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LIGNANO ROCK FESTIVAL – Lignano (UD), 12/08/05

Prima positiva edizione del Lignano Rock Festival, a Lignano, ovvio…, con Afterhours, Negramaro, The Posies, Punkreas, One Dimensional Man e il biglietto da 23 euro.

di Monelle Chiti

Le foto del concerto

Venerdì mattina, ore 9.30. La mia sveglia inizia a suonare ma io, che ormai ho l’orologio biologico incorporato, le risparmio di prolungare il suo “buongiorno mattutino”. Giornata impegnativa oggi…ore ed ore di viaggio che mi aspettano..eh già, sono un pò apprensiva e per altro anche puntigliosa…sarà per questo che mi sono alzata presto. Si certo, mi dovrò anche preparare però ecco..meglio fare le cose con calma.
Forse è anche un modo, incosciamente parlando, per controllare la situazione atmosferica; oggi è prevista pioggia in tutt’Italia. Beh, qua in Toscana c’è il sole…ma lassù in Friuli che tempo farà? Cacchio, e ora come mi vesto? Mi faccio troppe domande, domande stupide forse…ma oggi è così..eh vabbè, cercherò di farmene una ragione e di stare calma. Mi inizio a preparare…!
Le ore passano veloci e scatta mezzogiorno, ora in cui la mia compagna di viaggio arriva a casa mia. Ok, tutto pronto..partenza. Iniziano così le 4 ore di viaggio in automobile; Firenze-Lignano andata e ritorno! Penso spesso che solo due pazze come me e Elena possiamo fare una cosa del genere (questo non è certo il primo viaggio…). Beh, cosa non si fa per andare a sentire della bella musica! Comunque lo faccio volentieri…molto volentieri. Questi viaggi mi cambiano proprio, mi aprono la mente in un modo assurdo…forse perchè parlo parlo, anche perchè in macchina cosa vuoi fare? Poi c’è il paesaggio e l’odore dei pascoli tra la Ferrara-Padova (vi avverto: se mai vi dovesse capitare di viaggiare in auto da quelle parti portatevi un bel pò di menta da mettervi sotto il naso!!!!), la radio, i discorsi surreali, i deliri pre-concerto… tante cazzate insomma. Vabbeh…e comunque ridendo e scherzando, tra una chiacchera e l’altra dopo quasi 4 ore di viaggio arriviamo a destinazione.
Sono circa le 16.30 e posteggiamo nel parcheggio davanti all’Arena Alpe Adria di Lignano. Nel frattempo sento i Negramaro che stanno facendo le prove. Ci avviamo verso la biglietteria ma veniamo a sapere che fino alle 18 la cassa accrediti non apre. Chissenefrega, vuol dire che nel frattempo ci guarderemo un pò di prove. Riesco a vedere quelle dei Punkreas e una parte di quelle degli One Dimensional Man. Gli Afterhours, invece, non hanno provato. Il posto comunque è molto bello, un parco abbastanza grande con una fontana centrale. Ci sono anche le bancarelle messe per l’occasione. Il tasto dolonte è che la zona dove si terrà il concerto, malgrado il nome, non ha molto a che rivedere con un’Arena. E’ una costruzione di forma rotonda con gli spalti..e fin qui potrebbe anche somigliare ad una struttura degna del proprio nome. Se non fosse che c’entreranno sì e no 2.000 persone!
E poi un’Arena l’associ al Colosseo, a quella di Verona…questa qua proprio non c’entra un cazzo!
Ma vabbeh, si vede che chi ha avuto la geniale idea di dargli questo nome avrà avuto manie di grandezza! O forse si era bevuto qualcosa…chissà! Sì, pensandoci bene mi sa che si era bevuto qualcosa…anche perchè l’Arena si chiama Adria (altro paesino del Friuli)…ma qua non siamo a Lignano? Bah…gente strana questa. Ma lasciamo perdere le mie impressioni sul luogo. In effetti qua è un bel posticino, tira un pò di quel vento estivo che non dà fastidio, e nonostante le previsioni c’è il sole!
Cogliamo l’occasione per guardare le bancarelle, mangiare e bere qualcosa e cazzeggiare un pò. Arrivano le 19 e ci dirigiamo alla cassa accrediti che finalmente ha aperto (con un’ora di ritardo!)…bello sapere che oggi risparmio ben 23 Euro!!! Pure qua ci sarebbe da approfondire l’argomento…ma per ora sorvoliamo. Mi limito solo a dire che sarebbe anche ora che questi benedetti concerti iniziassero ad essere un pò meno cari!!!

