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Julie's Haircut – After Dark, My Sweet

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Registrato all'Alpha Dept di Bologna e prodotto dal gruppo e da Francesco Donadello, il nuovo gioiello dei Julie’s Haircut irrompe sul mercato discografico come un fulmine a ciel sereno.
“After Dark, My Sweet” è un disco ambizioso, che rompe ogni sorta di compromesso con tutto ciò che in questo momento il rock italiano propone, quasi un voler prendere le distanze da quella scena pseudo-indie nostrana, troppo interessata alle charts dell’NME e che un tempo dei Julie’s Haircut ne aveva fatto l’ennesima spilla da appiccicare al bavero della giacca… Diciamo pure che “After Dark, My Sweet” non è un disco che suona alla moda, è invece un disco colto, in cui i riferimenti non sono affatto scontati. Mi riferisco ad una certa psichedelia, quella dei primi Warlocks tanto per intenderci; questo perché scomodare i Pink Floyd sarebbe fin troppo ovvio. Penso agli strali sonori e downtempo degli ultimi Radiohead che a ben pensarci di psichedelico hanno poco ma che condividono invece con i Julie’s l’abilità e il dono dell’improvvisazione.
La chiave di questo album è da ricercare nel modo in cui si sono svolte le sessions di registrazione, eseguite componendo live in studio oltre la metà dei brani, che spesso sono stati trasferiti su disco senza ulteriori sovraincisioni.
Il disco parte forte, “Open Wound” sembra interagire con il passato dei Julie’s ma ecco che già alla seconda prova lo scenario cambia radicalmente; in “Sister Pneumonia” le sonorità si fanno più rarefatte, e tanto per non avere dubbi Mr. Sonic Boom Ex “Spacemen 3” ne riveste se così si può dire il tessuto sonoro con il “Raagini” un sitar elettronico mentre in “Ingrid Thulin”. suona “l’Omnichord” . “Afterdark e Satan Eats Seitan” caratterizzano una prima parte dell’album davvero entusiasmante ed è con altrettanto entusiasmo che questi due pezzi infiammeranno l’imminente tour che la band porterà in giro per la penisola. Solo quattro i pezzi cantati mentre diversi sono gli episodi dove la forma canzone lascia spazio ad un cut-up emozionale di rara intensità, come in “Death Machine” ( autentico capolavoro ) o in “Purple Jewel” , sono proprio questi i momenti più intensi di After Dark, My Sweet. Ad un ascolto più attento è possibile davvero intuire il percorso intrapreso dalla band e magari perdersi dentro un viaggio lungo 7 minuti come in “Gemini pt 1 & pt 2”. a seguire “Pistils e My Eyes Have Seen the Glory” chiudono un disco davvero bello ed altrettanto coraggioso che mette a nudo tutte le potenzialità di una band che ha saputo regalarsi con questo disco nuova linfa ed un nuovo punto di partenza. Già da adesso After Dark, My Sweet s’impone sul mercato discografico italiano come uno degli album di riferimento dei prossimi anni a venire.

Tracklist
Open Wound
Sister Pneumonia
Afterdark
Satan Eats Seitan
Death Machine
Liv Ullman
Purple Jewel
Gemini Pt 1 & Pt 2
Ingrid Thulin
Pistils
My Eyes Have Seen The Glory

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