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Novy Svet (Austria) “Là-Bas(s) Communion” MCD 2004, Nekofutschata

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I Novy Svet ci hanno lasciato un anno fa con Fin, Finito, Infinito, un disco che mi ha emozionato particolarmente, denso di passione, di decadenza, malinconico ma allo stesso tempo ironico. Un disco che ti sorprende ad ogni nuovo ascolto, di lenta e piacevole assimilazione, capace di insinuarsi nel corpo e nella mente.
In “Là-Bas(s) Communion“, mini cd in edizione limitata di 333 copie, contenente dei pezzi dell'imminente “Desde Infiernos De Flores” che dovrebbe uscire quest anno, è ben lontana quell'atmosfera decadente e malinconica che pervade Fin, Finito, Infinito.

Il disco apre con un primo pezzo dall’atmosfera molto intimista, la voce di J.Weber quasi bisbigliata, il ritmo sempre uguale, quasi ossessivo.

La seconda traccia è densa, morbida nonostante si apra con uno scratch e il suono di una pistola che si ricarica che saranno poi presenti sullo sfondo durante tutta la durata del pezzo. Contribuisce a creare quest’atmosfera calda e sinuosa il suono di una tromba.

Senza quasi accorgercene, già immersi in mondi lontani dal nostro, viene introdotta la terza traccia, che esplode e ci lascia spiazzati. Il ritmo cambia, diventa più incalzante, seguito dal basso quasi maniacalmente, per poi rallentare, la voce di J. Weber ci sussurra qualcosa, e nuovamente il suono di una tromba stonata ci accompagna a riprendere il ritmo. Senza alcuna connessione poi, una voce altera sullo sfondo echeggia accompagnata dal suono di campane.

Suoni di uccellini, ritmo da diaphason sullo sfondo, una melodia che si ripete ciclicamente e una voce, la sua, diventano un tutt’uno in quest’ipnotico quarto pezzo, che a mio parere è il più bello di questo mcd.

Una musichetta disneyana ci introduce il quinto pezzo: jazzato e languido, la voce di J.Weber si fa ancora più “soffusa”, come l’atmosfera che ci evoca questa musica.

Nulla da dire per un pezzo che già parla da solo come la traccia 6. Il ritmo scandito come da un’orologio, una sigaretta che si accende “I’m sitting down in my bungalov, smoking…” canta J.Weber, sembra sia proprio la situazione ideale per godersi a pieno l’intero disco: una sigaretta, un bicchiere di vino, la compagnia ideale, e sicuramente “You’ll never go home

Il nostro viaggio si chiude con un sample ripetitivo…breve, meno di un minuto per abituarci all’idea che stia per finire.

La Bas(s) Communion sicuramente riesce ad entusiasmarci grazie alle sue note calde e avvolgenti, è un vero “disco d’atmosfera” che non ci delude affatto, nemmeno questa volta.

Sabrina T.

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