Sono circa le 20.30 e l’evento inizia con la musica degli One Dimensional Man, tre pazzi scatenati che quest’oggi “giocano in casa”. Il batterista è sempre il solito casinaro del gruppo, che trova buona ogni occasione per mostrare il suo fondoschiena o qualche altra parte del suo corpo! L’ironia è sicuramente la parte migliore di questi tre friulani; seconda volta che li vedevo suonare e si confermano dei gran casinisti oltre ad avere uno buono spirito rock&roll che li contraddistingue! Carina e ballabile una dei loro più recenti singoli “Tell Me Marie”, canzone che chiude il loro concerto.
Poi è la volta dei Punkreas, gruppo di 5 ragazzi punkettari fuori di testa, che propongono il loro sound che va dal punk-rock al punk più politicamente impegnato. Il pubblico poga soprattutto nelle prime file dove si crea un caos generale tra spintoni e gente che beve birra rovesciandola in ogni dove… sarà che tante loro canzoni parlano di giovani, di situazioni adolescenziali e (pensa un pò…sarà una coincidenza?!) della “Canapa”, nome che da il titolo anche ad una loro famosa canzone.
Sono circa le 22:15 quando salgono sul palco The Posies, gruppo alla maggiorparte dei presenti sconosciuto (c’è pure una ragazza che mi chiede:”Ma sono italiani?”; le rispondo che sono americani ma dentro di me penso:”Ah scema, ma se quando parlano parlano in inglese come vuoi che siano? Turchi?!”). Io comuque li avevo già sentiti nominare, ma ammetto che musicalmente conoscevo solo due o tre canzoni. So che la band si è formata a Washington nel 1988, dall’incontro tra Jon Auer (chittarista e cantante) e l’eclettico polistrumentista Ken Stringfellow. Tra il trio lui è sicuramente il più conosciuto perchè dagli anni ’90 ad oggi collabora con i Rem come musicista di supporto, partecipando come quarto membro effettivo della band di Athens, a tutti i loro tour mondiali.
Il gruppo comunque è composto dai sopra citati Jon Auer e Ken Stringfellow (in questo caso chitarrista), dal bassista Matt Harris ed il batterista Darius Minwalla. La loro musica mescola rock, pop ed elettronica, ma a parer mio non esce un sound molto originale. La voce del cantante ricorda a tratti quella di Brian Molko dei Placebo (sopratutto in “Confessions”, canzone che Jon dedica al pubblico) e ad altri cantanti che non sto a citare perchè potrebbero anche venirmi a cercare per il paragone fatto!! Insomma, non mi sono piaciuti molto, ma magari non li ho ascoltati attentamente..è che così, di prima impatto non mi hanno trasmesso niente, ma essendo una grande amante di tutta la musica mi sono informata su di loro, scoprendo che il loro ultimo cd si chiama “Every kind of light”, da cui prende il nome anche la canzone con cui chiudono la loro concerto (beh, l’inglese fortunatamente lo so per cui i titoli li capivo!!!).
I penultimi ad esibirsi sono i Negramaro. Grand parte del pubblico presente era lì o per loro o per gli Afterhours (che come ad ogni Festival si ebiscono, giustamente, per ultimi!). Sicuramente è il gruppo più commerciale della serata. “Mentre Tutto Scorre” è una di quelle canzoni che credo chiunque in Italia abbia sentito…e ammettiamolo, anche cantato!! Il loro live in effetti non è male…sei giovani musicisti salentini che propongono un buon pop molto estivo e coinvolgente. E’ vero lo ripeto, sono commerciali e passatissimi da ogni canale musicale, ma hanno un background alle spalle fatto da numerose esibizioni dal vivo, grazie alle quali sono diventati un fenomeno emergente del circuito alternativo. In effetti quando ho saputo che avrebbero partecipato a un Festival del genere mi sono chiesta che cavolo c’entrassero…domanda che mi sono fatta anche durante la serata stessa! In ogni caso ci “stavano dentro”, magari anche per il fatto che avrebbero portato un pubblico giovane, il quale non so se avesse mai sentito parlare dei Posies o degli One Dimensional Man. Per cui credo che come ragionamento degli organizzatori non fosse sbagliato..anzi. La loro scaletta comunque è sempre la stessa; si inizia con “Nella Mia Stanza”, passando al loro ultimo singolo “Estate”, l’ormai conosciutissima “Mentre Tutto Scorre”, la ballad “In Ogni Mio Istante” e la più vecchia “Es-senza” (secondo me uno dei migliori pezzi del gruppo). La loro esibizione dura circa un’ora, esibizione che comporta qualche problemino tecnico ai 6..lo schermo, affidato alle mani di Pupillo, che dovrebbe mostare le immagini del pubblico che inquadra con la sua telecamera, funziona poco e male, Giuliano -il cantante- che non emana tutta quell’energia che di solito mette in ogni concerto. Sarà che si sentono svantaggiati dal fatto che il pubblico, a parte i loro fans che erano lì ovviamente per loro, non è poi così caloroso…forse perchè ormai le persone rimaste sono rimaste per gli Afterhours. “Scomoda-mente” è la canzone che chiude il loro live e (come volevasi dimostrare!) Giuliano saluta tutti augurando un “Buon concerto degli Afterhours!”.

