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Arctic Monkeys – Whatever People Say I Am, That's What I Am Not

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Inizia il 2006. Ma le tendenze non cambiano. La tendenza non cambia. Non sono bastati Bloc Party, Maximo Park, Futureheads, Bravery, Rakes, Kaiser Chiefs e i vari imitatori. Il pensiero unico dei media ha un nuovo nome in serbo. La “next big thing” del momento è il quartetto degli ARCTIC MONKEYS. Età media: diciannove anni. Che, a quanto si dice, si distinguono per almeno due motivi. Sono venuti fuori grazie ad un passaparola nel web che sa molto di telefilm e che ha reso il loro blog uno dei siti più visitati d’Inghilterra. L’altro motivo è una maggiore vicinanza, rispetto ai suddetti, a suggestioni 60s e 70s.
Entrando nel merito di questo album dal titolo volutamente irriverente che non poteva non fare breccia tra i baby ribelli scazzati, WHATEVER PEOPLE SAY I AM, THAT’S WHAT I’M NOT (“Qualunque cosa la gente dica di me, è ciò che non sono”), non può mancare il singolone di (s)lancio. “I bet you look good on the dancefloor” che inizia con un giro incalzante per sfociare in una cantilena rock’n’roll di quelle che acchiappano. Il ritornello è effettivamente di quelli che piacciono. Buona la personalità. Stesso discorso valido per il brano che segue, “The view from the afternoon”, riff furbi e coretti giustapposti. Batteria sempliciotta, ma efficace. Stop’n’go che possono lasciare a bocca aperta solo chi si ciba di musica uscita negli ultimi due anni. Altra rielaborazione del minestrone Strokes (che però aveva dato frutti meno acerbi) è “Fake tales of San Francisco”. Ruvida e movimentata quanto basta. Talvolta apprezzabilmente veloci negli intenti, perdono tutto con una frenesia confusionaria, da chi ha voglia di dimostrare tutto e subito, ed equalizzazioni troppo pulite e lineari che plastificano l’accompagnamento. Promettente, per lo meno anagraficamente, questo Alex Turner, voce e chitarra, il personaggio cool del momento, ma niente di più.
Bisognerebbe cancellare decenni di musica per apprezzare a pieno una “Dancing shoes” che ammicca alla wave inquinandola con troppi e incontrollati riff. Nel capitolo degli illustri paragoni si tirano in ballo persino gli Stooges, ma Iggy Pop e compagni, a diciannove anni, avevano se non altro più barba (per usare un eufemismo). Ma non è questione di barba o meno, anche perché gli stravolgenti (loro sì) Stooges muovevano i loro primi passi (quando forse i genitori di questi ragazzi di Sheffield non erano neanche diciannovenni) presentando un genere nuovo. Questa invece, a quasi quarant'anni di distanza, sebbene si gridi da più parti al miracolo, non aggiunge nulla al già arido panorama attuale.
Passando in rassegna “You probably couldn’t it” e “Still take you home” è impossibile non pensare ai Clash. Senza con ciò proporre improbabili raffronti, che in questi giorni si sprecano incredibilmente su diverse riviste specializzate. Anche perché credo che il leggendario Joe Strummer già a undici anni avesse, quanto meno, una coscienza politica più matura. Lui probabilmente già guardava al Nicaragua, loro si limitano a sbraitare contro gli sbirri che danno noie ad un amico sbronzo, nel lento “Riot van”, melanconica variazione che però finisce per inceppare il ritmo dell’ascolto. Quanto le altre due ballate. La nostalgica “When the sun goes down”, video già da alta rotazione, e la più frizzante “Mardy Bum” che non si discosta da quanto espresso dai vari Libertines ed eredi. Sempre in materia di paragoni illustri mi piacerebbe chiedere a Morrissey quale delle sue canzoni userebbe per insultare gli esperti che accostano tali pezzi agli Smiths.
Le scimmie artiche se la cavano tuttavia molto meglio quando sfidano (o, più adeguatamente, scimmiottano) i Franz Ferdinand, in “Red lights indicates doors are secured” o rivelano un’energia figlia del brit (finalmente) in “Perhaps vampires is a bit strong but…”. Siete tutti dei vampiri, ci urlano. E vi sbagliate. Siete sicuri?

Tracklist
1 The View From The Afternoon
2 I Bet You Look Good on the Dancefloor
3 Fake Tales Of San Francisco
4 Dancing Shoes
5 You Probabily Couldn't See for the Lights but…
6 Still Take You Home
7 Riot Van
8 Red Light Indicates Doors Are Secured
9 Mardy Bum
10 Perhaps Vampires Is A Bit Strong
11 Whem The Sun Goes Down
12 From The Ritz To The Rubble
13 A Certain Romance

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