Menu

Interviste

Intervista a XABIER IRIONDO

Dagli Afterhours ai progetti alternativi più conosciuti come i Six Minute War Madness e poi Short Apnea…Fino a Polvere.
Detto fatto.

Intervista di Antonella India Maria e Monelle Chiti

Milano,18/11/05.

Xabier è sempre stato,al mio sguardo,un personaggio ineressante e in grado di stuzzicare la mia curiosità e con cui da sempre ho desiderato fare una chiaccherata riguardo alla sua attività di musicista/artista dotata di molteplici sfaccettature.
Dagli Afterhours ai progetti alternativi più conosciuti come i Six Minute War Madness e poi Short Apnea…Fino a Polvere.Di quest’ultimo progetto ho letto alcune cose(in questo magic box di informazioni quale può essere internet),ne ho letto bene,ma,personalmente,non ho mai avuto modo di sentire di cosa si tratta;non bastasse,Xabier ha da poco aperto un negozio in quel di Milano…Quale occasione migliore per un’intervista?
Detto fatto.

Purtroppo però,complice la notte precedente insonne e il mio connaturato rimbambimento,ho dimenticato il registratore a casa,per cui dovrò usare il cellulare e,di conseguenza,ridurre drasticamente il numero delle domande.Nonostante tutto,trattandosi di Xabier,il risultato è comunque molto interessante!

Mi trovo a Milano assieme a Monelle,ormai compagna di numerose avventure; l’appuntamento con Xabier è verso mezzogiorno e,appena ci incontriamo,facciamo una camminata per raggiungere il luogo in cui faremo l’intervista(e anche per fermarci a prendere da mangiare lungo il tragitto…Vista l’ora e anche,perchè no…visto che a stomaco pieno si comunica meglio!).
Xabier ci parla intanto del quartiere in cui ci troviamo,raccontandoci anche alcune curiosità,fino ad arrivare al parco,prescelto come location per l’intervista(complice anche la calda-stranamente per il periodo- giornata di sole).

1)Tu hai sempre avuto numerosi progetti musicali,c’è un filo conduttore fra questi?
Xa: Credo che il filo conduttore possa essere soltanto il mio modo di rapportarmi alle sonorità e ai timbri,cioè,qualsiasi genere io abbia sfiorato,l’ho sempre cercato di fare con un punto particolare rispetto alla ricerca sonora e timbrica.E quindi che facessi pop-rock o musica grunge o musica indie o…performance legate alle improvvisazioni,o scelte avanguardistiche,il filo conduttore è sempre stato una ricerca particolare e personale per quanto riguarda l’utilizzo della chitarra attraverso l’utilizzo di alcuni pedali o comunque…scatolette che potevano elaborare il suono,fatte artigianalmente o non,e credo che in tutto questo forse c’è sempre stato,da parte mia,la voglia,in tutti i progetti che ho affrontato,di emozionarmi;soprattutto il filo conduttore è questo credo,oltre che la ricerca sonora.Io ho sempre fatto musiche che mi facevano stare bene,ho sempre suonato e continuo a farlo soprattutto per me stesso e non per gli altri,perché suonare mi fa star bene,e,innanzitutto,lo trovo e lo reputo per me una terapia per riuscire a star bene con me stesso,rispetto a quello che voglio esprimere o meno.
Effettivamente poi si potrebbero,a un occhio non molto attento,trovare delle incongruenze quasi fra i percorsi musicali che io ho affrontato.In realtà,se uno però segue,come in un filo conduttore,le scelte e il percorso che ho fatto,dall’ ’89/’90,quando iniziai a suonare,trova che comunque c’è sempre stata una linea,un percorso,non ci sono state tante deviazioni:mentre facevo pop-rock con gli Afterhours,facevo musica indipendente con i Six Minute War Madness,avevo un progetto di musica sperimentale improvvisativa che erano gli Short Apnea e diversi duetti,terzetti che nascevano a seconda delle stagioni e degli incontri con altri musicisti…Non c’è mai stata una più importante di un’altra,un progetto…diciamo…guida,cardine di tutto;sono tante sfaccettature di un’unica,identica maniera di vedere la musica e le cose.

