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THE PAPER CHASE – Catania, 12/05/05

Era un piccolo evento il concerto dei texani The Paper Chase, band di culto del panorama indie-noise-rock.
Peccato si tratti ancora una volta di un evento per pochi intimi.

di Rosario Russo (Trent)

Foto (di Valentina Caristi)

Nella mediocre stagione musicale catanese il concerto dei Paper Chase era un piccolo importante evento ma il popolo indiesnob si è mostrato tale anche in questa occasione trasformando l’evento in poco più che un concerto per, i soliti, pochi intimi. Chi c’era invece ha goduto, in maniera piuttosto fredda e distaccata, di un’ora scarsa di noise/rock in cui i cinque texani danno il meglio di sè. In realtà a suonare sono quasi sempre in quattro. Il quinto elemento, dopo essersi dedicato alla vendita cd nel pre-concerto, suona il violoncello in quattro/cinque canzoni con risultati convincenti solo durante “Now, we just slowly circle the draining fish bowl”. Durante il resto del concerto la sua utilità è limitata al punto di vista coreografico. Nell’encore addirittura abbandona lo strumento e si trasforma in fotografo.La scena è in mano agli altri partendo da Bobby Weaver se non altro per i suoi due metri circa di altezza, i quindici centimetri di barba e gli immancabili stivali da cowboys. Il suo basso è quasi monotono ma potente.
Ovviamente poi c’è lui, John Congleton. Mai fermo per più di un paio di secondi: litiga con microfoni, amplificatori e la chitarra, mima a gesti i testi delle canzoni che canta e, a tratti, quasi urla. Nonostante ciò in alcune canzoni (soprattutto le prime ) si fa davvero fatica a distinguere la sua voce, sopraffatta dall’alto volume degli strumenti. Come su disco, anche dal vivo i momenti migliori sono le canzoni del secondo album, “Hide the kitchen knives”, in cui la prevale la componente rock e dunque la potenza sonora e l’aggressività del gruppo. Su tutte “Don’t you wish you had somemore” e “I’m gonna spend the rest of my life lying” che è stata anche l’unica canzone del brevissimo ancore, non preludio di un’altra parte di concerto ma indubbiamente degna conclusione.

Rosario Russo

www.thepaperchaseband.com

Le foto del concerto(di Valentina Caristi)

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