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Cesare Basile+John Parish – Bologna, 23/02/2006

“Pensavo che non si potesse raggiungere un’intensità poetica e una raffinatezza sonora maggiore di quella espressa nella registrazione, invece sono stato smentito dal live dell’artista.”

di Luca Lanzoni

Ascoltando Hellequin Song, l’ultimo album di Basile, pensavo che non si potesse raggiungere un’intensità poetica e una raffinatezza sonora maggiore di quella espressa nella registrazione, invece sono stato smentito dal live dell’artista.
Arrivato al Covo di Bologna sento le note di un rock cantautorale che scalda il locale, sta già suonando John Parish (chitarra e voce) accompagnato da Jean Marc Butty (batteria), Giorgia Poli (basso), Marta Collica (tastiere e cori). Produttore di Basile e di artisti internazionali come Tracy Chapman, PJ Harvey, Eels, Parish ha pubblicato nel 2005 l’album Once Upon A Little Time di cui ora ripropone i brani condividendo il palco con l’amico Cesare. Dopo una quarantina di minuti della meravigliosa musica del songwriter-produttore e un rapido cambio palco, è il momento di Basile.
L’atmosfera cupa e rovente lasciata come fumo nell’aria da Parish non, si dissolve quando sale in scena il cantautore catanese, anzi si addensa grazie ai testi in italiano pregni di una poeticità rara e cesellati in metriche perfette. Basile porta con se una band formata da musicisti impeccabili, ma soprattutto ispirati: Marcello Sorge (batteria), Peppe Sindona (basso), Marcello Caudullo (chitarra), Michela Manfroi (Tastiere).
Il concerto parte con Dal Cranio, Finito Questo e Fratello gentile, esattamente i primi tre brani di Hellequin Song, poi un flashback che ripropone La Suonatrice Di Hammond dall’album del 2001 Closet Meraviglia. Seguono Il Deserto, che dà la sensazione travolgente di un valzer malinconico, e To Speak Of Love cantata a due voci con Marta Collica, poi sale di nuovo Parish e si siede dietro ai tamburi dando prova di grande batterista suonando Apocrifo (pezzo inserito in Gran Calavera Elettrica, 2003). Al termine del pezzo Basile sottolinea il legame ormai famigliare che lega i due artisti.
La serata prosegue in un clima intimo e coinvolgente mentre vengono suonate canzoni dell’ultimo lavoro come Dite Al Corvo Che Va Tutto Bene, Le Feste Di Ieri, ma anche pezzi dell’album precedente: L’albero Di Giuda e In Coda.
Il finale raggiunge l’apice dell’emozione con Hellequin Song e una Usa Tutto L’Amore Che porto delicata come una carezza.

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Luka
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