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Melissa Auf der Maur – Auf der Maur

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Un’altra fenice prova a sorgere dalle proprie ceneri, ceneri pesanti ed abbondanti dato che si tratta delle corti sgretolate di Courtney Love e Billy Corgan .
Melissa aut der Mar di professione bassista da’ alle stampe il primo lavoro solista in cui oltre che suonare il basso si scopre cantante e scrittrice.
La prima cosa che salta alla mente avendo tra le mani Auf der Mar e’ se il progetto della bella Melissa sia solista oppure un collettivo: Josh Homme e Nick Olivieri solo per citare due nomi che hanno contribuito alla realizzazione del disco,ma la lista potrebbe continuare.
I numerosi cavalieri che la cantante chiama in suo soccorso rendono il disco piuttosto impersonale lasciando l’ascoltatore chiedendosi quale sia il vero stile di Melissa,le sue vere potenzialita’,
Questo e’ appunto il nocciolo della questione, Auf der Mar e’ certamente un disco ben prodotto, dall’ascolto gradevole…forse fin troppo.Mentre le canzoni vanno,scivolano via troppo velocemente senza lasciare una traccia del loro passaggio.
La voce di Melissa,per quanto non eccezionale, risulta particolare ma zoppica per la mancanza di armonie e linee ritmiche innovative o che comunque non sappiano di stantio con il retrogusto degli Hole o delle citazioni al passato,vedi le influenze dei Black Sabbath .
Passi anche la mancanza d’innovazione,in fondo oggigiorno scarseggia parecchio il disco continua a zoppicare.
Improvvisandoci ortopedici possiamo trovare la causa del claudicare nella pochezza testuale, Lightning is my way e Taste you sanno di una adolescenza prolungata che poco si addice dopo aver passato la trentina.
E non ci sarebbe niente da eccepire se sinceramente Melissa presentasse un disco da ‘’party’’, il guaio e’ che la conturbante bassista dai capelli rossi,la pelle bianca e occhi verdi vorrebbe far passare la miscela nostalgica per un disco dalle venature alternative con promesse scure,come il singolo apripista Followed the waves .
Peccato che il resto del disco non sia all’altezza come il baratro uditivo compositivo di I’ll be anything you want .
Avra’ anche una certa presenza scenica,i suoi live non sono etichettabili come i peggiori che ci siano, la sua voce non e’ eccezionale ma neanche banale,ma scrittori (sia di pentagrammi che di liriche) si nasce non si diventa.

Tracklist
1. Lightning Is My Girl
2. Followed The Waves
3. Real a Lie
4. Head Unbound
5. Taste You
6. Beast Of Honor
7. I'll Be Anything You Want
8. My Foggy Notion
9. Would If I Could
10. Overpower Tree
11. Skin Receiver
12. I Need I Want I Will (+ hidden track)

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