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AFTERHOURS – Roma, 26/06/05

Un posto stupendo per una serata stupenda…il Foro Italico stracolmo di piccole iene per gli Afterhours

di Antonio

Le foto del concerto

Nell’ ambito della Festa dell’ altra economia sono stati programmati una serie di spettacoli e concerti tra i quali spicca il live degli Afterhours. La location è molto bella, il Centralino del tennis al Foro italico, fino a poche settimane fa luogo dei più importanti incontri di Tennis. E’ piacevole la sorpresa del gruppo spalla (Frangar non flectar – Mi spezzo ma non mi piego), subito definito gruppo”anca” dall’altra piacevole sorpresa, il comico Andrea Rivera in veste di presentatore.

Non facciamo neanche in tempo a parlarne che vediamo una coreografia di luci blu, rosse e nere andare al ritmo di una melodia al piano abbastanza tetra. Gli Afterhours sono sul palco e Manuel Agnelli è in piedi accanto al Rhodes. Si comincia con L’estate, pezzo storico della band, e si capisce subito lo stato di grazia in cui versano le piccole iene. E’ infatti all’ intro di batteria di Ballata per la mia piccola iena -pezzo ideale per aprire il concerto- che c’è la prima esplosione del pubblico, particolarmente emozionato ad ascoltare il singolo del nuovo album cantato in maniera eccelsa dalla voce potente di Manuel. Con è la fine la più importante, introdotta dalla scarica di Giorgio alla batteria, si ritorna alle sonorità dei tempi di Germi, il primo disco in italiano e distante ormai una decade. Dea e Veleno sono eseguite in maniera esplosiva e così coinvolgente da sballottolare i migliaia di presenti al Foro italico, un po’ come la solita Rapace fatta dell’alternarsi di pace(mutilata) e di urla.

Poi…un vecchio ritorno. “Questa è per voi”… quella Sui giovani d’oggi ci scatarro su che è l’emblema del vecchio ciclo ironico della band di Milano e che resta un concentrato di verità ed un capolavoro da ascoltare dal vivo. Ripresa conoscenza si ritorna ai tempi recenti del nuovo disco e gli Afterhours ci presentano La sottile linea bianca con una scenografia a tema: giochi di luci bianche proiettati sul muro alle spalle della band, giochi di luci sul palco e, addirittura, l’asta del microfono di Manuel sostituita da un neon bianco acceso. Giusto il tempo di gustarsi la cupa Sulle labbra del penultimo lavoro e l’elettrico cavallo di battaglia Male di miele –sempre introdotta da Manuel con un lungo sguardo provocatorio verso i presenti- che parte Carne fresca, le nuove atmosfere black, ed ancora Il sangue di Giuda, vero capolavoro di “Ballate per piccole iene”. Il pezzo, introdotto dal giro di chitarra di Manuel, si distende cupo ed esplode all’ improvviso. è seguito da quella che diventerà un altro classico del rock contemporaneo, la dolce Ci sono molti modi. è impressionante, voltandosi, accorgersi della folla di persone alle nostre spalle, fino al punto più alto degli spalti, tutta coinvolta nel silenzio per non perdersi neanche una sfumatura… tutti i presenti cullati dalla melodia.

La vecchia parte strumentale Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo prepara il palco per la seconda piacevole riscoperta della serata: Strategie, elettrica più che mai, con anche Dario -il violinista- ad accompagnare gli altri alla chitarra. Plastilina, anche questa tratta da Germi, precede Bye bye bombay, cantata a squarciagola da tutti i presenti. Gli Afterhours salutano e lasciano il palco per il bis sotto gli applausi di tutti.

Dopo un po’ rientra Manuel con la sua gold top per eseguire Non sono immaginario in chiave acustica, tutta chitarra e voce e tutta da solo. C’ è un silenzio irreale tra la gente, forte quanto le urla che si scatenano al rientro sul palco degli altri componenti della band. Si capisce che il concerto sta per volgere al termine proprio quando si sentono le prime note di Quello che non c’è, un pezzo che sembra assumere forme diverse e diventare sempre più bello col passare degli anni. Manuel ritorna al piano per eseguire il brano di chiusura dell’ultimo album: Il compleanno di Andrea, assaporata a bocca aperta da tutti. I dolci accordi presi dal frontman al Rhodes sono dilaniati dal violino e dalla chitarra…e la serata si conclude così, sotto le note di Pelle.

Anche questa volta tutto ha funzionato, le conferme non le cerchiamo più da tempo. Non per gli Afterhours. Siamo lì, soddisfatti come Manuel che, salutando insieme al gruppo, fissa gli altri componenti e sorride guardando le migliaia di presenti. Restiamo lì immobili, applaudiamo, mentre chiudiamo i nostri occhietti spenti.

Antonio

Le foto del concerto

www.afterhours.it

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