Altri progetti paralleli?…Sappiamo che recentemente hai aperto un negozio…
Xa: Io ho sempre cercato di rapportarmi alla musica in una forma molto aperta,e quindi,oltre che suonare,registrare,produrre la musica che ho fatto e sto facendo,ho sempre cercato di curarne tutti gli aspetti grafici delle edizioni che sono uscite dei miei lavori…In tutto questo ,tot di anni fa,è nata l’esigenza di aprire uno spazio,qui a Milano,dove poter offrire a terze persone il mio modo di vedere le cose,il mio modo di vedere la musica…L’esigenza di aprire uno spazio dove poter raggiungere le persone interessate a un altro modo di conoscere gli strumenti,di seguire quella che è la creazione,la fabbricazione di determinati prodotti,che sono artigianali.E’ stata un’esigenza dettata anche dal fatto che,come musicista,non ho mai trovato uno spazio,in generale in Italia,ma in particolare a Milano,dove ci fosse questo genere di attitudine.E quindi ho creato un negozio,che si chiama Sound Metak,che è uno spazio dove ci saranno anche eventi musicali,quindi:installazioni,piccoli concerti elettro-acustici…Dove persone che hanno un sentore vicino al mio o,in generale,un sentore aperto a quella che è l’arte in genere,potranno trovare un luogo,uno spazio,dove poter raggiungere e vivere la musica in un’altra maniera,che non è soltanto quella di….
M:-Sentirla ma vederla!…-
Xa:Esatto! E soprattutto perché,oggigiorno,che tu sia un musicista o un fruitore di musica,una persona che compra cd o vinili,in generale,entri in uno spazio,compri questo tuo articolo come se fosse un prosciutto o un pezzo di pane ed esci…Non hai contatto diretto con la persona che lo vende…Manca,in generale,secondo me,nell’arte e nella musica,questo,oggigiorno;cioè: la mercificazione dell’arte e della musica ha fatto sì che un fruitore va a contatto direttamente con il prodotto che necessita senza capirne spesso la storia,il percorso…e questa cosa,secondo me,invece è determinante;almeno io mi sono sempre approcciato a queste cose,cercando di fare delle ricerche per avvicinarmi o all’utilizzo e all’acquisto di uno strumento,o di un disco…o di un libro comunque.E quindi spero e mi auguro che questo negozio che apro sia una specie di punto di partenza,anche per una nuova visione del rapportarsi alla clientela o comunque ai fruitori dell’arte e della musica in genere.
In particolare,sto anche cercando di creare una sorta di rete di contatti tra più realtà a Milano:gallerie d’arte,altri negozi specializzati,centri sociali,luoghi dove si fa musica dal vivo…per organizzare degli eventi in comune,come in una specie di rete,perchè quello che poi manca,non solo a Milano,è una planimetria comune del ‘darsi da fare’,quello che ho sempre notato è che se ci sono buone idee in giro,spesso sono…
M:-Non son sfruttate bene…-
Xa:Si,più che altro sono percorsi individuali che lasciano il tempo che trovano,perché l’individualismo può essere importante se è un qualche cosa di realmente innovativo,ma il rischio spesso è che diventi anche un qualcosa che,dopo una stagione o due,finisce…Soprattutto in una città come Milano….
M:-In cui ci sono tante realtà…-
Xa:Eh,si,ci sono tante cose importanti,ma sono tutte completamente slegate fra loro…e se un locale,per esempio,parte e inizia ad andare,la moda vuole che,dopo uno,due anni…
M-Ce ne sia un altro ancora!-
Xa:…E questo non è un bene,perché,secondo me,mettendosi insieme si riesce a fare un gioco di forza maggiore e forse a scardinare,a un piccolo livello,a un livello di base,non di enorme e grandissima diffusione popolare,però si riescono magari a cambiare poche cose,ma in una maniera certa e tangibile;e quindi mi auguro che questo accada.

