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Interviste

Intervista ai SIKITIKIS

I Sikitikis sono la prima uscita di CasaSonica, l’etichetta di Max Casacci dei Subsonica. Vengono da Cagliari e il loro “Fuga Dal Deserto del Tiki” è un mix di rock’n’roll, garage, surf, synth rock e anni ’70.
Ne parliamo con Diablo, voce della band…

Intervista di Ari e Vales

Volete presentarvi brevemente?
Io sono Diablo e canto;poi c’è Jimi al basso,Zico alle tastiere,Reginald alla batteria e Nic alle percussioni.

“Sikitikis”,cosa significa?
E’ l’incrocio fra due parole;una è inglese:”siky”che vuol dire “malato”,”morboso”,”fuori di testa”…(da noi sgrammaticata per ottenere l’effetto palindromo).L’altra è una parola polinesiana:”tiki”,divinità della fertilità che rappresenta i primi uomini sulla terra.
“Sikitikis”,insomma,vuol dire “primi uomini sulla terra fuori di testa”!
In realtà però è tutto un rimando alla musica exotica degli anni ’50 che a noi piace molto.

La scelta di non avere alcun chitarrista è stata voluta oppure nasce da cause di forza maggiore?

All’inizio lo abbiamo cercato e poi,non trovandolo,abbiamo iniziato a cercare delle nuove soluzioni per far suonare il basso come una chitarra e abbiamo trovato la soluzione ideale proprio mentre facevamo il disco.Di questa “mancanza”abbiamo fatto un nostro punto di forza,uno stimolo ed un segno distintivo.

Di necessità avete fatto virtù,insomma..
Esatto!

Quando è entrato il quinto elemento nel gruppo e perchè?
Immediatamente dopo aver registrato il disco,dove avevamo usato un turnista (Vito Miccolis,Tribà).Poi abbiamo capito che il colore delle percussioni ci lasciava aperte molte strade stimolanti così abbiamo cercato un percussionista che fosse giovane ed entusiasta ed abbiamo trovato Nic.
Penso che ciò abbia creato nuove opportunità per il gruppo e sono certo che il prossimo disco vi sorprenderà.

Nel vostro cd ci sono ben tre cover.C’è qualcosa che vi lega in particolare a quei tre brani?
Le tre cover sono legate a noi come background e come cultura ma sono anche legate tra loro in quanto tutte e tre sono “rappresentatve”del loro settore.

“L’importante è finire”(di Malgioglio/ Testa cantata da Mina) è un grosso mattone,una colonna della musica italiana.
“Milano odia: la polizia non può sparare”è di Morricone ed è emblema delle colonne sonore del cinema poliziesco.
“Metti un tigre nel doppio brodo”(di Pagani/Godi)rappresenta la follia che si poteva raggiungere musicalmente nell’Italia anni ’60.
Inoltre tutti e tre i pezzi sono legati dall’idea di “morbo”,nel senso che tutti trattano di qualcosa di “Malato”:”L’importante è finire”ha un testo quasi pornografico(il titolo originale doveva essere”l’importante è venire”,poi censurato);”Milano odia:la polizia non può sparare”è il film più violento della storia del cinema di Umberto Lenzi;”Metti un tigre nel doppio brodo”è già malato di per sè.

Cosa intendete con “Fuga dal deserto del tiki”?
“Fuga” perchè il disco per noi è stato un po’come una fuga da tutti quelli che sono gli immaginari predeterminati del mercato e della moda.
Fuggire dal deserto del tiki vuol dire appropriarsi di un immagine personale;diventare registi del proprio film.Ogni vita ha la dignità per essere un film quindi,se chi la vive ne è anche il regista,ha fatto bingo!

Com’è nata l’idea del video di “Non avrei mai”?
Dal pezzo stesso,che parla di surf con tutta l’iconografia tipica del genere,ma ha anche sonorità dark:abbiamo voluto unire le due cose così è nata l’idea di un festino sulla spiaggia animato da ballerine zombie assolutamente lobotomizzate.
Abbiamo scelto di girare il video come un omaggio al cinema anni ’50 di Ed Wood(regista su cui Tim Burton ha fatto un film)che viene più volte menzionato come il peggior regista della storia del cinema ma che in realtà è fantastico e a noi Sikitiks piace moltissimo.

