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Referendum: Rompiamogli il Quorum

Al di là del proprio parere sulla questione dell’ultimo referendum è chiaro che c’è qualcosa in Italia che non funziona.
Ieri pomeriggio dopo l’arrivo dei risultati sul referendum ho scelto di guardare diversi tg per avere più opinioni sul perché non fosse stato raggiunto il quorum.

di Rocco

Ma Fede, come al solito, ha fatto molto di più. Oltre a dare un parere sul perché solo il 25% degli aventi diritto al voto avesse ritenuto doveroso andare ad esprimere la propria opinione in merito al dibattito sulla fecondazione assista, LUI ha pure dato il suo modestissimo parere sulle conseguenze di questo “non” voto.
In effetti, secondo l’illustrissimo giornalista, l’astensionismo degli italiani lascia intendere un secco NO del popolo italiano agli ideali di sinistra.
In sostanza il referendum ha sancito una vittoria della Destra.
Inoltre, l’opinione del sempre illustrissimo giornalista in merito al motivo che ha spinto gli italiani ha non votare è: “C’è stata una eccessiva informazione che ha annoiato i telespettatori, portandoli all’astensione”.
Le sue parole non sono state esattamente queste (spero mi perdonerete se non tengo carta e penna a portata di mano ogni qual volta l’illustrissimo esprime un’opinione di tale portata) però il senso che voleva esprimere è lo stesso: eccessiva informazione.

Mi perdonerete se io nella mia ignoranza obietto che l’informazione è stata scarsa. Non che siano mancati i dibattiti, ma questi sono stati in linea di massima inutili e poco chiarificatori e sono sfociati in una guerra tra bene e male, tra Libertà e Chiesa.
Gli unici a dare un’informazione corretta sono stati quelli di Omnibus (su la7 alle 7 di mattina..un’orario adatto a dire: “noi l’informazione la facciamo, ma finché c’è Berlusconi al potere, questo è il massimo che possiamo fare”).
Apro una breve parentesi su Omnibus, per chi non lo avesse mai visto. E’ un programma che mescola l’astrologia, il meteo e la lettura dei giornali a interventi sulla società e la politica. Ma anche all’apparenza potrebbe sembrare un miscuglio di cose inutili, è il più valido programma di informazione della televisione italiana.
Durante lo spazio riservato alla politica (dal banalissimo nome “politicamente connetto”) vengono affrontati temi di grande rilevanza e attualità insieme ad ospiti disposti al dialogo e che non si mangiano gli uni con gli altri come si vede altrove (o almeno non in modo eccessivo). Ognuno rispetta il diritto dell’altro di esprimere il suo parere e, se è contrario ad uno o più punti di quanto dichiarato dall’altro, lo contraddice proponendo le sue idee sull’argomento.
In sostanza un programma in cui anche un telespettatore assonnato può godersi un’informazione pulita.
Dall’inizio del referendum, ogni lunedì è stato dedicato al tema della fecondazione assistita, proponendo ogni volta ospiti diversi con idee diverse e donando al telespettatore una enorme quantità di informazioni.
Tra le altre cose durante una puntata Oscar Giannino (del Riformista) intervenuto come ospite, si è limitato a leggere i punti della legge attualmente in vigore che non sarebbero stati cambiati da un’eventuale vittoria del sì, lasciando senza parole coloro che erano intervenuti a favore del No, portando esempi apocalittici.
La vittoria del si sarebbe stata meno grave del previsto, solo che nessuno si era preso 5 minuti per leggere tutti gli articoli che sarebbero rimasti invariati.
In sostanza, caro Fede, l’informazione non è stata troppa e certamente non puoi valutare un servizio informativo in termini di audience, sostenendo che i telespettatori non hanno poi votato perché si sono annoiati.

Ma cosa è che non va in Italia?
La domanda non è “perché il si ha perso?”, ma “perché non è stato raggiunto il quorum?”

Perché comunque la pensiate, sia che siete per il si o per il no, il dato veramente rilevante è l’indifferenza degli italiani per questioni di interesse sociale.
Diciamoci la verità, agli italiani non interessa prendere troppe decisioni. Ognuno pensa al suo orticello e non invidia l’erba del vicino: i cattolici lo interpretano come una maturità del popolo italiano (che finalmente non pecca più d’invidia), io lo interpreto come “La noia“.
La noia di tutto, la noia di tutti, la noia che è anche la mia a dire il vero, perché non c’è modo di evitarla; la noia che è ciò che ci caratterizza all’estero più della pizza e degli spaghetti.
Siamo un popolo assonnato, che non vuole dire la sua più del necessario. Un popolo che checché ne dica la Chiesa, non è guidato dalla virtù, ma dalla Pigrizia.

Ma non è solo questo ad aver fatto mancare il quorum. Non è solo l’italiano medio a non funzionare, è il sistema del referendum che cade a pezzi.

Perché è da 10 anni che tutti i referendum falliscono? E’ possibile che sia solo perché noi nella nostra infinita saggezza reputiamo prive di interesse le questioni sollevate ad ogni referendum?

