Menu

Recensioni

Alberto Motta e Claudio Sala – Al loro ingresso nella hall, con tutte le buche

-

Ascolta

Acquista

Tracklist


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Episodio d'indie-songwriting interessante. Psichedelia soffusa, lo-fi ricercato, folk-noir che si tinge di poesia, sliding-blues fra scale di derivazione classica. Troppo complicato a parole.
In realtà il cd è semplicissimo, lineare, sonoricamente costante nelle sue otto metamorfosi musicali, otto racconti che in venticinque minuti dispiegano mondi che partono da una macchina piena di droga (“Ellamay”, tratta a quanto pare da una storia vera) e terminano con il brano più intimista e psichedelico di tutto l'album, Decàde, in cui Alberto racconta il suo ritorno alla musica dopo il suicidio di suo fratello Andrea.
Simpatici e sinceri, si offrono alle membrane timpaniche con un sound acusitico leggero e così ben suonato da riuscire ad evocare del buon rock '60-'70 (Giò Riff, Oggi il pavimento sembra un muro) senza per questo perdere in personalità. A sentire la voce e qualche spruzzo di goccia sonora, ogni tanto sembra che aleggi da qualche parte la presenza devastante di Bugo. In realtà ciò che lega la coppia al mostro musicale è solo amicizia…
Gli inserti elettronici sono misurati e completano quel dipinto sonoro pennellato dalla presenza irrinunciabile di chitarra e voce. Un acquerello disilluso e relativista che si fa portavoce di una disagio esistenziale che nel blues trova la sua massima intesa e compenetrazione. E tra le lettere che raccontano le otto “buche” musicali si trovano trasposizioni di W.Burroughs (“Scarafaggi”), aspirazioni illuminate (“tremo per la fulgida poesia del rock'n'roll”, “Giò Riff”), epifanie contemporanee (“Pasolini non avrebbe molto da dire sui giovani”, “Oggi il pavimento sembra un muro”), un'immedesimazione religiosa che hanno ben poco di estatico ma molto di umano e che ci regala la visione di un San Francesco cosciente della vera natura universale ed umana (“La nebbia sorge agli argini dei poveri di cuore”).
Potrebbe non sembrare, ma in questi venticinque minuti c'è proprio tanta tanta roba… C'è chi la potrebbe definire musica non-sense ai primi ascolti, ma qui siamo a distanze siderali da qualsiasi non-sense. Alberto e Claudio creano cuscini musicali comodi su cui far riposare le parole. “Battuta di pesca” è un intro che come la hall di un hotel ci fa respirare l'aria delicata che pervaderà a tinte sfumate ma simili il resto del lavoro.
Il cd poi è full optional: all'interno del libretto potrete trovare le istruzioni per un ascolto ideale e le avvertenze… “La musica contenuta in questo compact disc non si accompagna alla cocaina”. Si consiglia quindi una lettura attenta del libretto, considerato dagli artisti parte integrante dell'opera. Personalmente condivido in toto il pensiero di Claudio su Beppe Bigazzi (de La prova del cuoco): “la polemica, quando è fondata aiuta a crescere”… ma anche nella polemica inutile io ci trovo gusto!
Aspettando di sentirli live, per me questo è un cd da quattro stelle e mezzo… con un paio di canzoni in più o una cover fatta alla “Motta & Sala” sarei arrivato a 5.

Tracklist
1. Battuta di pesca
2. Ellamay
3. Scarafaggi
4. Gio' Riff
5. Oggi il pavimento sembra un muro
6. Tra Francesco e dio
7. Sei tu sei me
8. Decàde

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close