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Interviste

Intervista ai TORPEDO

Al lavoro pure a Capodanno…Daesdein e Giulia incontrano i romani Torpedo in quel di Cinecittà per la festa di fine anno tra ska, dub, punk, reggae, elettronica e chi più ne ha stia fermo e legga.
Buon anno.

Ciao ragazzi, voi siete Andrea chitarra e voce e Federico Basso dei Torpedo. Voi siete di Roma, che tipo di influenza ha questa città su di voi, visto che le avete dedicato anche una canzone?

A:Diciamo che avendo fatto un percorso
musicale che parte dal liceo e arriva fino ad oggi, abbiamo anche vissuto tutto il periodo delle serate nei locali, la musica che gira a roma e bene o male è il posto dove viviamo.

Federico: Poi c’è da dire che ci siamo fatti contaggiare tantissimo, ci piace un pò tutto e abbiamo i nosri periodi di “fissa”

A: L’attitudine romana penso che abbia avuto molta influenza, il suono può avvicinarsi anche ai gruppi napoletani o torinesi, ma l’attitudine è prettamente romana e legata alla città.

Non sbaglio se dico che i Torpedo hanno un ampio bagaglio di influenze vero? Per quanto mi riguarda ci vedo un pò di tutto, dallo Ska che forse è la matrice, fino al Rap italiano tipico di questa città, passando per influenze drum’n’bass e via dicendo…

A: Più andiamo avanti più cambiamo e inglobiamo cose…

Due anni fa non era così mi ricordo…

A: Due anni fa eravamo semplicemente un gruppo Ska!! E ce n’è voluta per levarsi l’etichetta di gruppo Ska…e ancora non è che ce la siamo levata. Alla fine non c’è un’etichetta che ci si addice. Alla fine comunque la contaminazione è una cosa che ci piace…voglio dire, siamo in sette, sette ascolti diversi, sette gusti diversi.

Federico: poi dipende anche dai periodi, abbiamo dei periodi magari anche brevi di fissa estrema per determinate situazioni che si ripercuotono fortissimo su tutto quello che facciamo e infatti ogni nostra cosa riconosciamo perfettamente il periodo. Poi magari sono cazzate che dall’esterno nemmeno ci si fa caso per esempio l’impronta dei testi, le sonorità, il tipo di andamento, la ricercatezza. Poi per esempio c’è capitata una cosa, un ragazzo c’ha scritto sul sito “imparate a suonare” alla fine noi studiamo tutti musica quindi si presume che il nostro strumento lo sappiamo suonare, il fatto è che la tecnica ci interessa fino ad un certo punto ovvero un mezzo per arrivare a qualcosa. La tecnica a livello estremo da esporre in vetrina non è una cosa che c’interessa!

Tra l’altro ho visto che avete inserito un DJ nella formazione e il tastierista, che mi sembra due anni fa non ci fosse…o si?

A:Sisi il tastierista c’era ma aveva un ruolo molto più marginale, mentre il DJ è entrato in formazione da pochissimo, con il nuovo disco quindi diciamo da giugno luglio.

Riguardo la scena io invece ho un’idea, quando si parla di scena in qualche modo si parla anche di Trend. Ovvero il trend fa comodo per un motivo e così anche la scena, che compatta gli ascolti. Voi mi sembra che non facciate parte di una scena. Come vi trovate rispetto a questo?

A: diciamo a roma ci sono dei circoli di persone che si conoscono e non sono nemmeno interessate a far entrare altre persone dentro questo circolo. Alla fine il concetti di scena, ovvero creare un movimento sarebbe bello, ci piacerebbe per esempio poter portare avanti un discorso musicale e generalmente Romano insieme ad altri gruppi che abbiamo incontrato in questi anni

Ecco riguardo alle cose che avete fatto con gli altri gruppi, prima mi dicevate di un remix di un pezzo degli Assalti Frontali, che stanno suonando ora, e di un pezzo con Rachid. Come nascono le vostre collaborazioni?

A: intanto hai citato due collaborazioni importanti, ma, ASSO NELLA MANICA, ne abbiamo altre due!! Una con i Sud Sound System, e un’altra con Roy Paci sul suo primo disco. Ma si tratta di una nostra fissa, ci piace acquisire maturità e conoscienze da chi ne sa più di noi..diciamo che andiamo proprio a cagare il cazzo, certo con gli assalti frontali è nata per conoscienze in comune.

Federico: Il nostro fonico è stato loro collaboratore per anni e ci ha proposto di partecipare al disco di Remix che stavano facendo. Riguardo questa cosa e quello che dicevamo primariguardo la scena volevo aggiungere che ci piace cavalcare le diverse subculture senza comunque entrare a farne parte, alla fine andiamo a vederci le serate techno, i concerti rock, di tutto e la cosa che ci interessa è prendere da tutto senza necessariamente entrarci dentro.

A: Che poi come dicevamo prima può essere figo, ma può essere anche poco conveniente, alla fine la gente sente il bisogno di metterti un’etichetta addosso, quindi è più difficile anche avere un pubblico definito…ma a noi non piace la vita facile!!

www.torpedoweb.it
Recensione: TORPEDO – L’INGRANAGGIO

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