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MUNICH


Scheda


Titolo originale: Munich
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 160′
Regia: Steven Spielberg
Cast: Eric Bana, Daniel Craig, Geoffrey Rush, Mathieu Kassovitz,
Produzione: Kathleen Kennedy, Barry Mendel, Steven Spielberg, Colin Wilson
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 27 Gennaio 2006 (cinema)

1972: dopo l’attentato palestinese ai danni della delegazione olimpica israeliana, avvenuto all’interno del villaggio olimpico di Monaco, il governo israeliano guidato da Golda Meir fa partire un’azione di rappresaglia contro esponenti palestinesi considerati le menti dell’attentato.
Il film racconta la storia dei cinque agenti usciti dal Mossad per compiere questa missione.


Con un raro equilibrio tra veridicita’ storica e invenzione Spielberg ci racconta quello che avvenne in seguito all’attentato di Monaco: l’andare oltre la verita’ storica permette al cineasta di Cincinnati di costruire un film che ha forti valenze anche sul momento storico che stiamo vivendo.
Le concitate fasi di ricostruzione dell’attentato si alternano alle immagini trasmesse dalle televisioni: la strage di Monaco segno’ l’inizio dell’utilizzo del mezzo mediatico da parte dei terroristi; il montaggio alternato delle reazioni degli arabi e degli ebrei davanti alla tv mette in scena l’universalita’ del dolore umano e l’assurdita’ della vendetta.
Israele sconfessa da sempre la rappresaglia sulle presunte menti di Settembre nero, l’organizzazione terrorista che compi’ l’attentato di Monaco’72, ma partendo dal romanzo Vengeange Spielberg ricostruisce le azioni e le motivazioni del commando israeliano, che si costituisce in nome di un sentimento di rivalsa verso il torto subito e nelle prime missioni e’ ben attento a colpire solo la vittima designata, a non macchiarsi di sangue innocente, la mattanza pero’ trasformera’ quelli che si considerano giustizieri in brutali assassini.
La discesa nella spirale dell’odio e’ resa magistralmente da Spielberg utilizzando i topos dei film di genere: la perfetta ricostruzione degli anni ‘70 ci immerge nell’atmosfera cinica dei polar (i polizieschi francesi) e il rovesciamento del mondo glamour dei film di spionaggio rende ancora piu’ grottesca la violenza: il costruttore i giocatoli esperto di esplosivi ha si’ l’inventiva del costruttore di marchingegni per 007, ma i suoi colpi rischiano di non andare a segno o sono tarati malamente; quando l’esercito israeliano approda sul litorale e inizia a slacciarsi la muta da sub ci si aspetta quasi che sotto sfoderi lo smoking bianco di 007 invece questa volta i soldati si travestono carnevalescamente da donne e gli agenti in missione non fanno la bella vita, ma sperano prosaicamente di tornare a casa, sognando davanti alle vetrine di un negozio che espone cucine.
Quanto Spielberg stigmatizzi l’assurdita’ degli assassinii, da una parte e dall’altra, e’ sottolineato da un elemento piuttosto raro nella filmografia del cineasta americano: l’uso del nudo, un nudo volgare di corpi scomposti nella morte che neppure nell’orrore della follia nazista rappresentata in Schindler’s List era cosi’ manifesto.
Altro punto di forza sono i dialoghi: il film segue gli spostamenti del gruppo per tutta l’Europa, da Roma a Cipro, da Londra ad Atene con puntate in Medio Oriente ed in America e nelle diverse lingue i vari personaggi si riempiono la bocca delle stesse parole: la casa, la famiglia il tempo che rendera’ giustizia.. purtroppo il doppiaggio italiano, che pure mantiene le voci originali di fondo, penalizza il film eliminando questa babele di lingue ed accenti che potrebbero sottolineare l’incomprensibilita’ e la voglia di non capirsi in cui viviamo.
Quasi sprofondato nell’abisso di follia generato dalla violenza, il capo del commando, Avner si salva rinnegando cio’ per cui ha combattuto rifugiandosi tra le braccia della moglie e della figlia, esiliandosi volontariamente in America e l’ultimo dialogo con il suo referente israeliano avviene a Brooklyn di fronte allo skyline ancora intatto di New York dove svettano le torri gemelle un po’ sbiadite, quasi un fantomatico monito a non ripetere gli errori del passato.

avag

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