Menu

Recensioni

Weezer – Make believe

-

Ascolta

Acquista

Tracklist


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Non poteva capitare momento migliore per un disco degli Weezer. Almeno in Italia dove sono stati scoperti e riscoperti con il vecchio tormentone “Buddy Holly” nell’inflazionata ma ben fatta pubblicità di cui non ricordo (volutamente) quale casa automobilistica.
Era il 1994. Guidati dal sorprendente talento di quello che inizialmente era stato bollato come un timido californiano occhialuto che scimmiottava, anche per evidenti analogie somatiche, Elvis Costello, con un pugno di brani irresistibili emersero dal variegato calderone noto come post-grunge. Un successo imprevisto che dagli States non risparmia l’Europa. Due milioni di copie vendute. Copertine ed elogi dei signori dei tabloid musicali internazionali. Rivers Cuomo però sceglie, dopo l’ebbrezza del successo, la coraggiosa strada dell’introspezione e, con la stessa velocità con cui esplose, la band di Los Angeles scivola un po’ ingiustamente, nel dimenticatoio.
E’ difficile capire subito se ci saranno altre “Buddy Holly” o altre “Undone”. “Beverly Hills” ha un’ironia così sottile da credere che si siano trasformati per davvero in una band di cazzeggioni fighetti californiani. Il video apripista fa sfregare le mani a Mtv . E’uno dei momenti più leggeri di un album non così leggero, ben interpretato e senza grosse pretese. Erano la risposta ai Pixies più pop e rassicurante e conservano un approccio del genere. Basti ascoltare la timorosa chitarra sporca nella pulizia di “Perfect situation”. Poi in “This is such a pity” sembrano dare una lezione di new-wave ai Keane. Influenzati dal recente fascino dei Keane? Come nella triste “Damage in your heart” e la conclusiva beatlesiana“Haunt you every day”. Ma arriva “We’re all on drugs” a dimostrare che ascoltino ancora qualcosa di più aspro e duro come hanno sempre ammesso. Certo l’effetto non è dei migliori quando si lambisce il nu-rock americano, ma la prolifica vena melodica di Cuomo riesce a trovare sempre dei passaggi furbi che rendono l’ascolto accettabile. E l’effetto è quasi fastidioso quando si lambisce il patinato più anniOttanta come in “Pardon me”. Meglio l'inizio trascinante di “My best friend”.
MAKE BELIEVE è un album a due volti. Sembra scritto apposta per l’estate. Se vivete un pomeriggio particolarmente malinconico provate ad ascoltarlo. Ma c’è un rischio. Così come potrebbe rigenerarvi , potrebbe anche darvi la spinta finale per la depressione più cieca. Ma è anche questa la logica della California. Lì è sempre estate.

Tracklist
1. Beverly Hills
2. Perfect Situation
3. This Is Such A Pity
4. Hold Me
5. Peace
6. We Are All On Drugs
7. The Damage In Your Heart
8. Pardon Me
9. My Best Friend
10. The Other Way
11. Freak Me Out
12. Haunt You Everyday

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close