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13&GOD – Bologna, 03/06/05

Due formazioni così distanti tra loro ma in grado di dare vita ad un disco e uno spettacolo così intensi ed emozionanti.
La cosìdetta indietronica dei Notwist e l’hip hop sperimentale dei Themselves, ovvero 13&God, dal vivo al Link di Bologna.

di vurt79b

La serata ha il sapore dell’evento, la presentazione di un disco così intenso uscito da poco più di un mese e la prima volta in Italia di artisti come Doseone e Jel della Anticon, la label che assieme alla Def Jux sta riscrivendo-stravolgendo l’Hip Hop americano.
I timori della vigilia riguardavano la messa a punto di un live composto da due formazioni così distanti tra loro sia musicalmente – una legata all’indietronica pura come i Notwist, l’altra all’hip-hop sperimentale di casa Anticon come i Themselves – sia geograficamente – i primi tedeschi di Monaco gli altri Americani.
Inoltre, nell’intervista pomeridiana a Radio Città del Capo di Bologna, Doseone aveva anche detto che i due gruppi si erano incontrati a Monaco solo 2 giorni prima dell’avvio del tour a Roma per preparare il live.
Oltre a ciò il deferimento di Dax coinvolto in un terribile incidente stradale durante la turné americana dei Subtle e rimasto paralizzato.
Il disco infine si presenta pieno di sfumature e non è raro che dal vivo si possano perdere.

La scenografia del palco richiama la copertina del disco ed è quindi costituita da un drappo rosso e da uno schermo lcd al centro utilizzato per le videoproiezioni.
Palco che si presenta sommerso di attrezzature con una doppia tastiera per Jel, una batteria essenziale composta da cassa e piatto e una chitarra per Marcus Acher, varie macchine per Console dei Notwist, una drum-machine per il sostituto di Dax, un basso per Micha Acher ed infine una postazione con tre microfoni di cui uno filtrato attraverso una macchina ed un altro usato in paio di pezzi per simulare l’effetto megafono per Doseone.
Il concerto inizia con “Low Heaven” e si capisce subito quanto le due formazioni siano invece coese e quanto vengano curati i dettagli: Markus Acher suona un glockenspiel portatile, Jel si occupa della melodia al piano e Console tratta la parte dei fiati. Come secondo pezzo viene proposta la magnifica “Men Of Station”, primo singolo del disco e sicuramente uno tra i migliori singoli indie-rock dell’estate. La voce di Markus Acher tesse questa melodia irresistibile, molti in sala già canticchiano il pezzo.
Il terzo pezzo invece è un omaggio composto da Doseone per Dax, nella parte rappata viene ricordato l’incidente, le atmosfere sono plumbee e inquietanti. Il pezzo commuove per la tragicità che evoca.
Via via vengono riproposti tutti i pezzi del disco. “Perfect Speed”, suoni e canto dei Notwist con i Themselves pronti a distorcere e disturbare. Il pezzo che ha questi saliscendi melodici e distorti è equilibrato da un canto mai così malinconico. “Afterclap”, uno tra i pezzi più elettronici del disco, con le voci usate in coro solo nei ritornelli e per il resto o manipolate oppure come sottofondo e i fiati come in Low Heaven usati nella parte centrale del pezzo.
In “If”, unico pezzo in cui le due voci si intrecciano pienamente raggiungendo un pathos incredibile, Doseone ripropone il verso a circa un terzo del pezzo con un trick apposito. I cori delle ragazze della Morr Music vengono sostituite ed è forse l’unico dettaglio a non essere riproposto nel live. “Tin Strong”, con un inizio fosco e antiarmonico, con strati sonori che vanno ad aggiungersi per sfociare nelle battute della drum-machine e nel rap di Doseone: pezzo tirato usato per chiudere la prima parte dello show.
La cosa che risalta maggiormente è il contrasto tra la tranquillità dei tedeschi e l’istrionismo di Doseone (cresta da moicano e giacca con una sola aletta da angioletto) che nelle parti rappate interagisce e provoca il pubblico, lancia dei dadi bianchi di gomma, prende delle penne le studia e le lancia via. L’urgenza espressiva è totale, anche con la sua cintura che programma e compone scritte scorrevoli come “Tall with fear”.
Il gruppo torna sul palco e a sorpresa Doseone preannuncia l’esecuzione di alcune cover. E’ incredibile l’emozione del pubblico appena viene accennato alla drum-machine l’attacco di “Pick Up The Phone”. M. Acher è visibilmente emozionato e contento per la reazione del pubblico, Doseone si fa da parte per l’esecuzione di uno tra i pezzi migliori di quel Neon Golden che ha così amato. Le altre due cover invece vengono tratte dal repertorio dei Themselves e l’ultima in particolare “Out in The Open” viene pompata di volumi e accelerata per ottenere maggior tiro raggiungendo un crescendo pazzesco.
I 13&God se ne vanno chiudendo col botto lasciando in tutti la sensazione di voler ancora ascoltare musica così incredibile per ore e ore.

vurt79b

www.alientransistor.de

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