No non è solo questo. E’ il meccanismo che non funziona. Il quorum è impedito dal 25% di italiani che si astiene da qualsiasi votazione; non perché contrari al referendum, ma perché privi di un’adeguata cultura politica. Perché non credono che il loro voto abbia un peso o perché già all’idea di andare a votare si sentono male.
E dunque se sappiamo che questi 15.000.000 di italiani non votano, allora depenniamoli dal quorum!
Fatto?
Bene.
Dunque sarete d’accordo con me che adesso tolti questi tizi che non votano siamo il nuovo quorum corrisponde al 37,5% + 1.
Bene.
La mia proposta è di fare come fanno “quei bischeri” della Toscana, che nel loro Statuto indicano il quorum come il 50% + 1 dei votanti delle precedenti elezioni.
Una proposta ragionevole che anche altri hanno preso in considerazione per sconfiggere il notevole incremento dell’astensionismo, perché sinceramente non c’è motivo di sottostare al volere di una massa che non va a votare non solo per non fare raggiungere il quorum, ma principalmente per la Pigrizia di cui abbiamo già parlato.

E allora perché io cittadino responsabile, che non sono andato a mare o ho preso un giorno di ferie, per andare a votare, devo sentirmi uno stupido, perché ho creduto alla favola della democrazia?
Ricordiamoci che questo quorum non esiste in nessun paese “realmente” democratico, ma nonostante questo è (secondo me) uno strumento che potrebbe essere utile e che non va abolito, ma semplicemente riadattato come propone la cara Toscana (che salutiamo).
Allo stesso modo io sono per l’incremento del numero di firme ad almeno 1.000.000, affinché questo referendum che costa allo stato (e dunque a noi) parecchi soldini, non sia alla portata di tutti quei bischeri perditempo che non hanno di meglio da fare.

In sintesi il referendum è un meccanismo valido, ma basato su un sistema banale e poco democratico.
Non dico che occuparsi di fecondazione assistita sia stato un male, ma il vero problema era un altro! Paradossalmente sarebbe stato più idoneo un referendum per modificare il sistema del Referendum!

E con questo non voglio cominciare una campagna di firme per questa idea stravagante, ma vi invito ugualmente a pensare a questi argomenti estremamente noiosi.

Infine, raccogliendo il suggerimento di Fede anch’io mi accingo ad un’interpretazione acrobatica del post referendum.
Cosa succede adesso? Come direbbe Funari: il Rutelli dove lo metto?

Secondo me difficilmente il Rutelli passerà alla destra, anche perché lì diventerebbe l’ultima ruota del carro, mentre nella sinistra mira a raccogliere i voti di tutti gli antiberlusconiani cattolici, ma lobotomizzati.
Per capirci, quelli che “berlusconi no, ma la sinistra è immorale”.

Piuttosto io vedrei bene (e se succedesse ne sarei veramente felice) una prossima decisione di fare delle primarie a tre: Rutelli, Prodi e Bertinotti.
Ovvero: il Bello, il Brutto e il Cattivo.

In quel caso a destra che succederebbe?
Come molti dicono, sarebbe molto probabile uno scambio di staffetta tra Berlusconi e Casini: Casini è più bello (e la mia non vuole essere una battuta, ma la pura motivazione di questo scambio di staffetta).
Inoltre Berlusconi ha mire più alte. Sta invecchiando e ormai ha l’età giusta per diventare Presidente della Rebubblica. Non ha certo intenzione di passare ancora altri anni come Presidente del Consiglio! Mica è fesso.

E chi sfiderebbe Casini? il Bello, il Brutto o il Cattivo?

Il Cattivo escludiamolo, per ovvie ragioni: non siamo mica in Puglia!
Il Bello ha dalla sua i cristiani antiberlusconiani, che sono molti, ma il larga parte sono astensionisti lobotomizzati.
Il Brutto ha dalla sua tutti quelli che hanno capito che lui sta lì solo perché è l’unico modo di unire le sinistre più moderate con quelle meno moderate, ma che d’altra parte non c’è nessuna altra ragione per votarlo.

In sostanza, chi vota Rutelli vota la Chiesa, chi vota Prodi vota la Sinistra, ma sono entrambi voti antiberlusconiani.
La vittoria non so dirvi di chi possa essere, ma qualora vincesse Rutelli la destra temerebbe la sua bellezza, ma criticherebbe i continui stravolgimenti all’interno della sinistra. Se invece vincesse Prodi, la destra temerebbe quello che è il leader collagene della sinistra, ma criticherebbe la sua bruttezza.

Probabilmente molti di voi non sono ancora pronti a capire l’idea del Bello, ma spero che prima o poi vi accorgiate che in genere il popolo italiano vota delle Facce. E tra la faccia di Rutelli e quella di Prodi c’è l’oceano Pacifico.

In ogni caso sempre meglio che delle Primarie fatte solo per confermare la leadership di Prodi. Quindi se ci saranno benvengano, ma non dimenticate di informarvi da fonti sicure sul pensiero che si nasconde dietro ogni faccia.

Ricordate: Omnibus su la7 dalle 7 alle 9. Se è troppo presto o se avete altri impegni, registratelo e guardatelo con comodo a qualsiasi orario, perché la sconfitta di Berlusconi non passa dall’antiberlusconismo, ma da un’accurata campagna antidisinformazione.
Basterebbe fare come nel Fight Club, assegnando dei compiti ad ognuno: il vostro compito di domani sarà informare qualcuno che non sa.

L’informazione è la più importante forma di libertà ed è altresì il più valido metodo per far portare alle urne gente consapevole del proprio ruolo all’interno del sistema.

Rocco

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