Menu

EDITORS – Milano, 10/11/05

Un piacevole ritorno al futuro. E…saranno gli anni ’80.

di Marco Pipitone

“Uno squarcio nel buio”

L’appuntamento con gli Editors è fissato per il 10/11/2005 al Raimbow di Milano.
Arriviamo al locale e ad accoglierci in sala c’è un discreto numero di “darkettoni”, neofiti e non. A dire il vero il pubblico è in linea di massima over trenta, aggiungo che sono sempre “i soliti noti” quelli che da 20 anni a questa parte ritrovo bene o male, a tutti i concerti.
Neanche il tempo di una birra e le luci si spengono. Eccoli qui…Tom Smith e soci in tutto il loro splendore. Gli occhi non fanno in tempo ad abituarsi al buio in sala che esplode in tutta la sua potenza “Lights” l’ouvertoure di “The Back Room” il loro primo e unico disco, dato alle stampe nel luglio 2005.
Ritmo sincopato, strobo a manetta, la voce…bè, quella fa venire i brividi…impossibile non pensare a Ian Curtis…l’impatto è di quelli importanti. Tom Smith il cantante ha un discreto appeal sul palco ma anche sul pubblico, si muove come fosse tarantolato, rivelando una tenuta scenica da star consumata. La chitarra oltre a suonarla è probabilmente per lui anche uno strumento di devozione, il suo manifesto, tanto da mostrarla al pubblico ripetutamente: come se volesse sottolineare che la stella più luminosa della serata è lei e non lui.
Il concerto incalza, le sonorità cupe ed oscure si mescolano al ritmo martellante della batteria di Ed Lay e uno dopo l’altro scivolano via i singoli che hanno reso famoso il gruppo (“The Back Room” in Inghilterra ha venduto duecentocinquanta mila copie) a cominciare da “Munich” un gioiello, che se cantata nel 1981 da Jaz Coleman dei Killing Joke staremmo qui a gridare ancora al capolavoro. “The Fall” scuote le corde dell’anima mentre “Blood” è uno squarcio nel buio e ci ripropone quelle sonorità cupe e ancestrali tipicamente anni 80.
Il concerto è breve (purtroppo) ma intenso, dedicato a chi in ogni gruppo nuovo deve per forza ritrovare delle similitudini con il passato che anche se spesso ritorna, nel caso degli Editors nulla toglie al loro progetto.
Un piacevole ritorno al futuro, per tutti quelli che avevano inesorabilmente condiviso la convinzione che certa produzione musicale fosse andata perduta all’interno di quel caleidoscopio che sono stati, sono e…saranno gli anni 80.
Bravi!

Marco Pipitone

www.editorsofficial.com

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Close