Menu

Recensioni

Lele Battista – Le Ombre

-

Ascolta

Acquista

Tracklist


Web

Sito Ufficiale
Facebook

“Le Ombre” è il primo lavoro da solista di Lele Battista, ex cantante dei La Sintesi (band andata a San Remo con la canzone Ho Mangiato La Mia Ragazza). Un album che già dalla grafica rivela la doppia sensazione di calore e freddezza delle canzoni, i colori tenui della copertina sono solo lo sfondo del cerchio rosso del cd custodito all’interno. Contrasti tra interventi di un’orchestra di 36 elementi, basso e chitarre elettriche, batteria acustica e dilatati groove elettronici, suoni delicatamente cupi generati da sintetizzatori, sono il filo conduttore che unisce tutti i brani di Battista.
Il singolo “La Voglia Di Stare Con Te” è la traccia di apertura in cui si legge la presa di coscienza che porta ad una chiara scelta: “Io credo che qualcosa si sia rotto/ non c’entrano questioni d’orgoglio/ ho perso la voglia di stare con te”. Un brano che passa dal suono notturno di archi e batteria elettronica ad un indi con notevoli sfumature psichedeliche.
La successiva “Le Ombre” ha un testo che lascia intuire il messaggio che permea tutto l’album, cioè il voler indagare la zona tra luce e buio, tra il limitato essere umano e il concetto d’infinito. Il testo veleggia su un arrangiamento fatto di strumenti acustici ed una ritmica delicata, ma decisa.
In “Amore Folle”, la terza traccia, torna la sonorità indi-psichedeliche del primo brano in cui l’elettronica serve solo a creare atmosfera, con una tendenza al cantautorato d’autore per quanto riguarda il testo, mentre “Tutto Strappato” è un brano che inizia cupo tra riverberi e archi, poi si apre sulla linea melodica dolce di voce e violini (un pezzo emotivo che potrebbe strappare un premio della critica a San Remo).
La caratteristica più evidente di “Piove” è la velata sensazione dub della prima parte che si trasforma in una rassicurante canzone pop e termina in un crescendo di sintetizzatore, piatti, chitarre, da cui emerge una ritmica di basso che trascina il brano in un finale post rock.
Slide guitar ad aprire “La Caverna”, un pezzo pop-rock dalla ritmica più veloce e vagamente più pesante dei precedenti brani, con ottimi suoni di chitarre e organo.
“L’Odio” torna sul filo del cantautorato per l’uso delle parole, le strofe minimali sono sostenute da un groove elettronico arricchito da percussioni, mentre il ritornello esplode in un rock impreziosito da sporadiche note di pianoforte e suoni campionati.
“Quando Mi Mento” e “Intese” sono ballate malinconiche, calme e dolci che però hanno il difetto di non aggiungere nulla ai brani già sentiti.
Il penultimo brano, “Trieste”, porta sulle note di pianoforte un testo ispirato ed intimista: “…ti porto a visitare Trieste/ a fare scorta di vento…”. Bellissimo l’arrangiamento con un utilizzo di suoni noise e di sintetizzatori che forma turbini psichedelici in contrapposizione alla perenne melodia di pianoforte. Il pezzo che chiude l’album, Passeggiare, pur essendo arrangiato molto bene, non stupisce dopo undici tracce dal suono molto uniforme e non regge il confronto col brano precedente..

Tracklist
La Voglia Di Stare Con Te
Le Ombre
Amore Folle
Tutto Strappato
Piove
La Caverna
L’Odio
Quando Mi Mento
Intese
Trieste
Passeggiare

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close