Parlavamo prima di alcuni tuoi gruppi…Ci parli dei Polvere,che progetto è,chi sono cosa si propongono di fare…
Xa: Polvere siamo io e Mattia Coletti.Polvere è un progetto nato due anni fa,quasi per caso e per gioco,in un momento nel quale stavo sviluppando dei progetti in duo con persone molto differenti da me.
Con Mattia è nato questo progetto volendo esplorare dei territori legati al mondo acustico e elettro-acustico con un’attitudine di arrangiamento molto spinta,in particolare l’elaborazione in tempo reale fatta con computer…Completamente digitale.Ovvero:utilizzando delle sorgenti sonore completamente acustiche o elettro-acustiche ed elaborandole,in tempo reale,attraverso la presa microfonica di queste sorgenti,con dei software molto elaborati e potenti,che non sono in commercio;che sono stati sviluppati dall’ IRCAM,che è un istituto di ricerca a Parigi,nella seconda metà degli anni ’80.Un software utilizzato soprattutto per fare musica contemporanea…Musica classica contemporanea.
Il senso di questo gioco e di questa sfida era creare un metalinguaggio nuovo nel quale si venissero a fondere attitudini,quasi primitive,legate appunto al mondo acustico o elettro-acustico,con tecnologie contemporanee,moderne…e il tutto poi si è…si è sviluppato,è andato avanti;i nostri concerti sono sempre stati…improvvisati al 50% e con un fondo di struttura per il restante 50.
M:-Che strumenti usate durante i concerti?
Xa:Quello che ci capita,strumenti acustici,elettrici,chitarre…percussioni,organetti,strumenti trovati…
M:-Quel che c’è isomma!-
Xa:…elettronica…Quello che…Qualche giorno prima ci viene in mente di utilizzare,senza nessun vincolo.
In realtà il progetto Polvere sta avendo una grossa metamorfosi,infatti,stiamo per approdare quasi al nostro secondo lavoro,dopo il primo mini-cd;questa volta sarà un disco più corposo,più lungo,dove il lato acustico viene esplorato maggiormente.Ci sono delle strutture quasi canoniche…da canzone,da song…sempre con degli arrangiamenti molto particolari e…immagino che anche i nostri futuri live rifletteranno quest’evoluzione che stiamo avendo,che stiamo subendo.In realtà è anche un progetto aperto ad altre persone:difatti più volte ci sono stati elementi che sono saliti sul palco con noi..i più sporadici…
M:-Tipo?-
Xa:Mah,persone anche che spesso stavano nel locale nel quale noi suonavamo…Non era importante che fossero amici o musicisti legati alle nostre scene musicali;quello che contava era magari avere…
M:-Che sapessero suonare…-
Xa:Si…Un incontro/scontro anche con altre persone con le quali potessimo rapportarci.Un progetto molto libero,molto aperto e che non ha mai nulla di determinato,questa è la cosa anche interessante…E’ proprio come una cosa…
M:-La prendete come viene!-
Xa:…sfuggevole,che prende,va via e magari tra un anno non c’è più,perché..non è così determinante.
M:-E che comunque c’è sempre,perché,alla fine,la polvere…c’è sempre!-
Xa:Esatto!Infatti,in realtà,noi..Credo che i germi di questo progetto ci sono anche in tutti gli altri progetti che abbiamo,sia io che Mattia…E questa cosa è anche un punto di forza perché noi,attraverso questo primo progetto che abbiamo sviluppato insieme,ne stiamo creando vari altri! Infatti nascerà…uscirà tra poco un lavoro in quartetto,sviluppato con Mattia e Alessandro Calducci,che è il batterista dei Sedia,uno dei progetti nei quali suona Mattia con Paolo Cantù,chitarrista e mio compagno di avventure musicali da tantissimi anni;è un quartetto che si chiama End Of Summer,è un quartetto rock,che abbiamo registrato l’estate 2005 e…Probabilmente End Of Summer non sarebbe nato se non ci fosse stato Polvere.

Cosa ne pensi della discografia italiana e,in genere,dei gruppi emergenti? Come si fa,secondo te,a esprimersi,a trovare gli spazi giusti o comunque anche l’opportunità di emergere,di farsi sentire…Trovare la propria identità senza magari…Condizionamenti…Visto anche che si è in tanti e l’identità viene sempre meno…
Cosa dovrebbe fare un gruppo per farsi conoscere,a parte la promozione e le solite cose che si sanno,magari in un posto grande come appunto Milano in cui,come dicevo prima,si è già in tanti ed è difficile trovare spazi…Visto anche che quelli che ci sono,magari,vengono spesso sfruttati male….

