
Franco Battiato – Dieci Stratagemmi
Wilco – A Ghost Is Born
Isis – Panopticon
Fennesz- Venice


Dj pLONGER (ordine sparso)
Nicola Conte – Jet Sound Revisited
Daddy G – Dj Kicks
Depeche Mode – Remixes 81-04
Orbital – Blue Album
Fatboy Slim – Palookaville
Animatrix O.S.T.
Felix Da Housecat – Devin Dazzle & The Neon Fever
Faithless – No Roots
Felix Da Housecat – Abugged Out Mix By
The Orb – Bicycles & Tricycles


Francesck (megalomane)
Bene, bene, bene, un altro anno è passato. Un anno pieno di tanti momenti, belli e brutti, felici e tristi…ma tutto sommato la vita è questo.
Momenti che comunque siano, hanno un unico filo conduttore comune, la musica che mi ha accompagnato durante il cammino.
Degli album usciti prorpio in quest’anno mi vengono subito in mente I Kings of Convenience che con “Riot on an empty street” sono il gruppo che più che mi ha sorpreso. I paladini della new wave acustica con Misread, il primo singolo tratto dall’album, mi sono da subito entrati nelle orecchie per non uscirne più. Mi vengono da ricordare i Keane che con l’album “Hopes and Fears” ed il singolo “Everybody’s changing” sono diventati, meritatemente, uno dei tormentoni musicali del 2004.
Sempre dell’anno appena passato sono annoverabili in una mia playlist gli album di 2 artiste italiane, forse poco prese in considerazione dalla critica, Cristina Donà, di cui ho ascoltato solo la versione inglese del suo “Dove Sei Tu”, e Meg che esce con il suo primo album da solista dopo l’esperienza con i 99 Posse. Bellissimo è l’album Degli Oi Va Voi, band emergente londinese, “Laughter through tears” che fonde assieme più generi in una maniera molto piacevole.
Per la serie al cuor non si comanda mi preme nominare l’album dei Velvet Revolver, “Contraband”, band formata per i 3/5 da ex Guns and Roses e con alla voce il cantante degli Stone Temple Pilots…una scelta dettata da vecchi amori che mi guidano in
un dolce amarcord.
Sempre di quest’anno sono da richiamare anche i ritorni di Grandi band come i Cure, che escono con un omonimo album
che sembra suonare bene almeno quanto Disintegration e i Rem che escono con un Greatest hits.
Ci sono poi tutte le canzoni ed artisti che se anche non sono usciti in quest’anno con nuovi prodotti hanno sempre fatto parte di questa mia play list…Pearl jam, Metallica, Dream Theatre, Guns’and roses, Jeff Buckley, Faith no more, Incubus (che ora che ci penso sono usciti proprio con un bell’album quest’anno..ah!!la memoria!!!), Soundgarden, Dave Mattews Band, Ani DiFranco, Alice in Chains, Elio e le storie tese, Foo Fighters, Marta Sui Tubi, Queen, A perfect circle (anche loro usciti quest’anno con un album di cover in segno della pace), Depeche Mode, Korn (Greatest Hits anche per loro nel 2004), Led Zeppelin, Michael Bublè, Keith Jarret,
Nirvana, Pink Floyd, Rage against the Machine, Soil, Stone Sour e moooolti altri

—– per S[K]A, mi dispiace non nominare gli xiù xiù, ma ammetto la mia ignoranza, non li ho ascoltati ——

Bene, questo è più o meno ciò che ho ascoltato, e se può sembrare un grosso casino e misticanza di generi ed artiti mi spiace, ma questo sono io.
Ne Approfitto per fare gli auguri di un anno sereno a tutto lo staff di Impatto e a voi lettori tutti.
TAKE CARE.

