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The Books – Lost And Safe

The Books – Lost And Safe
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    Sa un po' di colla questo disco. Perchè dietro una parvenza di folktronica si nasconde un'accurata opera di taglia-cuci e anche un po' incolla.
    Non stiamo parlando di un plagio. Ma di un collage musicale. Cosa ben diversa, come ci dimostra “Lost And Safe”, terzo disco del duo americano – olandese The Books.
    Nick Zammuto e Paul De Kong ci sanno indubbiamente fare. Il primo disco “Thought For Food”lasciava gridare al miracolo folk elettronico, il secondo, “The Lemon Of Pink” sconcertava nel suo bislacco collage musicale di stampo nipponico. “Lost And Safe”, sembra essere la giusta fusione tra le due cose.
    Fusione che avviene anche tra caldi strumenti acustici e gelidi marchingegni elettronici di ogni tipo, che cooperano tra loro nell'ambizioso progetto di avvicinarsi perlomeno a un certo tipo di forma canzone.
    L'ambient sonnambulo di “A Little Longing Goes Away” carico di ronzii e parole sussurrate è il primo risultato di questa attiva cooperazione. Pochi accordi accennati a dipingere una lieve ballata country. Modernizzato, ma country.
    “Be Good To Them Alwais”, è fondamentalmente un rap. Che poi passa sotto un bel paio di forbici. E ne esce un caotico intreccio di percussioni altalenanti e voci nervose e campionate. Il tutto contornato dalla voce sempre più sussurrata di Zammuto, che con una noncuranza che ha dell'incredibile recita candidamente: “Oh how sadly we mortals are deceived by our own imagination”.
    C'è un pezzo di Italia in questo disco. Nel vero senso della parola. In “Venice”, esotico dialogo tra voce e musica, si scorgono in lontananza frasi in puro dialetto veneto, accompagnati da applausi campionati, in una sorta di grottesca autocelebrazione.
    Tocca poi allo squillo del telefono dare il via all'ipnotica “If Not Now, Whenever”, manifesto di tutto il progetto, con la sua chitarra acustica sovrapposta a qualsiasi tipo di suono, rumore e voce.
    Si chiude con il lo-fi più “impuro” che mai di “Twelve Fold Chain”, in uno sfaldarsi di accordi appena accennati.
    Giunti alla fine “Lost And Safe” sembra restare in bilico tra ironia canzonatoria e un'amara seriosità. Ed è per questo intrigante motivo, forse, che il disco gira continuamente, senza troppe pretese. Ma è affascinante.

    The Books suggest we set our hearts on doing nothing

    Tracklist
    1. A Little Longing Goes Away
    2. Be Good To Them Always
    3. Vogt Dig For Kloppervok
    4. Smells Like Content
    5. It Never Changes To Stop
    6. An Animated Description Of Mr. Maps
    7. Venice
    8. None But Shining Hours
    9. If Not Now, Whenever
    10. An Owl With Knees
    11. Twelve Fold Chain

    {lang: 'it'}
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