E’ ormai mezzonotte e mezza (in forte ritardo con l’orario previsto in scaletta) quando è la volta dei tanto attesi Afterhours. Il loro palco è sempre esteticamente bello da vedere, con i pilastri luminosi e uno schermo che crea dei giochi di luce molto belli. Entra Dario Ciffo (il violinista) che si dirige verso il piano e ha l’onore di aprire il concerto con una canzone del suo gruppo, i Lombroso. Il pezzo si chiama “E’ Come Se”, una ballad molto carina e delicata, che riprende fedelmente la versione presente nell’omonimo cd del gruppo, essendo il loro l’unico pezzo basato solamente su voce e pianoforte. Finita la canzone salgono sul palco anche tutti gli altri After, i quali vengono accolti da un boato generale. Manuel saluta e attacca con la cover degli Stooges “Down On The Street”, canzone che viene proposta in ogni loro concerto. Poi è la volta del loro ultimo singolo “La Vedova Bianca”, che viene cantata da tutto il pubblico coinvolto anche dal battito di mani caratteristico di questa canzone (l’avete visto il video?). “Questa è la prima ballata che vi dedichiamo…”, e parte “Ballata Per La Mia Piccola Iena” (splendida!), seguita da “Carne Fresca” (dal vivo la trovo fantastica, una delle mie preferite, anche se sì, il rif è sempre lo stesso però è favoloso!). Il concerto continua con “Male In Polvere” (live non viene proposta spesso), “Strategie” (che fa sempre molto rock!) e “La Sottile Linea Bianca”, che dal vivo è uno dei loro migliori brani. Da brivido “Ci Sono Molti Modi” con un Manuel al piano e una voce che è uscita veramente bella e toccante, come lo spirito della canzone. Stasera il signor Agnelli ha una voce “che spakka”, detta in gergo giovanile! Sarà l’effetto del vino friulano? Divertente il suo tentativo di interagire con il pubblico che continua a fare richieste (un tipo urla alla fine di ogni canzone “Male Di Mieleeeeeeeeeeee”- interrompendo il silenzio che si crea tra una canzone e l’altra- e Manuel che risponde:”E dai…hai rovinato tutta l’atmosfera!”. Seguono “Rapace”, “Veleno” e “Sui Giovani D’oggi Ci Scatarro Su” che Manuel introduce dicendo:”Questo è un pezzo inedito…l’ho scritta giusto ieri! E’ un’altra ballata che dedico a tutti voi…”. Stasera la verve di Agnelli è davvero spiccata (il vino, il vino!!!) e non mancano le battutine del tipo “Siamo un gruppo commerciale” (seguito da una risata generale sia loro che del pubblico), “Come parlate strano qua..non vi capisco!” e anche “Ma qua a Lugano…no, a Lignano…” (ancora il vino…!).
Da sottolineare il discorso in favore di Emergency (respect!), associazione di cui Manuel parla (creando un silezio tombale in ogni angolo dell’Arena) e mostra la fascetta bianca che ha attaccato alla chitarra. Degna di nota anche la tiratissima “Dea” cantata da Ciffo che a parer mio se la cava davvero bene nella veste di cantante.
La loro meravigliosa esibizione si conclude con l’uscita di scena dei 5 (che scatena uno scontato coro “Fuori fuori…”)..ritornano (ma era previsto!) e attaccano con “Quello Che Non C’è”; favolosa come sempre, sia live che su cd, una di quelle canzoni per le quali potrei anche piangere. Ciò stavolta non succede ma purtroppo il concerto è finito (questa sì che è una cosa triste..quando sono ai concerti vorrei non finissero mai!). I ragazzi scendono dal palco…e questa serata si conclude così, con me e la mia amica che viviamo un divertentissimo post-concerto!
Che dire…la serata è stata favolosa..non c’è male come inizio della prima edizione di questo Festival. Magari ci vediamo anche l’anno prossimo! Ciao Lignano!

Monelle Chiti

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