Reportage

Itinerario Festival – Vidia (FC), 27/12/04

Sedia, Gatto Ciliega Contro Il Grande Freddo, OvO e Aidoru per la prima data dell’ Itinerario Festival, una vetrina importante per tutte le etichette indipendenti e per i gruppi da loro prodotti.

di vurt79b

Prima serata di Itinerario Festival, festival organizzato da alcune etichette indipendenti nostrane molto attive (Santeria, Bar La Muerte, Snowdonia e Wallace) che in ogni serata propongono un gruppo della loro scuderia. In questa serata hanno suonato nell’ordine Sedia, Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo, Ovo e Aidoru la cui associazione è anche la promotrice del festival.

Iniziano quindi i Sedia, che hanno inciso per Wallace un cd omonimo di 6 pezzi. Sono in 3 (basso,chitarra,batteria) piuttosto giovani e vengono dalle Marche.
Il loro set è tiratissimo. Fanno noise praticamente strumentale con una sezione ritmica molto potente che la fa da padrona e li avvicina a certe sonorità indie americane dei ’90, vedi Shellac. La chitarra, per volumi non gestiti benissimo, si perde un po’ dentro il muro di suono rendendo il set un po’ confuso.
In questo senso non aiutano le urla del bassista, francamente inutili sia su live che su disco. Qua e là tra i pezzi pare emergere anche una certa vena free del gruppo, altri ancora richiamano certe sonorità Dischord o math rock. Insomma un bel set, ma l’aggettivo che mi viene in mente è acerbi, quindi saranno da tenere d’occhio.

Si prosegue con l’amato Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo (Santeria). Sono in 3: Max Viale (chitarra acustica/elettrica e voce) Gianluca Della Torca (basso) e Fabio Perugia (chitarre). In più un PC provvede a fornire ritmiche e melodie elettroniche.
Anno fecondo per il Gatto tra nuovo disco ‘L’irreparable’ e partecipazione alla colonna sonora di A/R . Si parte dopo un bel po’, causa problemi tecnici alla parte visuale del set: il proiettore non ne vuole proprio sapere di andare d’accordo col pc del Gatto. Peccato perché alcuni filmati erano piuttosto interessanti e almeno 2 decisamente belli, uno di disegni a matita animati e uno di foto in B/N in sequenza con l’avventura di un tipo decisamente cool, e peccato per i 20min di pubblicità occulta a mostri dell’informatica e dell’elettronica che non ne avrebbero proprio bisogno(eheh).
Partono con ‘elvis a pezzi’ sorta di intro al concerto; proseguono con ‘l’irrèparable’,pezzo stupendo che dal vivo risulta ancora più inquietante e definitivo, e con ‘estasi di un delitto’.
I suoni dal vivo sono più caldi a volte soffici altre secchi, i ragazzi arpeggiano alla grande e conquistano il pubblico con un atmosfera avvolgente.
Si continua con ‘non c’è più caffè’ e ci si fa prendere dalla malinconia dei fantasmi del passato che riemergono inesorabili in ognuno; la seconda parte del pezzo funge da catarsi. Si prosegue con ‘la gang del pensiero’ che parte quasi nervosa per poi distendersi nella seconda parte con le chitarre che si scontrano per poi unirsi coralmente in ‘fly falling in love’.
Si arriva così alla parte finale del concerto molto pregna di sensazioni di viaggio. ‘una calibro 9 per Toni Rodriguez’ eseguita in maniera più cattiva, secca e più efficace che su disco, con l’elettronica in secondo piano. ‘west side story #2’ dolente e dilatata, e poi due pezzi dall’ep “It Is”.
‘alice’ sinuosa e liberatoria e ‘la sequenza del fiore di carta’ con quell’incedere un po’ inquietante, come nei momenti di attesa che precedono un atto definitivo. Chiudono brillantemente e ironicamente con ‘c’era una volta il post’ lasciando un atmosfera sospesa.
We want more!

Si continua con OvO, creatura mitologica impersonata da Stefania Perdetti e Bruno Dorella. OvO è solo un’incarnazione del duo che partecipa a tantissimi progetti come Allun per Stefania, Ronin
Bugo e gestione di Bar La Muerte per Bruno.
Inoltre si interessano di grafica…i disegni del booklet di “Cicatrici”, ultimo loro album, sono di Stefania.
Appaiono sul palco. Bruno, gigantesco, scalzo, indossa un tunicone marrone lungo fino ai polpacci con ampio cappuccio calato sul viso e maschera alla Tana Delle Tigri. Stefania con vestito aderente sul verde se ben ricordo e maschera tribale-post-industriale, slide della chitarra infilato in un dreadlock.
Completano il quadro il fonico travestito da chirurgo con mascherina e camice imbrattato di sangue e il cameraman con passamontagna: piuttosto inquietante/grottesco non c’è che dire!
I pezzi suonati in questo set devastante provengono in gran parte da Cicatrici.
‘La peste’: la batteria di Bruno non ha cassa ma due tom che vengono pestati a dovere producendo ritmi tribali e qualche piatto.Il pezzo è molto più carico che su disco e ciò è dovuto all’impatto della batteria. Stefania usa una specie di plettro costruito da una spatola di legno (credo) triangolare con il vertice amputato. Il pubblico è inizialmente incredulo e impressionato, anche perché il pezzo non lascia scampo.
‘La saponatrice di Ferrara’:altro pezzo devastante…canto stridulo, chitarra che va a mille e batteria percossa, poi il primo atto che sorprende il pubblico: in uno stacco Bruno abbandona i tom e afferra il collo di Stefania da dietro simulando il soffocamento. Primo scambio di urla tra pubblico e band.
‘L’anno del cane’: distanza azzerata tra pubblico e band. Bruno scende dal palco e inizia a percuotere ciò che trova(transenne,mura del locale ecc.). Stefania,tamburello siculo (?) in mano a far parte di ritmica e canto stile vecchina/strega.
‘Ombra nell’ombra’: all’inizio non capisco, Bruno percuote qualcosa che non fa il solito rumore di percussione,mi avvicino e vedo che sta colpendo con le bacchette un basso steso a terra. Il pezzo viene fuori terrificante come un pugno sullo stomaco.
‘Efesto’:coup de theatre. Stefania imbraccia un archetto di violino e contemporaneamente un microfono nella stessa mano, e inizia a suonare i propri dreadlock. Rimaniamo tutti a bocca aperta. E’ interessante vedere una persona suonare il proprio corpo. In questo caso sembra quasi una violenza su se stessi ma ciò è dovuto unicamente al fatto che il suono che producono i crini dell’archetto sui capelli è affilato come un coltello e stride come il gesso sulla lavagna.
‘Phiphenomena’: il violino suonato da Stefania viene filtrato e risuonato da Bruno agendo su pedaliere e pitch vari. Ciò che viene fuori è decisamente noise e stacca decisamente con il cantato semi-lirico.

Bravi Ovo perché siete riusciti a stupirci, ad interagire con noi in maniera diretta, perché anche se proponete musica non certo facile sapete catturare l’attenzione di tutti. E il fatto che facciate così tante date ogni anno è sicuramente significativo e meritato!

Non me ne vogliano gli Aidoru ma il loro set è iniziato piuttosto tardi e dopo i primi pezzi me ne sono dovuto andare.

Il giudizio sulla serata è indubbiamente positivo, ottimi gruppi, bella atmosfera e prezzi popolari che di questi tempi se ne ha bisogno come il pane.
Consiglio a tutti di seguire le altre serate del festival.

vurt79b

www.itinerariofestival.it

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