Reportage

NEGRAMARO – Genova e Bologna, 11-18/02/06

Il nuovo rock italiano? Un’esplosione di coriandoli e palloncini!
I Negramaro forse ancora troppo boy band.

Doppio reportage di Fabio Gallo e Luca Lanzoni

Mazda Palace, Genova – 11/02/06

Erano già passati da queste parti la scorsa estate, ma i loro fan, un po’ modaioli e un po’ amanti delle loro belle canzoni si ridanno appuntamento numerosi al Mazda Palace.
Da dietro una scenografia scura esce il Sangiorgi, con i suoi soliti jeans a vita bassa con in bella vista l’elastico della mutanda, una bella maglietta nera attillata ed un polsino che gli fascia mezzo braccio. Un look che riporta a certi atteggiamenti newwaver d’altri tempi, a metà strada tra l’ambiguo e l’ammiccante.
“Solo per te” comincia a scaldare il pubblico, ed il gruppo, a dir la verità con un’ottimo tiro, sciorina bordate sonore su cui il Giuliano si dimena come su “I miei robot” o come su “Es-senza”.
E’ con “Solo 3 minuti” che però viene fuori il quadro esatto della band e del suo pubblico.
I coriandoli, il microfono continuamente rivolto verso il pubblico, gli atteggiamenti da boy-band che in me ha creato un po’ di stupore. Io sono qui per vedere il nuovo rock italiano, quello che fa vendere 100.000 copie a degli sconosciuti, la sorpresa più grande di questi anni. Non è che mi aspettassi i pantaloni di pelle di Mick Jagger, ma…
Un’altra manciata di canzoni (non poteva mancare “Genova 22″), ed ecco che il nostro Giulianino compare in tribuna con sgabello e chitarra a farsi i suoi dieci minuti di acoustic a fari puntati.
Appena il tempo di meravigliarsi per “Vedrai vedrai”, gradito omaggio a Tenco e per “L’immensità” di Don Backy che, abbandonando l’atmosfera da balera e dopo un repentino cambio di maglia (uguale, sempre di raso nero, ma con logo azzurro invece che rosso) ecco i cavalli di battaglia.
“Mentre tutto scorre” ed “Estate” sono un trionfo di palloncini, coriandoli, coretti, stonate improvvisazioni di chi, forse, si sente troppo sicuro e poco rispettoso di quella magia che gli ha fatto estrarre il coniglio verde dal cilindro.
A questo punto genitori che pensano al lavoro della mattina successiva, fidanzati scoglionati, bevitori di birra e turisti per caso pensano che tutto sia finito; ed invece ecco che c’è il tempo per un altro “.fai di me quel che vuoi.” e per la banda di Voltri.
Capirai che sorpresa, lo aveva già fatto Jovanotti
Fabio Gallo


Pala Dozza, Bologna – 18-02-2006

Il Pala Dozza di Bologna è occupato in ogni ordine di posto per l’unico concerto in Emilia Romagna dei Negramaro.
Un sipario nero occulta il palco e rimane appeso fino a quando, dopo le prime strofe di “Solo Per Te”, il cantante, Giuliano, finalmente fa cadere il velo scuro che nasconde la band. Si susseguono tutti i brani del loro disco “Mentre tutto scorre”, intervallati da alcune composizioni del precedente album “000577”.
Dopo “Nuvole e Lenzuola” arriva subito “Scusa Se Non Piango”, pezzo d’apertura del loro primo disco, poi continuano in una lunga serie di pezzi dell’ultimo lavoro, fino ad arrivare alla seconda trovata coreografica, dopo il sipario, cioè una classica pioggia di palloni mentre eseguono “Estate”, al cui termine Giuliano scompare dal palco. Dopo qualche istante riappare sulle gradinate ed esegue, chitarra e voce, “Ogni Mio Istante”, che prosegue in un finale interminabile suonato dal resto della band che copre il tempo in cui il cantante riguadagna il palco. Finalmente arriva anche il singolo sanremese “Mentre Tutto Scorre” e un boato copre l’introduzione del brano. La scaletta di ventuno pezzi prosegue nella seconda metà con molta uniformità. Momenti salienti della serata: un breve pezzo elettronico, fatto di campionamenti di batteria e voci, che ha più impatto di tutto il resto del live dei Negramaro, una pessima e ruffiana Romagna Mia eseguita da Giuliano per introdurre una canzone tradizionale salentina riarrangiata ottimamente in versione rock, l’unico momento cupo e ispirato dato da “L’Immensità”, la ripetizione di Solo Per Te, stavolta pianoforte e voce tipo Cold Play, che non fa altro che allungare il brodo per arrivare stancamente ad un altro bis non richiesto, Mentre Tutto Scorre eseguita col pubblico.
Assolutamente ben suonati i brani, se non fosse per la scelta di un suono fatto più di frequenze basse in cui gran cassa e basso sono evidenti, a discapito di rullante e chitarre distorte che creerebbero vero rock, e sorreggono la voce perennemente in falsetto, in sostanza un sound edulcorato e facilmente fruibile da un pubblico più orientato al pop che all’hard rock. Assolutamente intensi i testi, per chi si commuove con poetiche smielate, o ritrovandosi in descrizioni di situazioni facilmente condivisibili, un po’ sullo stile di un Baglioni vagamente incazzato. Assolutamente un concerto divertente, per un pubblico che vuole ballare e saltare seguendo l’incitamento di Giuliano che galvanizza con frasi da cantante di cover band in un qualsiasi disco-pub: “Bologna salta!”, “Bologna balla!”. Assolutamente uno spettacolo da vedere per i fan che sanno già di amare lo stile Negramaro, ma di certo da sconsigliare a chi va a concerti per accrescere la propria cultura musicale ed emozionale.

Luca Lanzoni - www.dissenzoo.com

www.negramaro.it

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