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The Zen Circus – Vita E Opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo

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Nello Scarpellini è un vecchio signore. Un gentiluomo e un ribelle. Altri tempi, purtroppo.
Il quarto disco dei pisani Zen Circus, è dedicato interamente a lui. Una sorta di concept album, una di quelle parole che è bello usare in una recensione. Fatto sta che nel disco si parla di lui.
Mica per niente si chiama “Vita e Opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo”, ed è quasi assurdo, folle, surreale.
Musicalmente il disco si snoda nel classico (per la band) incontro tra punk, folk e rock, quello che riconduce ai Violent Femmes, e che già lo faceva nel precedente lavoro, “Doctor Seduction”, un buon lavoro, al quale forse mancava una certa dose di personalità.
In questo disco sembra esserci qualcosa di più.
“I BaNbini sono pazzi” è un folk-punk ingenuo e infantile, “L'Inganno” è una samba d'altri tempi dal forte sapore di saggezza incompiuta (“Non credere mai a chi canta di mestiere”), “Les poches sont vides les gens sont fous”, mescola la tradizione punk dei Clash, con un affascinante cantato in francese. É questo il pezzo migliore del disco, insieme al primo dei tre qui citati.
Ma ce ne sono altri a meritare una citazione su queste pagine virtuali dalla dubbia ma orgogliosa fama.
Il lentone, “Fino A Spaccarti Due O Tre Denti”, lento, talmente lento da scontrarsi con il testo, che con un titolo così, non ha molto da nascondere. Il risultato è ottimo, così come il blues sporcato dalle graffianti chitarre di “Colombia”, o quello più funkeggiante di “Visited By The Ghost Of D.Boon”.
Solo “L'Amico Immaginario” e qualche passaggio eccessivamente Pixies di “Dead In July” non riescono a convincere.
Ma è poco, in un disco che non ha grosse pretese, se non quella di divertire, di portare surrealmente indietro nel tempo.
L'avrei voluto conoscere anch'io questo Nello.

Un pomeriggio, siamo nel 1993, lo vado a trovare nel suo “piazzale”. Apre il cancello rugginoso, mi saluta lo guardo e sono DAVVERO impressionato dal suo look. Ha un cappello di lana, una camicia di flanella a scacchi rossi e neri, dei jeans di una misura sopra e un paio di vecchie Converse. Non vi potete immaginare com'era strano vedere un uomo sopra i 90 vestito esattamente come quelli di Mtv.

“Ciao, Nello, oggi sembri Kurt Cobain!”
“Cobain chi?”
Eh…cioè…Kurt Cobain…Insomma…quello là….
“Oh chi? Ma cos'è un attore?”

(In un'altra occasione aveva un cappello con scritto “Madonna” in grandi caratteri bianchi. Capii che era di mentalità ben più aperta dei miei compagni rockettari.)

Tracklist
1. Dead in July
2. Les poches sont vides les gens sont fous
3. L’inganno
4. A kind of pop lullaby
5. I baNbini sono pazzi
6. Hellakka
7. Colombia
8. Fino a spaccarti due o tre denti
9. L’amico immaginario
10. Visited by the ghost of D.Boon
11. Aprirò un bar
12. Summer (of love)

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