Francesco ” FranCesck ”


Lorenzo Alunni (in ordine sparso)
John Zorn – Electric Masada 10th anniversary (Tzadik)
Charlie Haden – Montreal tapes with Joe Henderson and Al Foster (Verve)
Steve Coleman – Lucidarium (Label Bleu)
Bjork – Medulla (Elektra)
Matthew Shipp – Harmony and habyss (Thirsty ear)
Dave douglas – Strange liberation (Bluebird)
Frederic Rzewsky – Main drag (Stradivarius)
John Scofield trio – En route (Verve)
Charles Lloyd\Billy Higgins – Wich way is east(ECM)
Ani Difranco – Educated guess (Righteous babe)


Mao168
1. blonde redhaed – misery is butterfly
2.franz ferdinand – franz ferdinand
3. john frusciante – shadows collide with people
4. devendra banhart – nino rojo
5. deasonika – piccoli dettagli al buio
6. tinariwen – amassakoul
7. wilco – a ghost is born
8. frank black – frankblackfrancis
9. ivan segreto – porta vagnu
10. polly paulusma – scissors in my pocket


PieroMK (un po’ meno megalomane)
7 nomi “vecchi”

1) AIR – Talkie walkie: La produzione di Nigel Godrich (Radiohead, Beck) condisce con elettronica e atmosfere spaziali questa raccolta di brani con accento e fascino francesi, testi in inglese. Eleganti. Delicati. Raffinati. Vintage. Il duetto francese proiettato verso il futuro. ll capolavoro assoluto del 2004. BRANO TOP: VENUS
2) MARK LANEGAN – Bubblegum: Voce più calda che mai. Dagli episodi più blues e waitsiani ai pezzi più infuocati che sembra aver ereditato dalle collaborazioni coi Queens Of The Stone Age (tra i credits non a caso Josh Homme e Nick Oliveri). Irripetibili i duetti con PJ Harvey e Chris Goss. BRANO TOP: HIT THE CITY
3) NICK CAVE & THE BAD SEEDS – Abattoir Blues/The lyre of Orpheus: Ci sono entrambe le anime di Nick Cave. Quella rilassata e trattenuta in ballate sofferte e notturne. Quella più inquieta e tormentata in cavalcate rabbiose urlate come ai vecchi tempi. Unite dai controcori di voci gospel. La classe non è acqua. BRANO TOP: HIDING ALL AWAY / EASY MONEY
4) THE CURE – The Cure: Rivitalizzati dalla cura di Ross Robinson, il principe del nu-metal. Suoni secchi e aggressivi. Voce disperata come ai tempi migliori. Un brit-pop pervaso dall’inimitabile dark di Robert Smith e compagni. Ringiovaniti. BRANO TOP: THE PROMISE
5) PJ HARVEY – Uh Huh Her: Arrangiamenti scarni e ruvidi, suoni low-fi, brani minimalisti con la voce sempre al centro della composizione. Ed è la voce di Polly Jean Harvey, mica della prima che passa. Rabbiosa, graffiante, scazzata, urla, sussurra, geme.Una voce che colpisce dritta al cuore. BRANO TOP: THE SLOW DRUG
6) SONIC YOUTH – Sonic nurse: Il suono non sarà sporco e inascoltabile come un tempo ma la Gioventù Sonica è ormai una band matura che al vecchio furore giovanile sostituisce un’ottima e adulta vena per sperimentazioni e arrangiamenti. Alcuni brani nella struttura ricordano le vecchie produzioni. Ottimi gli episodi più trattenuti. BRANO TOP: I LOVE YOU GOLDEN BLUE
7) BJORK – Medulla: Come la voce, incisa, sovraincisa, campionata, deformata può diventare lo strumento primario di un disco. Composizioni molto complesse, atmosfere gotiche, una voce limpida che sembra echeggiare dalle enormi distese di ghiacci islandesi. E’ impossibile non restare incantati ancora una volta dalla magia di Bjork. BRANO TOP: PLEASURE IS ALL MINE

