Menu

MARLENE KUNTZ – Bologna, 10/02/06

In Italia rari gruppi possono permettersi di cambiare i connotati ai propri brani, destabilizzando e guidando il pubblico in percorsi artistici inesplorati. Una di queste rarità sono i Marlene Kuntz

Reportage di Luca Lanzoni

Marlene Kuntz S-Low @ Estragon – 10/02/06

In Italia rari gruppi possono permettersi di cambiare i connotati ai propri brani, destabilizzando e guidando il pubblico in percorsi artistici inesplorati. Una di queste rarità sono i Marlene Kuntz che, dopo il Bianco Sporco tour terminato nell’autunno scorso, presentano un live del tutto diverso dal precedente, che ha nel nome la propria essenza: S-Low tour. I tre Marlene Kuntz, accompagnati da Gianni Maroccolo al basso, propongono un concerto assolutamente elettrico, ma slow per la scelta di soli pezzi lenti del loro repertorio e low per le ritmiche a basso volume, dovute soprattutto all’utilizzo di bacchette hot roads da parte di Luca Bergia, che aggiungono intimità all’esecuzione.
All’estragon hanno presentato una scaletta di sedici pezzi tratti da Bianco Sporco e dai vecchi dischi, che hanno in comune la sonorità crepuscolare, l’inquietudine e la dolcezza dei testi. Hanno aperto il concerto con Lieve (riarrangiata in versione s-low), poi A Chi Succhia, Ti Giro Intorno, Fuoco Su Di Te, La Canzone Che Scrivo Per Te, Amen, Bellezza, per citarne qualcuno. Di grande pathos il finale de L’Inganno che si gonfia in una nube di suoni graffianti e psichedelici da cui nasce il tempo nitido di Come Stavamo Ieri. Solo come ultimo pezzo concedono quello che la folla acclamava, una struggente Nuotando Nell’Aria così densa da trattenere fino alle ultime strofe l’esplosione malinconica del finale che sfuma fino a confondersi con gli applausi.
Lo S-Low tour abbandona i brani più energici della band che spingerebbero al pogo, lascia nelle custodie i muri sonori e i testi decadenti che scuoterebbero sicuramente i fan, per regalare sensazioni più profonde che creano un’atmosfera calda ed emozionale. I Marlene Kuntz sul palco sembravano un unico strumento suonato da un solo artista dotato di eleganza, malinconia, dolcezza, intimismo.
Luka www.dissenzoo.com

www.marlenekuntz.com

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Close