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Sleater Kinney – The Woods

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Un salto alle primitive origini o se volete un ritorno a casa per aprire la porta e respirare un po’ d’aria familiare.
Queste sono le sensazioni all’ascolto di The Woods ultimo nato in casa Sleater Kinney.
Sara’ stato il tour che le ha viste protagoniste accanto ai Pearl Jam lo scorso 2003, sara’ il cambio di etichetta che le vede passare in casa Sub Pop,fatto sta che il trio non e’ mai stato cosi informa.
Formatesi nel ‘94 ad Olympia,hanno respirato a pieni polmoni l’aria della vicina Seattle e sono state e sono ancora esponenti di spicco del movimento riot grrrl: in oltre dieci anni di carriera sono riuscite a produrre sempre dischi di grande qualita’ giocando con i loro ideali in maniera poliedrica,conducendo l’ascoltatore tra i meandri della politica e del femminismo in modi sempre diversi,pur senza perdere il loro tratto distintivo.
The Woods altro non e’ che un nuovo capitolo della loro storia,un capitolo in cui le ragazza si mantengono fedeli a loro stesse pur rinnovando un suono duro e grezzo dimenticato negli ultimi due album.
Modern Girl e’ un chiaro esempio della poliedricita ‘ del lavoro: un apertura di chitarra lenta, dal testo spinoso ‘’my life is like a picture of a sunny day’’ a prima vista potrebbe sembrare una interpretazione semplicistica della vita,quasi in contrasto con tutte le sfaccettatura che le Sleater Kinney hanno mostrato nel corso di questi anni della personalita’ femmile. In realta’ la canzone viene dopo ‘’Jumpers’’ traccia impiegata a fotografare il tema del suicidio.
Si snoda quindi una continua tensione su due spaccati estremizzati ma ben presenti nella vita di ogni giorno: The Woods e’ infatti una collezione di riflessione,di stati d’animo sullo sfondo di chitarre a briglia sciolta( gli unidici minuti di chitarra solista in Let’s call it love per citare un momento del lavoro) e la voce di Corin Tucker che non e’ mai stata cosi consapevole di se stessa.
In ‘’Entertain le ragazze riflettono sulla recente piega delle giovani band che sembrano incastrate in una ragnatela di nostalgia di gruppi storici come Joy Division o The Cure “You come around looking 1984/ You're such a bore, 1984/ Nostalgia, you're using it like a whore/ It's better than before.”
Che il lavoro sia pervaso da una vena elettrica,dalla voglia di scuotersi dal torpore, lo si capisce fin dalla prima traccia ‘’The Fox’’ che racconta di una volpe e di una antra,ma Corin canta cosi ad alta voce fondendosi armonicamente con il resto del trio che suona gli strumenti come sa fare chi ha respirato l’aria del grunge ed ha arroventato gli amplificatori sui dischi dei Led Zeppelin e dei Deep Purple, presentando la canzone come un monito per chi non e’ abituato a sentire ritmi del genere.
‘’Wilderness’’ e soprattutto ‘’What’s mine is yours’’ richiamano le Sleater Kinney dei primi anni e sono sicuramente due ascolti consigliati per chi voglia sapere che aria tira nel nuovo lavoro.
The Woods da’ il bentornato ad una delle piu’ solide band che ci siano in circolazione anche se pochi ne sono a conoscenza.

Tracklist
1 The Fox
2 Wilderness
3 What's Mine Is Yours
4 Jumpers
5 Modern Girl
6 Entertain
7 Rollercoaster
8 Steep Air
9 Let's Call It Love
10 Night Light

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