7 sorprese

1)FRANZ FERDINAND – Franz Ferdinand: La sorpresa dell’anno. Riff taglienti. Ritmi travolgenti. Melodie che entrano facilmente in testa. Undici pezzi ballabili che è un piacere, la carica dance da Talking Heads del nuovo millennio. Album senza punti deboli. BRANO TOP: THIS FIRE
2) INTERPOL – Antics: Perchè sorpresa? Perchè il primo disco è stato un quasi capolavoro ma poteva essere un fuoco di paglia. Invece la band newyorkese riesce, seppur in parte, nell’impresa di ripetersi. Linee melodiche e motivi più immediati per un disco comunque di alto livello, pur meno cupo e più vicino alla new-wave che al dark dei Joy Division. BRANO TOP: TAKE YOU ON A CRUISE
3) DEVENDRA BANHART – Nino Rojo: Due album in un anno. Scelgo questo perchè segue coraggiosamente lo splendido “Rejoicing the hands” senza essere ripetitivo. L’atmosfera è sempre persa in un folk woodstockiano e rurale. Cantastorie trasognato e fuori dal tempo. Toccante. BRANO TOP: WAKE UP LITTLE SPARROW
4) XIU XIU – Fabolous muscles: Come l’elettronica può rienterpretare al meglio tutta la malinconia neoromantica e decadentista della Berlino di David Bowie. BRANO TOP: I LUV THE VALLEY OH
5) WILCO – Ghost is born: Son dieci anni che fanno bei dischi ma pochi sembrano accorgersene. Magari questa è la volta buona. Melodie lente e malinconiche per piano e chitarra alla George Harrison non prive di sferzate elettriche alla Neil Young. Tastiere stralunate e squarci di chitarre rumorose lo rendono un album unico. BRANO TOP: AT LEAST THAT’S WHAT YOU SAID
6) THE LIARS – They were wrong, so we drowned: Un disco stranissimo. Parte da una chiara impostazione post-punk, un allucinante viaggio nel caos della Grande Mela tra suggestioni noise, elettroniche, new wave e industrial. BRANO TOP: THEY DON’T WANT YOUR CORN, THEY WANT YOUR KIDS
7) THE LIBERTINES – The Libertines: La dimostrazione che i Libertines non sono solo una band viziata e osservata morbosamente dai tabloid britannici. L’eredità di Smiths e Clash è evidentissima. Ma è un album frizzante pieno di canzoni piacevoli e trascinanti. Irriverenti. Graffianti. Coinvolgenti. BRANO TOP: THE MAN WHO WOULD BE KING

7 nomi italiani

1)ALTRO – Prodotto: Il gruppo che non ti aspetti realizza in diciotto minuti per undici canzoni uno dei dischi italiani migliori di quest’anno. Registrato da Bugo, è un fulmine che lascia senza fiato. Urlato, un pò punk, molto low-fi fugge da ogni definizione per brani che salgono di intensità per la loro evanescente durata (il più lungo è di due minuti e diciassette secondi) fino a bloccarsi e spegnersi nel nulla. Testi incomprensibili. Originalissimo. BRANO TOP: LA CANZONE DEL GABBIANO
2) BUGO – Arriva Golia / La gioia di Melchiorre: Golia è il Bugo più goliardico che si prende gioco di tutto e di tutti tra esilaranti ritmi da trash anni ottanta e parodie hip-hop. Melchiorre è il Bugo malinconico, tristissimo e tormentato che si prende gioco di se stesso. Chitarra e voce, ispiratissimo, come mai lo era stato prima. Un pò Beck, un pò Rino Gaetano. Godibilissimo. BRANO TOP: CARLA E’ FRANCA / GUARDO SU
3) VERDENA – Il suicidio dei samurai: Ci si poteva aspettare qualcosa di meglio. Ma tenendo in considerazione che è un album autoprodotto (peccato!) da musicisti per lo più ancora giovani il giudizio è più che positivo. Nuove intuizioni psichedeliche, maggiore originalità compositiva, brevi ma decisive digressioni post-rock, oltre all’importante inserimento del tastierista, allontanano definitivamente i Verdena dalla monotonia degli esordi e dall’etichetta di Nirvana italiani. BRANO TOP: BALANITE
4)OVO – Cicatrici: Indefinibili. Inascoltabili. Ci sono brani ambient. Ci sono brani noise. Ci sono brani post rock. Mancano parole di senso compiuto nei testi. Solo versacci e urla. Ma l’effetto di angoscia e inquietudine che si prova ascoltando per intero il disco è piacevolmente spiazzante. BRANO TOP: LA SAPONATRICE DI FERRARA
5) VELVET SCORE – Youth: Visionari ed evanescenti quanto i Giardini di Mirò, ma con una spiccata propensione melodica. Saranno famosi. BRANO TOP: YOUTH
6) ONE DIMENSIONAL MAN – Take me away: L’unico gruppo italiano che riesce ad interpretare l’indie-rock anglo-americano senza sembrare un gruppo italiano. E soprattutto senza emulare. BRANO TOP: TELL ME MARIE
7) P.G.R. – D’anime e d’animali: Loro sono i musicisti più importanti della storia recente del rock italiano. Dopo le suggestioni folk e world del precedente album in studio, Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Maroccolo e Giorgio Canali tornano graffianti e aggressivi. Non mancano gli episodi più trattenuti e solenni, ma le inimitabili atmosfere da C.S.I. rivolte a Oriente e “elettrificate” sono il meglio del disco. Rinati. BRANO TOP: ORFANI E VEDOVE


