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Manacerace – S/T

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Ipnosi. Questa è la parola cardine di questo primo lavoro dei Manacerace, quattro suite, quasi completamente strumentali, che regalano emozioni dalla prima fino all’ultima nota.
Sorprende la straordinaria alchimia con cui i tre umbri riescono a unire una batteria, mai relegata al semplice compito di accompagnamento, espressiva che disegna e realizza la base, dando anche qualche pennellata lieve e intensa allo stesso momento. Le due chitarre che s’alternano in paesaggi bucolici e dionisiaci con acquerelli chiari, senza mai cadere in una malinconia fine a se stessa. Mentre una chitarra offre pennellate forti e decise con gli arpeggi, l’altra libra sulla tela dando tocchi artistici a completare l’opera con riverberi, distorsioni e noise.
Il sound Manacerace è influenzato da un certo tipo di discografia, di cui capostipiti attuali sono i gallesi Mogwai, ma son presenti echi di Radiohead, Sigur Ros, e senza tralasciare i nostrani Giardini di Mirò. Nomi di altissimo profilo artistico, il cui accostamento, e ci sta tutto, non può che far sobbalzare l’ascoltatore e ad incuriosirlo.
Questo lavoro non va ascoltato in modo confuso e distrattamente, ma nella notte, da soli, con le cuffie, perché come il personaggio presente (da cui i nostri prendono il nome) nel fumetto Dylan Dog, firmato Sclavi, fa sobbalzare la coscienza, la parte nascosta di ognuno di noi, il grillo parlante, per dirlo in maniera molto semplicistica.
Mi sorprende come questo lavoro possa essere auto prodotto. Dischi così restano dentro e a distanza di giorni, consumo questo disco ogni notte sempre con le cuffie e volume soffuso.
Questo disco, che non può e non deve mancare nella vostra discoteca personale.
Unica informazione da fornirvi: da novembre i tre folignesi cominceranno un tour dal Feedback, locale umbro, se vi trovate fatevi un giro, rimarrete sbalorditi da così tanta intensità.

I Manacerace sono:

Nicola Bonacci
Francesco Bonacci
Riccardo Scialla

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