Bright eyes – Digital ash in a digital urn

Bright eyes – Digital ash in a digital urn
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    Digital ash è l'anima elettronica di Conor Oberst, la metà dal cuore binario che ancora non avevamo conosciuto del giovane e prolifico autore e non mancherà di riservare sorprese.

    “un esperimento”, “una sfida” secondo le parole dell'artista, nella realtà uno scontro ad armi pari (o quasi) fra la strabordante ma decisa scrittura di Oberst ed un insieme di beats e suoni sintetici, una gara fra melodie impeccabili ed ambientazioni semi-aliene, un mix intrigante che avrebbe potuto fare il botto se Conor non avesse avuto quel dono a doppio taglio di saper scrivere ottime cose ma sempre più o meno sullo stesso stile, cosa che ha un po' frenato l'amalgamarsi dei suoni (non usuali per l'autore) con le melodie che invece sa gestire a suo piacimento e far brillare ogni volta.

    Come inizio, perchè questo è parso essere anche nelle intenzioni del gruppo, è tutt'altro che brutto o privo di idee, al contrario offre momenti davvero buoni ed intuizioni interessanti, ma è l'insieme che risulta un po' forzato e disarmonico, come una bella foto a cui una scansione o qualche filtro grafico ha tolto qualcosa in definizione ed in bellezza.

    TRACKLIST

    1- Time code
    2- Gold mine gutted
    3- Arc of time (time code)
    4- Down in a rabbit hole
    5- Take it easy (love nothing)
    6- Hit the switch
    7- I believe in simmetry
    8- Devil in details
    9- Ship in a bottle
    10- Light pollution
    11- Theme to Pinata
    12- Easy/lucky/free

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