Rocco
1.Bugo – Golia & Melchiorre
2. Broken Social Scene – Beehives
3. Sophia – People are like season
4. Nippon & the Symbol – UniversoNbangaOrfeo
5. The Killers – Hot Fuss
6. Verdena – Il suicidio dei samurai
7. Mum – Summer Make Good
8. Lali Puna – Faking the books
9. Altro – Prodotto
10.Cristina Donà – S.T.


Rosalba Volpe (in ordine sparso)
A Toys Orchestra – Cuckoo Boohoo
Blonde Redhead – Misery Is Butterfly
Franz Ferdinand – Franz Ferdinand
Merci Miss Monroe – Merci Miss Monroe
One Dimentional Man – Take Me Away
The Juniper Band – Time For Flowers
The Verve – This Is Music – The Singles ’92 – ’98
Zutons – Who Killed The Zutons


SKA (in ordine sparso)
Xiu Xiu – Fabolous muscles
Tom Waits – Real Gone
Morrissey – You are quarry
Bjork – Medulla
The Cure – The Cure
Sondre Lerche – Two way monologue
Air – Talkie Walkie
A Perfect Circle – eMOTIVe
Giorgio Canali – —>
Charalambides – Joy Shapes
Diary of Dreams – Nigredo
Fantomas – Delirium Cordia


vurt79b
1. !!!-Louden Up Now
2. Clouddead-Ten
3- Tv On The Radio-Desperate Youth,Blood Thirsty Babes
4. Xiu Xiu-Faboulous Muscles
5. Liars-They Were Wrong So We Drowned
6. Broken Social Scene-You Forgot It In People
7. Black Keys-Rubber Factory
8. Oneida-Secret Wars
9. Beastie Boys-To The 5 Boroughs
10. Tom Waits-Real Gone


Zappo
Bugo – Golia e Melchiorre
Giorgio Canali – —>
Deasonika – Piccoli Dettagli Al Buio
Sonic Youth – Sonic Nurse
Franz Ferdinand – Franz Ferdinand
Verdena – Il Suicidio Dei Samurai
T.A.R.M. – Il Sogno Del Gorilla Bianco
Scissor Sisters – Scissor Sisters
A Perfect Circle – eMotive
The Killers – Hot Fuss
Sondre Lerche – Two Ways Monologue
Air – Talkie Walkie
Telefon Tel Aviv – Map Of What Is Effortless
Pecksniff – The Book Of Stanley Creep

Ok. E siccome sono l’ultimo (:°) concludo augurandovi un 2005 dove l’unica preoccupazione sarà decidere se correggere o no il caffè

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