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ALEXANDER


Scheda


Titolo originale: Alexander
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2004
Genere: Storico
Durata: 173′
Regia: Oliver Stone
Sito ufficiale: www.alexanderthemovie.com
Cast: Colin Farrell, Angelina Jolie, Anthony Hopkins, Val Kilmer, Jared Leto, Rosario Dawson, Jonathan Rhys-Meyers, Raz Degan
Produzione: Moritz Borman, Jon Kilik, Thomas Schühly, Iain Smith, Oliver Stone
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: 14 Gennaio 2005 (cinema)

Alexander

A 40 anni di distanza dalla scomparsa di Alessandro, Tolomeo, il generale che alla morte del grande condottiero ha ereditato il regno d’Egitto, rievoca la vita del suo comandante: la giovinezza in Macedonia, sotto la guida di maestri del livello di Aristotele, ma oggetto di contesa tra le forti personalita’ del padre Filippo e la madre Olimpiade, la sconfitta di Dario a Gaugamela, la spasmodica conquista dei regni orientali, con l’intento di giungere ai limiti del mondo conosciuto che portarono Alessandro e il suo esercito sulle rive del Gange, fino alla prematura morte a soli 33 anni.

Un film possente che rievoca il mito di una delle figure piu’ affascinanti della storia, quell’Alessandro Magno che pare invincibile, in grado di compiere imprese strabilianti e mosso da un sentimento di conquista o forse di conoscenza che lo rende perennemente insoddisfatto degli obiettivi raggiunti.
Per Oliver Stone il modello di Alessandro e’ Prometeo, colui che oso’ rubare il fuoco agli dei per darlo agli uomini, permettendo loro di sconfiggere il buio della notte e quindi la paura. L’Alessandro che il regista porta sugli schermi vuole creare l’armonia sulla terra (ovviamente si omette che lo fa con la guerra..), mescolando le razze, creando un solo regno dove l’Oriente e l’Occidente, da sempre in lotta si fondano, e non e’ difficile capire perche’ proprio ora la figura di Alessandro goda di una rivalutazione cosi’ positiva.
In America la pellicola non ha avuto molto successo per la manifesta omosessualita’ del condottiero, in effetti il rapporto tra Alessandro ed Efestione e’ narrato come un amore omosessuale moderno, legame ben diverso da quello che poteva esserci tra due soldati del III secolo a. C., ma di certo io sono rimasta piu’ colpita dal forte legame edipico che Alessandro, secondo Oliver Stone, avrebbe avuto nei confronti di entrambi i genitori: il re Filippo, monarca guerriero che riesce a riunire sotto la sua guida tutta la Grecia e che vede il giovane figlio come un imbelle ed Olimpiade, regina non molto amata dal popolo per le sue pratiche del culto dionisiaco che instilla nel giovane Alessandro un senso di grandiosita’. Notevole l’interpretazione di Angelina Jolie che ha reso perfettamente questo ruolo, grazie alla sua presenza scenica ed al suo temperamento.
Le imprese militari di Alessandro sono rappresentate, per ovvi motivi di economia filmica, solo dalla piu’ importante, la battaglia di Gaugamela, dove con soli quarantamila uomini riusci’ a sbaragliare l’esercito di Dario, composto da duecentomila unita’. Le scene della battaglia sono spettacolari, le didascalie, dal tocco documentaristico, che indicano i compiti dei vari ruoli dell’esercito macedone si mescolano con momenti di azione pura mentre Dario (interpretato da un irriconoscibile Raz Degan) viene rappresentato con uno stile ieratico che ricorda Paradzanov.
Dopo la conquista di Babilonia il film diventa veramente dionisiaco, con la trasformazione di Alessandro da rozzo conquistatore a raffinato sovrano orientale, perennemente spinto dalla foga di conquista: la battaglia contro gli indiani e’ quasi delirante anche nell’eccessivo viraggio rosso; va riconosciuto a Colin Farrell il merito di aver saputo rendere la metamorfosi del personaggio: da principe insicuro a monarca invasato, mentre e’ del tutto insignificante l’interpretazione di Hopkins nel ruolo di voce narrante delle avventure del grande macedone.
Certamente ingombrante la presenza dell’aquila , simbolo di Zeus che guida le avventure di Alessandro: ricorda troppo da vicino l’aquila imperiale del Napoleon di Abel Gance.
Dal punto di vista storico non credo ci siano grandi errori, mi ha solo stupito che fosse Filippo a condurre Alessandro nelle grotte dove venivano rappresentati i miti piu’ sanguinari della cultura greca, in quella che pareva essere una rievocazione di un rito misterico, prerogativa che sarebbe spettata ad Olimpiade, visto il suo ruolo di sacerdotessa. Ho notato delle invocazioni piuttosto casuali agli dei che venivano chiamati indifferentemente col il nome latino o greco, ma questo potrebbe anche essere una liberta’ del doppiaggio italiano, si tratta comunque di sviste veniali nell‘insieme di un film sanguingno ed anche avvincente, vista la materia trattata, che nella sua imperfezione e’ in grado di far volare le tre ore della sua durata.

avag

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