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Interviste

Intervista a MARCO NOTARI

Venerdì 13 gennaio è uscito su etichetta Artes Records (Distribuzione Mescal/Sony BMG) il disco di Marco Notari, ‘Oltre lo specchio’ .

Ecco, tempestivamente, lo abbiamo intervistato.

Intervista di Anna D’Oria

L’album, anticipato dal singolo ‘Ninfee’, è stato presentato dall’artista astigiano a La Casa 139 di Milano, col supporto della band che da sempre lo accompagna: i Madam.

Marco Notari, classe 1979, ha una storia alle spalle che lo vede già attivo dal 2000, anno in cui autoproduce il suo primo demo, grazie al quale partecipa a varie manifestazioni (in tv partecipa a Help, nel 2003 al Tora!Tora! festival invitato da Manuel Agnelli, successivamente al Festival Contro etc..).
Crescono le sue collaborazioni e il 2004 è l’anno in cui riesce a mettere insieme i brani che faranno parte della sua seconda autoproduzione, grazie anche all’apporto di personaggi come Matteo Curallo (Modho) e Giampiero Malfatto (Mau Mau), ma soprattutto di Giulio Casale, con il quale Marco definisce, nell’estate 2005 la realizzazione dell’album ‘Oltre lo specchio’.

Il disco contiene 10 canzoni, che spaziano da atmosfere indie-rock ad altre più gelide e malinconiche, altre più acide, ponendo un’attenzione particolare ai testi di vago sapore baudelairiano, nonché riferimenti letterari di pregio (Elisewin è ispirata al personaggio del romanzo ‘Oceano Mare’ di A. Baricco, ‘Oltre lo specchio’ all’omonimo romanzo di Lewis Carroll).

Lo showcase milanese si è rivelato una vera sorpresa, un’ora di pura energia dove si sono intercalati momenti di sano rock, a momenti di dolcissima malinconia con semplici accompagnamenti acustici, ed un gradito omaggio ai Beatles con ‘Happiness is a warm gun’ che Marco e band hanno saputo interpretare in maniera eccellente.

Al termine del concerto, Marco Notari ci ha gentilmente concesso un po’ del suo tempo per rispondere ad alcune domande, intervista che alla fine si è rivelata una gradevolissima conversazione e scambio di opinioni…ecco cosa ci ha raccontato

Il titolo dell’album ‘Oltre lo specchio’ è anche il titolo dell’ultimo brano, una canzone liberatoria dove la visione è quella di una donna, trasposizione della nostra natura, che ci conduce alla riscoperta dell’essenza delle cose…
Sì esatto, riscoprire le cose anche in maniera fanciullesca, come in un libro per bambini, per riscoprire il proprio io, quello più primitivo, alla fine ogni ricerca nella vita è tesa a trovare se stessi, e probabilmente il se stesso vero è quello che si è da bambini quando non si hanno ancora imposizioni.
A me il titolo piaceva proprio per questo, sia per dare uno spiraglio alla fine di un disco fondamentalmente cupo nei contenuti, e anche perché sento fortemente il bisogno di essere portato oltre lo specchio per mia natura…non è mia presunzione quella di voler portare gli altri oltre quella soglia, ma un modo di condividere un sentire secondo me molto diffuso oggi fra la gente della mia generazione che probabilmente si riconosce poco nei modelli dominanti.
Sempre più ci sentiamo o almeno io mi sento privo della possibilità di scelta, vincolato da dei clichès di una società molto opprimente.

Il filo conduttore delle canzoni contenute nel disco è appunto l’invito costante ad andare a fondo dentro le contraddizioni dell’uomo, per vivere ciò che veramente siamo, ma poi in fondo sono proprio queste contraddizioni, insieme alle nostre paure che ci contraddistinguono dal grigiore del non-pensiero e dai modelli imposti.
Sicuramente…quello che caratterizza l’uomo sono proprio le sue contraddizioni e le sue debolezze e ciò non è sbagliato, è importante riuscire ad accettarle, cosa che oggi risulta sempre più difficile, o perlomeno comunque riuscire ad ascoltarsi anziché andare ad attingere a modelli di felicità predefiniti legati all’apparire: si pensa di essere felici quando le altre persone pensano che tu lo sia.

Sono rimasta molto colpita da due temi importanti che affronti nel tuo disco: quello della morte e quello dell’amore…
La morte è il punto di partenza per poter comprendere a fondo la vita nella sua completezza, per riuscire a capire qual è fondamentalmente la nostra natura, rendersi conto che tutto un giorno finirà. è un pensiero molto doloroso, che a me provoca una profonda paura, stati d’ansia però allo stesso tempo mi fa pensare che se un giorno morirò allora vale la pena vivere veramente per quello che sono…
L’amore in qualche modo è un mistero superiore a quello della morte, come diceva Oscar Wilde, è la forza che ci può aiutare a vincere sia la paura della morte ma anche la paura della vita, riscoprire la propria capacità di sentire e provare emozioni, quindi un amore che non è un bisogno, una dimostrazione ma un dare ed un ricevere spontaneo. Questo per me è l’unico modo per riuscire a vedere più in là, scavando a fondo le mie emozioni e il mio sentire.

Citi Oscar Wilde ed è il caso di sottolineare i riferimenti letterari che spesso usi come modelli nelle tue canzoni, in particolare vorrei spendere due parole su ‘Elisewin’ che trovo particolarmente geniale dal punto di vista musicale, con tutti quegli accenti spostati….
…Si esatto che danno quel senso di sospensione, , che danno il senso dell’emotività che ci porta l’amore…sono contento che ti piaccia, in effetti è un brano molto evocativo, dove si parla d’amore ma dove viene espressa d’altra parte tutta la caducità …

Un cenno di dovere alla band…i Madam, si vede che siete veramente una grande famiglia…
Si è vero, siamo veramente una grande famiglia..io e Ghego (Zola, chitarre n.d.r.) abbiamo iniziato a suonare insieme da piccoli, Lorenzo che è suo cugino e Roberto il bassista sono carissimi amici e poi c’è Pasquale alla batteria che tiene tutti sotto controllo. E’ molto importante che fra noi esista questo rapporto, a volte fatto anche di discussioni animate, ma nel rispetto reciproco…
Loro comunque insieme hanno un ruolo molto importante negli arrangiamenti, anche nelle esibizioni dal vivo penso che la gente se ne renda conto…è questa armonia che rende ancora più bella questa esperienza

Line-up:
Marco Notari: voce, chitarra acustica, fender rhodes
Ghego Zola: chitarre elettriche, fender rhodes,cori
Lorenzo Serra: chitarre elettriche
Roberto Sburlati: basso, cori
Pax Caterisano: batteria

Influenze:
Radiohead, Pixies, REM, Smashing Pumpkins, Beatles

Anna D’Oria

www.marconotari.it

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