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Santo Niente – Il Fiore Dell'Agave

Santo Niente – Il Fiore Dell'Agave
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    Saltiamo i preamboli e tutte le narrazioni che dicano chi si celi dietro i Santo Niente. Anzi non li saltiamo, non vorrei mai che qualcuno non sappia di chi si sta parlando, e anzi, pensi a chissà quale nuovo gruppo emergente della scena indie italiana. Santo Niente è Umberto Palazzo, ossia membro fondatore dei Massimo Volume, ossia, in poche parole, saltando qualche passaggio della sua carriera, una delle menti più fertili e floride della scena alternative rock italiana.
    E torna dopo 10 anni con un disco. Dopo quel “La Vita É Facile”, 10 anni di silenzio, interrotti lo scorso 2004 dall'EP “Occhiali Scuri Al Mattino”, ep che lasciava ad intendere che il percorso musicale non era cambiato. Un rock grezzo, acido, cupo, teso, ricercato e al tempo stesso, diciamo, lo-fi.
    Sarà perchè è inciso con la stessa tecnica del live in studio, sarà perchè è passato sotto le mani dello Steve Albini italico, ossia Fabio Magistrali, sarà Umberto Palazzo, saranno tante cose, ma questo disco è quanto di più onesto non ci possa essere. Se vogliamo è anche un po' coraggioso. Beh, per tornare dopo 10 anni di puro e salutare silenzio, un po' di coraggio ci vuole.
    “Il Fiore Dell'Agave” è un tuffo al cuore. Perchè risentire certe sonorità non può lasciare indifferenti. E così, se “Luna Viola”, oscura ballata desertica, si presenta con ritmiche gonfie e dark, “Prima Della Caduta” esplode in una rabbiosa e dolente confessione, con tutta la foga punk del caso. E che va a contagiare altri due episodi del disco, più sinceramente e semplicemente punk. “Facce Di Nylon” e “Le Superscimmie”, a decantare rabbiosamente lo sfacelo della società. Niente di più semplice. Dall'altro lato il languido pop di “Candele” o di “Nuove Cicatrici”, aprono a tessiture strumentali nuove e molto ben riuscite.
    Così come la riproposizione di “Occhiali Scuri Al Mattino”, qui con un groove disturbato da feedback metallici, a completare un riuscitissimo brano indie-pop.
    In chiusura un piccolo gioiello. “Aloha”, perchè, “Mi sembra di sparire/ di diventare immateriale/ dimenticarsi e dimenticare/ non è affatto male. Non che sia brutto qui/ ma riguarda me/ io vi amo maledetti/ io vi amo tutti”.
    Qualcosa in cui credere rimane sempre. Credere in questo disco e nei Santo Niente, non è affatto male.

    Tracklist
    1.Luna viola
    2.Spirituale
    3.Prima della caduta
    4.Nuove cicatrici
    5.Facce di nylon
    6.Occhiali scuri al mattino
    7.Candele
    8.Le superscimmie
    9.Santuario
    10.L'attesa
    11.Aloha

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