Reportage

GUTTER TWINS (Anteprima Mondiale) – Roma, 11/09/2005

Greg Dulli, Mark Lanegan e gli Afterhours. La stessa sera sullo stesso palco. Siamo al Villaggio Globale per il debutto mondiale dei Gutter Twins.

reportage di Antonio

Le Foto del concerto

E’ stato scelto il villaggio globale come luogo dell’anteprima mondiale dei Gutter Twins e se, come dicono, questo è stato l’ultimo concerto tenutosi nel celebre centro sociale romano, non potevano scegliere occasione migliore. Non capita infatti molto spesso di poter vedere in italia Mark Lanegan: l’amico di Cobain, il fondatore degli Screaming Trees, una delle voci più belle del rock. Se poi si pensa che dividerà il palco con quel genio di Greg Dulli e che i due saranno accompagnati dagli Afterhours al gran completo, si deve solo rimanere in silenzio ad aspettare l’inizio del concerto. è Greg il primo a salire sul palco, subito seguito dalla band milanese con l’ aggiunta di Roberta Castoldi al violoncello (già presente nel live acustico Siam tre piccoli porcellin).
Tutti prendono il proprio posto, Dulli alla voce e Manuel alla tastiera; fa il suo ingresso sul palco un signore piuttosto alto, interamente vestito di nero e con le dita tatuate. E’ Mark Lanegan, accolto dai presenti in modo molto caloroso. Si comincia con “Front Street”, brano inedito dei Gutter twins (Lanegan + Dulli, appunto). Ci si rende conto di come la canzone sia un perfetto mix della voce potente di Mark e dell’ armonia compositiva di Greg, un punto d’ incontro a metà strada. Un pezzo di puro rock ‘n roll insomma, che sarà inserito nel cd di prossima uscita dei due gemelli. Il duo prosegue con “I’m on my way” di Mahalia Jackson ed esegue “Dollar Bill”, forse uno dei pezzi più belli mai composti da Lanegan con gli Screaming Trees. Una ballata che tiene tutti a bocca aperta e spinge il pubblico a fissare il frontman americano, così immobile sul palco, ma così carico ed emozionante.

Il supergruppo continua con il classico degli Afghan Whigs “What Jail is like”, datato 1994 e cantato, anche questa volta, a due voci, con Mark nella veste di Lead vocal. Da brividi. Come la “Papillon” dei Twilight Singers inserita nell’ album Blackberry Belle del 2003 e proposta, qui al Villaggio Globale, da un Dulli davvero scatenato. Giusto il tempo di ascoltare la cattiva “Autopilot” dei Queens of the stone age che si arriva all’ ultimo pezzo (per ora) dei Gutter Twins. E’ l’ arcinota “Where did you sleep last night” firmata Leadbelly, ma consacrata dai Nirvana nel loro MTV Unplugged, passato alla storia come quello meglio riuscito. Dulli e Lanegan offrono un’ interpretazione del pezzo parecchio tetra e distorta con Greg che, al termine del ritornello, spinge al massimo la sua splendida voce in un urlo stile Cobain. Il duo si congeda (momentaneamente), Dulli saluta tutti i presenti con un incoraggiante “ci vediamo dopo” e subito guadagna il microfono Manuel per l’ inizio del concerto nel concerto degli Afterhours. Il leader della band milanese è stato scatenatissimo al piano nell’ accompagnare i Gutter Twins, come tutti gli altri componenti perfetti in ogni parte strumentale.
Si comincia col nuovo singolo estratto da Ballate per piccole iene, “La vedova bianca”, pezzo che dal vivo offre decisamente tanto grazie anche all’ interpretazione più cattiva della parte cantata. Si prosegue alternando pezzi nuovi – “La sottile linea bianca”, “Il Sangue di Giuda”, “Carne Fresca”, “Ballata per la mia piccola iena” – ai vecchi cavalli di battaglia come “Rapace”, “Sulle labbra”, “Veleno”, “Male di miele” e “Dea” (cantata dal “Finto giovane”violinista Dario Ciffo). E’ da notare come ormai tutto il gruppo abbia perfezionato al meglio l’ esecuzione live del disco edito 2005, il tutto impreziosito anche dal rientro sul palco di Mr. Dulli che, come ormai da tempo, è accompagnatore fisso degli Afterhours. E’ anche da menzionare la dedica della voce e piano Ci sono molti modi. Agnelli la regala alla popolazione di New Orleans, fondamentale per la registrazione del nuovo disco, come afferma egli stesso. “Molto spesso siamo distaccati, anche per nostra disattenzione. Facciamo sentire a quella gente tutto il nostro calore!”. Ecco una frase che fa pensare, considerato anche che il brano è già di per sé da brividi. Greg e soci lasciano il palco con un “W New Orleans” seguito dalle migliaia di presenti (stime parlano di 8000 persone); si ripresentano per il bis riprendendo i toni ironici a cui ci hanno abituato. “Questa è l’ ultima data del tour e siamo davvero esausti” afferma Manuel. “Faremo solo ballate stasera!”. Parte però con il bombardamento sonoro di “Sui giovani d’ oggi ci scatarro su” e di “Strategie”, anticipato da un : “Il secondo brano lento di questa sera, l’ abbiamo composto qualche giorno fa. Si chiama Strategie o qualcosa del genere”. Un “Quando vuoi amore” rivolto al batterista Giorgio Prette fa cominciare l’ ultimo bis del concerto, animato dai classici “Quello che non c’è” e “Voglio una pelle splendida”, cantati all’ unisono da tutti ed interpretata, la seconda, anche da Dulli. E’ proprio lui che, quando si capisce che il concerto è volto al termine, richiama sul palco Mark Lanegan.

“Ecco a voi my brother Mark Lanegan!” urla. La reunion serve a presentare l’ ultimo pezzo in scaletta della serata.

E’ “Deep hit of morning sun” dei Primal Scream, sapientemente reinterpretata in chiave decisamente più rock dell’ originale dai magnifici 8. Al termine Mr. Dulli, ormai padrone di casa, presenta i protagonisti dello show. Uno per uno. Ogni singolo volto è estremamente fiero e divertito.

Ma noi di più.

Antonio

Le Foto del concerto

www.guttertwins.com

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