Com’è stata l’esperienza dell’UMBRIA FILM FESTIVAL 2004?
Sia questo festival che SGUARDO RIBELLE a Roma,sono stati per noi un po’il coronamento di un periodo di ascolti e reinterpretazioni di colonne sonore a noi care.
La colonna sonora ed il cinema sono il fulcro attorno a cui ruota tutto il gruppo;confrontarci con quel mondo è stata una consacrazione:eravamo l’unico gruppo presente a rappresentare Gian Maria Volontè che è in assoluto il nostro attore preferito del cinema di Elio Petri,che è fondamentale per il cinema anni ’60-’70.

Come descrivereste il vostro rapporto col cinema?
Morboso.
Alcuni di noi,come Jimi,sono veri e propri hard disk di storia del cinema.
Per noi è un’immensa fonte di ispirazione,acqua pura da cui bere ogni momento.

Siete il primo prodotto di Casasonica;come siete entrati in questo progetto?
Siamo amici di Max da cinque anni.Lui era misticamente presente al nostro primissimo concerto a Cagliari,il 6 dicembre 2000.In qualche modo,si è innamorato dell’attitudine del gruppo e ha visto,dietro l’acerbità,che c’erano delle potenzialità e ha cercato di farcele tirare fuori.
Per noi è un po’come un allenatore di una squadara di calcio.E’ un amico;è il nostro vicino di casa(siamo sullo stesso pianerottolo!);è come un fratello.

Avete aperto alcune date del tour Terrestre dei Subsonica; che tipo di emozioni si provano a suonare davanti a un numeroso pubblico che non è lì per voi?
E’ stato un trauma perchè, abituati a lavorare in piccoli club, ci siamo dati in pasto ad una folla mai vista che fondamentalmente aspettava i Subsonica…però la reazione del pubblico è stata così positiva e bella che ci ha dato una forza incredibile!
Anche a livello tecnico,suonare in un palazzetto, equivale a 20-30 date nei club.
Inoltre, a livello umano,abbiamo condiviso una settimana o più con amici(non solo i Subsonica ma anche tutti i loro tecnici ed il loro entourage)che ci vogliono bene e ci aiutano costantemente,anche adesso che ci siamo trasferiti a Torino con tutte le difficoltà che questo comporta!
…mi commuovo se continuo a parlare!

Avete definito Torino la vostra seconda casa…
Molte volte ho pensato che Torino o qualsiasi altra città d’Italia sarebbe stata la stessa cosa perchè sono le persone che abbiamo incontrato lì che sono importanti per noi.
Ciò che ci fa sentire a casa è l’avere una “famiglia”,delle persone concui condividere il quotidiano.
Torino è la nostra seconda città.Non a caso,quando Torino era capitale d’Italia,Cagliari era la vice-capitale!

Musicalmente?
A livello musicale è devastante!Credo sia inutile citare le realtà musicali e i gruppi di questa città!Per noi è stato un po’ come andare a fare un erasmus in un posto dove puoi imparare molto.Per noi è una città dove si cresce musicalmente,ci si confronta…

Come mai citate numerosi gruppi sardi nel cd?
Tutti i gruppi e dj citati sono proprio di Cagliari e fanno parte del nostro quotidiano.
Citarli è un modo sia per ancorarci alle nostre radici sia per omaggiare una città ed un’isola che sta diventando sempre più importante musicalmente e di cui noi siamo il prodotto.
Siamo il prodotto di una Cagliari che vuole confrontarsi col resto dell’Italia e forse dell’Europa senza alcun complesso di inferiorità!

Cosa pensate dell’ambiente musicale e discografico italiano odierno?
In questo momento l’ambiente musicale italiano va diviso in diversi settori:il pop,che da noi risente di un’incapacità a livello produttivo(anche se ultimamente ho sentito alcuni pezzi,per esempio di Tiziano Ferro,veramente ben prodotti).
Poi c’è il rock,che sta crescendo a livelli incredibili anche se non dà ancora abbastanza spazio a tutte le ottime realtà che si stanno sviluppando;ci sono alcuni dei gruppi rock più importanti in Italia che addirittura non vivono di musica!Posso citarvi ad esempio i Torpedo(che abbiamo salutato al nostro concerto romano allo Zoo Bar),sono ragazzi giovani e molto motivati che spaccano e mi auguro cresceranno.
In ogni caso,secondo me c’è uno stato di salute generale della musica indipendente italiana dalla prospettiva di chi la fa.Non so poi quanto lo sia la parte ricettiva,il pubblico.Questo perchè ancora manca un’educazione al rock che,comunque,credo si formerà col tempo.Io non sono un disfattista,penso che per ogni cosa ci voglia il suo tempo:noi siamo indietro rispetto a chi il rock lo fa da cinquant’anni,però diamoci un po’di tempo.Poi vedremo.

www.sikitikis.com

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