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AFTERHOURS – Roma 16/04/05

Ad un giorno dall’ uscita dell’ attesissimo nuovo disco “Ballate per piccole iene” siamo al Villaggio Globale per assistere ad uno dei primi concerti con le nuove canzoni degli Afterhours, in compagnia di Greg Dulli..

reportage di Antonio

Villaggio Globale (ROMA) – 16/04/05

C’è Marco Parente ad aprire il concerto romano degli Afterhours e, dopo aver scaldato il palco con 4 pezzi (di cui 2 inediti), lo lascia a Manuel e soci intorno alle 23.30. Tra il tripudio delle tantissime persone sotto il tendone del Villaggio Globale si comincia con “Ballata per la mia piccola iena”, primo singolo del nuovo album e pezzo immediato e diretto che dal vivo rende decisamente tanto.
Dopo il primo brano comincia subito la parte tirata del concerto con “E’ la fine la più importante”, pezzo più nervoso del nuovo lavoro, e con classici del calibro di “Male di miele”, “Dea”, “Rapace” e “Veleno” che scatenano il pubblico.
Ad accompagnare gli Afterhours c’è Greg Dulli, attuale frontman dei Twilight Singers e coproduttore del disco della band milanese, che insieme a Manuel e a Giorgio Ciccarelli esegue una cover di “Atmosphere” dei Joy Division da brividi.
Il concerto prosegue con buona parte dei pezzi nuovi come “Ci sono molti modi”, tutta voce e piano, seguita dagli altri brani del nuovo disco decisamente cupi e crudi come “Carne fresca”, “Il sangue di Giuda” (uno dei migliori) ed “Il compleanno di Andrea”, pezzo un po’ triste e già presentato in lingua inglese nei concerti dell’ Estate scorsa.
Seguono “Musicista contabile” e “Chissà com’è”, altro nuovo brano dalla sonorità in vecchio stile Afterhours, quella di Pop kills your soul e, dopo “La canzone di Marinella”, è l’ ora di una novità: un’ emozionante “Non sono immaginario” eseguita solo da Agnelli in versione lenta. E’ lo stesso frontman a chiedere l’ aiuto del pubblico nel mantenere il silenzio, situazione che si ribalta subito dopo la bellissima “Male in polvere”.
Con “Quello che non c’è” la band riesce infatti ad esprimere sempre al meglio la sua natura live riuscendo a coinvolgere tutti i presenti in un’ unica enorme voce: non c’ è infatti neanche una persona che non canta a squarciagola l’ alzarsi del ritornello.
Sui volti di tutti c’è un’ aria soddisfatta. La si può notare anche sul volto di Manuel mentre esegue “Voglio una pelle splendida”, forse uno dei pezzi più belli mai sfornati dalla band milanese. Proprio mentre la canta invita Greg Dulli a seguirlo nello splendido ritornello e la concludono così, a due voci, con il leader dei Twilight Singers che ha ormai piena confidenza con il sound e con la presenza scenica degli Afterhours.
Si torna a casa con la consapevolezza di aver assistito all’ ennesima prova di una delle migliori band del rock nostrano (e non solo), con la certezza che anche questa volta, con l’ ennesimo disco, gli Afterhours sono riusciti a rinnovarsi e, per l’ ennesima volta, non sono ricaduti nell’inutilità della banalità.

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