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Interviste

Intervista agli A TOYS ORCHESTRA

Gli americani durante la guerra ci avranno messo meno tempo a decifrare i codici nazisti…il mio registratore si è prima smarrito e poi si è rivelato un pessimo registratore…dopo un bel po’ di tempo, ecco l’intervista/sceneggiatura con Enzo ed Ilaria degli A toys Orchestra.

Intervista di MrMilk

Volendo impostare le domande sulla parte creativa, il nuovo disco con quali premesse è partito, e soprattutto sono state rispettate?Cioè, nel senso…Il disco rispecchia ciò che avevate immaginato?

E:Diciamo che in generale non pianifichiamo…quindi non c’è molto di “pensato”, ma in questo secondo disco c’è stata l’evoluzione naturale dei tre anni che sono trascorsi da Job. C’è da dire però che abbiam cercato di eliminare quell’autoindulgenza che avevamo in passato, riducendo il minutaggio, dando una forma più…normale, pur non riducendoci al classico strofa-ritornello-strofa;
Forse la durata è stato il cambiamento essenziale…rispetto a Job che era di settantaquatro minuti, ma comunque niente è stato stra-pianificato.

Non è stato un peso modificare questi vecchi usi?

E:No…è stata una scelta rientrata nei nuovi gusti, prima magari ci piaceva fare canzoni di nove minuti, ed ora da tre..Ci siamo resi conto che prima ci concentravamo maggiormente sulla parte strutturale della canzone, paradossalmente destrutturandola, facendo salti di strofa, con una certa anarchia nei pezzi, adesso abbiamo curato più il lato emozionale, che è possibile concentrare in pochi minuti senza diluirlo in un minutaggio lungo.

E che cambiamenti ci sono stati in quello che volevate dire?

E:Dal punto di vista musicale..siamo diventati piu…seri (sorride), per quanto riguarda invece i testi, a parte la forma, i contenuti non si discostano molto da quelli che erano in Job, che cercano di mostrare il lato…come dici tu…?
I:Il lato più inerme (ridiamo)
Sì insomma, quel lato..

I vostri testi sono in inglese…la prima stesura è in inglese o c’è un lavoro da mediatore linguistico tra italiano ed inglese…e poi, come mai in inglese?

E:Li scrivo direttamente in inglese, pensare in inglese non sarebbe fattibile….Di certo non è semplice, bisogna rispettare la metrica, avere una certa padronanza della lingua…
A parte le difficoltà, la scelta dell’inglese deriva soprattutto da un fatto di gusti… il nostro background musicale è soprattutto di matrice inglese.

Da quanto tempo suonate assieme? Esiste un primo pezzo da poter narrare per cui avete potuto attestare in qualche modo una prima identità?

E:Le storie nascono un po’ di tempo fa…Prima dei toys orchestra io e Raffaele (il bassista) suonavamo in un altro gruppo, ed era il…’96-’97…
Già allora avevamo pezzi nostri…Figli di una scuola un po’ più dura,figlia degli anni ’90 (sorride)…post-punk, grunge…
Anche Ilaria, Fabrizio e Fausto provenivano da altri gruppi con pezzi propri…
Insomma la tendenza di tutti era quella di comporre qualcosa da sentire nostro.

E ci siete riusciti subito? Mescolare background diversi è stato faticoso, meno faticoso, non faticoso…

E:Sì, è stato un po’ faticoso…
I: L’arrivo di un membro in un gruppo va in un certo senso metabolizzato….
E:C’è da dire che siamo cinque persone completamente diverse, sia a livello caratteriale che di gusti musicali…Certo, nessuno ripudia i gusti dell’altro…Però ognuno ha i suoi e li segue…
Questa cosa si è rivelata una cosa molto costruttiva, poiché non si è finiti ad emulare nessun sound in particolare…Invece così, io ascolto i… Pavement, Raffaele i… Sebator, Fausto… David Bowie…
Mescoli, ed esce quello che è il nostro suono attuale.

Ritornando al disco…I pezzi sono molto curati, sia per quanto riguarda i suoni classici che per quelli elettronici…Sono nati rapidamente o hanno necessitato di molto lavoro in studio prima di essere “definitivi”?