Xa: Mah,sai…Per rispondere a questa domanda qua ci vorrebbero ore…Io mi auguro che coloro che si avvicinano alla musica,o all’arte in genere,abbiano il fondamento di cercare un proprio modo personale di affrontare le cose. Questo non lo potrai trovare nei gruppi che ascolti,non lo potrai trovare nei concerti che vai a vedere…Questo lo potrai trovare soltanto dentro te stesso.Immagino che la formazione di ogni persona,in ambito culturale-musicale,sia dettata dalle esperienze che uno vive,in particolare,nella musica,dai dischi che ascolti,dai concerti che vai a vedere…Ma questo non può essere il punto di forza sul quale basarsi nel costruire un proprio progetto,perchè se no vai ad emulare…
M:-Altri!-
Xa:…Altre realtà e…
M: -Infatti il rischio più grande è quello che emulino…e basta!-
Xa:Si!…Quello che si vede di più oggi è questo: tanti emuli che non hanno né personalità,né carattere,né una cifra stilistica in più…Io credo che ciò che conta è,innanzitutto,quello di non seguire le mode e quindi…Noi,purtroppo,soprattutto in ambito musicale,musical-popolare,vediamo una continua…proposta e poi affermazione da parte dei media principali di mode musicali: ritorno degli anni ’80 ora,dieci anni fa ritorno degli anni ’70…E’ ciclico!E purtroppo alla massa,in generale attraverso i media,vengono lanciate proposte sempre…Questo genere di situazioni.E questo è un peccato perché ci sono tante realtà importanti che fanno cose molto personali,che magari non sono alla portata di tutti,ma io credo che…in musica o nell’arte quello che conta sono le avanguardie. Cioè,le avanguardie sono quelle che poi portano allo sviluppare dei discorsi che,magari,non sono così radicali,ma in quei germi si vedono con forza…Non è un caso che i gruppi seminali,per esempio negli anni ’60,i primi anni di contestazioni alternative,soprattutto statunitensi-sto parlando di gruppi come i Velvet Underground e gli Stooges-hanno segnato,non in forme magari completamente radicali,le scene musicali da lì a dieci anni.
M:-Non è che prima c’era più voglia di sperimentare e adesso ce n’è meno?-
Xa:Io credo che c’è sempre stata e ci sarà sempre voglia di fare delle cose interessanti.Sta alle persone di cercare queste cose…Se ci sono…dieci gruppi che sono emuli degli Afterhours…o dei Marlene Kuntz in questo momento…Ce ne sono altrettanti,se non di più,che hanno un percorso completamente lontano e distinto.Sta da parte del pubblico cercarli,cercare di immaginare quali possono essere i canali per trovare queste realtà e non di seguire,ad esempio,quelli che sono emuli…
M:-Ma tu pensi che le case discografiche abbiano la voglia di cercare e investire su persone che non fanno un genere che adesso va di moda?-
Xa:Non credo assolutamente!Credo che l’interesse delle case discografiche,e in generale dei media,sia soltanto di seguire quelli che sono i canali che possono portare a dei profitti e quindi,in particolare,seguire la radio,i giornali,i grandi network,che hanno soltanto beneficio nel promuovere singoli o artisti che,in quel momento,possono essere sulla bocca di tutti;soprattutto perché hanno un qualche cosa che richiama situazioni che,nella società,in quel momento,possono andar bene.E quindi,se la moda,in quel momentodell’abbigliamento piuttosto che dello schema comportamentale,è rifarsi al look degli anni ’80,devono andare…Devono passare in radio i gruppi che seguono questa…’anda’ diciamo.
Io immagino che questa cosa cosa qua sia deleterea,soprattutto perché non porta a un’emancipazione e,in generale,a un formare un…un’intelligentia nuova e creativa e personale di quelle che sono le forme di arte che,sotto sotto, invece,stanno brulicando.
Il problema è che tanti artisti,quando non hanno uno sbocco,vi rinunciano,cioè,proseguire nella strada dell’arte,soprattutto in Italia,dove non ci sono sovvenzioni da parte dello Stato,se scegli di seguire questo percorso nella tua esistenza-questo l’ho notato perchè,soprattutto all’estero,un classico esempio è la Francia…
M:-Non è così!-
Xa:Se decidi…
M:-C’è anche più libertà di espressione!-
Xa:Esatto!.. Se vuoi decidere di…Seguire un tuo percorso artistico,lo puoi fare. Magari poi lavori un anno,un anno e mezzo….
M:-Ma le soddisfazioni e la…formazione sono maggiori….-

Ecco,purtroppo,il tempo a nostra disposizione(sia per il limitato spazio nella memoria del cellulare,sia per il fatto che fra dieci minuti Xabier deve aprire il negozio)finisce qui;io ringrazio ancora infinitamente Xabier per la gentilezza e il tempo che ci ha dedicato e Monelle per avermi accompagnata in quasta ennesima esperienza.

-Domande scritte da: Antonella India Maria;
-Interventi e intervista fatta da: Monelle Chiti.

www.xabieririondo.com

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati

Close