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Punkreas – Quello Che Sei

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C'è chi ne parla come un ritorno al passato, dopo i passi falsi (?) di “Pelle” e “Falso”.
C'è chi ne parla come un disco senza particolari spunti di originalità, in una scena, quella punk-rock italiana, che spesso e volentieri è stata accusata senza mezzi termini di questo.
Ma per recensire questo disco, è necessaria una premessa. I Punkreas sono il punk-rock italiano. E se qualcuno può ragionevolmente dire, che non tutto da loro è partito, è allo stesso modo innegabile che la band milanese ne è senza dubbio la migliore interprete.
Anche se l'originalità è spesso lasciata da parte.
Ma in fondo, non è questo che il pubblico di giovani punkrockers italiani (???) chiede.
“Quello che sei”, quinto disco dei Punkreas, non si distacca infatti dai precedenti dischi, con il consueto punk-rock, inframmezzato da inserti ska e reggae. Nulla di nuovo. La cosa bella è che il tutto funziona alla perfezione.
“American Dream”, ennesimo capitolo anti-imperialista, sfodera una splendida rivisitazione/devastazione di Morandi (“C’era un ragazzo non proprio come me che amava andare da McDonald… girava il mondo con il suo fucile in mano…”), e anticipa “Satanasso”, il pezzo migliore del disco, ironica trattazione sull'esasperato giornalistico collegamento Heavy Metal/Sette Sataniche, con tanto di messaggi subliminali molto poco nascosti.
“Un Momento Migliore”, liscio punk da discoteca, e “L'Uomo Con Le Branchie”, seguono a ruota, “Questa É La Storia”, risulta essere un po' banale nel trattare il sempre scomodo tema della situazione palestinese.
“Fratello Poliziotto” va ad aggiungere con onore un nuovo capitolo anti-fascista, e il sincero ska di “Bastardi” si candida come nuovo ennesimo “singolo” danzereccio di stampo Punkreas.
Si chiude con gli echi metal di “Tutto Vero” (su hacker e computer-dipendenti), con le frecciate punk-rock di “Chirurgo Plastico” e con l'incedere funky-reggae di “Vietato”.
E i testi, che ancora una volta, meritano più di qualche elogio, con le costruzioni di Cippa, prive di qualsiasi elemento poetico, ma talmente immediati, da provocare dopo pochi ascolti una sorta di assuefazione.
Ecco. Quindi, niente di nuovo.
Ma loro probabilmente possono.

Tracklist
01. American Dream
02. Satanasso
03. Un momento migliore
04. L'uomo con le branchie
05. Prima fila
06. Questa è la storia
07. Fratello Poliziotto
08. Bastardi
09. Tutto Vero
10. Chirurgo Plastico
11. Vietato

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