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Laghetto – Pocapocalisse

2005 - Donnabavosa

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Tracklist

1. Avril Lavigne
2. Il Conguaglio
3. Lebbra Is The Reason
4. Hey-Yeh (Palindrome Song)
5. Amaritudinis - I movimento
6. Amaritudinis - II movimento
7. Amaritudinis - III movimento
8. Amaritudinis - IV movimento
9. Per un'estinzione umana ecosostenibile
10. Robi Dal Bosco Libero
11. Piovo

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In pochi se ne sono accorti. Ma la vera, unica e tremendamente scontata verità è che i Laghetto sono dei fighi pazzeschi. Adesso non guardatemi male, vi prego, se non vi sparo sta lista di etichette vagamente seriose tipo rock, post-hardcore, punk-funk, noise-core, varie ed eventuali. Tutto logicamente slegato. Tutto follemente riunito, in un flusso di parole nervose, che sguazzano in una di quelle cose strane che si potrebbero definire (poc)apocalisse quotidiana. Ditelo alla Fallaci, cazzo, che “Lebbra Is The Reason”. Ci si fa l'abitudine, e ci vuole un po' di attenzione. Che non è la solita roba, quella di “Sonate In Bu Minore Per Quattrocento Scimmiette Urlanti”, disco da annoverare nella lista dei migliori dischi di sempre, forse. C'hanno un attitudine più frontale sti Laghetto, più contraddittoria, più controversa, più treppiedica, più palindroma, più fottutamente cùl, più grottescamente e realisticamente reale, più paradossale, più paradossale di quello starsystem che ci propina senza pietà polsini e fascette cariche di fashion, ma così povere di significato. Perchè finchè balleremo sarà tutto uguale domani, finchè muoveremo i culi invece di usare la testa e le mani, sarà tutto uguale, si. E per fortuna c'è qualcuno che non si è fatto assuefare. Anche perchè poi senti un violino, e capisci che è un piccolo capolavoro questo qui, capisci troppo, troppe cose. Capisci che i Laghetto sono fottutamente bravi. A prenderci per il culo. E solo perchè sparano saggi nonsense sotto chili di chitarre cartonate con un metallo così violento e così cannibale, che neanche ci credi, solo per questo, e per tanti altri veloci motivi, che spaccano il muro del suono, oltre che il culo, solo per questo, solo perchè ti martellano quel che è rimasto del cervello ormai da anni immerso in una purea di legnoso e polveroso panc-fanc, solo per questo, “Pocapocalisse” è il disco definitivo, quello che non deve mancare nelle case di casalinghe, politici, lanciatori di treppiedi, fabbricatori di polsini, dubbi recensori di dischi dall'indubbio valore esistenziale esistenzialista, palindromi recitatori di recensioni con accento romagnolo su musichetta malinconica, guide spirituali munite di fake-guitar che più cùl non si può. No, non si può.

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