E:In linea di massima cerchiamo sempre di essere veloci, in modo da preservare l’istintività che un pezzò può dare in un primo impatto…quella spontaneità…
Se ciò non accade subito, un pezzo ce lo portiamo avanti
I:Per mesi…Lo si lascia, poi lo si riprende…
E:Ci deve soddisfare insomma, non lo lasciamo così…
I:A volte magari non ti soddisfa in prova, ma ti rendi conto che la melodia è valida e non lo abbandoni…
E:E magari provi a rileggerlo in fase di registrazione, partendo da un pianoforte, da una chitarra, da un computer e con tutti i mezzi
I:Alcuni pezzi nascono in pochi giorni, altri in qualche mese…

Ora la soddisfazione per questo disco è totale o avreste cambiato qualcosa con l’ascolto di poi?
E’ una cosa che accade abbastanza spesso…(sorrisino)

E:Essendo abbastanza ambiziosi per quanto riguarda noi stessi…Un disco potrebbe suonare meglio, sempre. Tutto sommato il disco però è registrato bene, i pezzi vanno belli dritti, siamo comunque soddisfatti…poi c’è sempre quella parte ambiziosa che ti fa trovare i difetti e che fa suonare un disco come se fosse vecchio quando non lo è.

Visto che siete giovani e che siete usciti solo da qualche tempo dal reparto dei gruppi “emergenza-emergenti”, come spieghereste a dei giovani musicisti la gioia della pubblicazione, del contratto etc…visto che oltretutto il vostro disco sarà anche in svizzera,germania, austria…

E:La soddisfazione è immensa.
In Italia sono le soddisfazioni la vera moneta, quelle che pagano, soldi se ne vedono pochi (sorrisetto).
Ed è con le soddisfazioni che prendi…E’ proprio bello!(sorriso e sospiro).
Pubblicare questi due album ci ha dato sensazioni che ci han fatto credere sempre di più in ciò che stavamo facendo; certo per fare questo ci son voluti tanta costanza e sacrifici

Quanto “riscatto” personale e quanto puro e sano “esibizionismo” c’è nella vostra soddisfazione?

E:Le due cose possono coesistere tranquillamente…Certo è naturale in noi la voglia di volersi esprimere per attestare l’”esistenza” ,anche al di fuori di ciò che può essere un disco, per una soddisfazione personale…la prima soddisfazione forse viene proprio quando ti accorgi di star facendo un bel pezzo a casa, poi cresce quando il pezzo prende vita in prova…e poi sì, c’è del sano esibizionismo quando si è apprezzati da un pubblico…Fanno tutte parte di questo cerchio di soddisfazioni (sorriso).
Di sicuro la parte che preferiamo è il momento creativo…forse quello più sano…
I: Soprattutto in queste zone, un gruppo fa musica per impegnare meglio il proprio tempo libero, piuttosto che passarlo davanti ad un bar, o a fumare…ovviamente c’è soddisfazione perché sai di star facendo una cosa creativa,che ti piace, sapere che a qualcuno piace ciò che stai facendo.
E: E’ per arrivare agli altri…
I: Se non fosse così…”ahahaha il pezzo è mio mi piace ohohooho me lo tengo io” invece non va così (risate)

Quanto il contesto italiano vi ha favorito o sfavorito secondo voi?

E:Beh attualmente le persone che si stanno occupando del settore su cui operiamo ci stanno favorendo, la Urtovox, l’agenzia di booking Locusta che in Italia si occupa di noi, degli yuppie flu…ed all’estero Lalipuna, Sodastream…

E della posizione geografica(sud)?

E:A parte le normali problematiche che si riscontrano spesso al sud, qualcosa si sta muovendo, con Musicboom, FreakOut, festival come il six day sonic madness…ed è positivo sapere di certi smottamenti.

Ed a parte l’importanza “cartacea” siete più contenti di suonare in casa o fuori casa?

E:Beh, non c’è molto campanilismo (sorriso),ma è certo che siamo felici di suonare nelle nostre zone, lì dove magari manca qualcosa…e se puoi in qualche modo contribuire a migliorare le cose, lo fai.
Trascurare però zone del centro o nord italia sarebbe impensabile, vista anche la risposta di certe zone…

Beh, ora che vi ho annoiato abbastanza con la mia scarsa preparazione delle domande, ci tenete a dire qualcosa in particolare che io…non ho chiesto?

E:Ci teniamo a dire che suoniamo in Germania, probabilmente con un tour nostro (sorride)
E sarà di sicuro una bella esperienza.

AH

Si ride…a questo punto la cassetta si ferma, e se avesse potuto continuare a registrare, il resto sarebbe stato un colloquio sulle nuove uscite, l’ascolto di Goodmorningboy e rumori di succo di frutta che viene versato. Il tasto record ha colpito anche questa volta.

www.atoysorchstra.com

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