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Black Rebel Motorcycle Club – Howl

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Fin dal loro esordio i B.R.M.C. sono stati additati come i figli dei jesus and mary chain, per quel modo di suonare distorto e rumoroso che pone il frastuono delle chitarre quasi allo stesso volume del cantato, come se lo strato dei feedback dovesse inghiottire le parole da un momento all’altro. (tecnica da cui hanno poi attinto ispirazione svariati gruppi della cosiddetta scena shoegazer)
Debitori o no ora però i B.R.M.C. cambiano rotta, via i volumi altissimi, via le chitarre sature e avanti il blues, il country e l’atmosfera da cantastorie con annessa chitarra acustica ed armonica.
Un colpo a dir poco spiazzante, un cambio di rotta deciso ma alquanto affascinante come si ha modo di scoprire lungo i 13 brani di questo “Howl”.
La prima traccia (“Shuffle your feet”) parte nel modo più classico con la sola voce ad intonare il ritornello e poi via piano piano ad inserirsi le percussioni e un bel giro di chitarra acustica blues e armonica sullo sfondo.
Andando avanti nell’ascolto si incontra l’organo della title track che ci riporta indietro al passato della band alle prese con una delle loro ballate scure (un tantino “Straight to you” di Nick Cave) o “Promise” guidata dalle note del pianoforte (all’inizio moooooolto vicino a “Perfect day” di Lou Reed) ma anche dal semplice duetto voce-chitarra di “Devil’s waitin'” o dal blues ritmato di “Ain’t no easy way” (scelta come primo singolo) con una bella slide guitar in primo piano e i tamburi a battere il tempo.
A parte le 2 citazioni celebri (volute o non) “Howl” è un disco davvero ben fatto sia dal punto di vista musicale che da quello dell’artwork che riporta alla mente i vecchi vinili e le foto in bianco e nero della band a rimarcare l’oscurità della loro proposta musicale.
“Howl” è un giro per le strade dell’ America, lungo highway sabbiose e suoni che sanno di Dylan e di notti nere.
“Howl” è un canto notturno che sa di poesia (il titolo è un chiaro omaggio ad Allen Ginsberg, famoso poeta beat ed alla sua opera più famosa) e di anime che si librano sul vibrare di una chitarra acustica e di una armonica, come tanti anni fa.

ps: non scomodate “Stoned & dethroned” il cosiddetto “disco riflessivo” dei jesus and mary chain, “howl” è decisamente fatto di un’altra pasta!!

Tracklist
1- shuffle your feet
2- howl
3- devil’s waitin’
4- ain’t no easy way
5- still suspicion holds you tight
6- fault line
7- promise
8- weight of the world
9- restless sinner
10- gospel song
11- complicated situation
12- sympathetic noose
13- the line

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