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LIGABUE – Genova, 27/03/06

E’ strano l’effetto di trovare tanta gente che non diresti mai al concerto del Luciano nazionale. Eppure “Quelli come me” erano tutti lì, pronti a cogliere le sfaccettature di un testimone italico del rock’n’roll e, con quel rock’n’roll, provare a farci il pieno.

di Fabio Gallo

C’è una strana atmosfera a questa prima, che in realtà è una seconda, del Liga nei Palasport.
Cercando di confondersi con la folla, credendo che la stessa sia meno oceanica del giorno
precedente, si incontrano molte facce rock nostrane. C’è anche la mia, primo assertore come tutti loro, di come le canzoni di Lucianone siano tutte uguali, che il nostro rock non è più tre accordi (“sempre gli stessi, su cui fare tardi, che han fatto i miliardi” come dice il mitico Edo Cerea), che non è capace di rinnovarsi, di osare strade nuove di ricerca, di contaminazione, di liriche.
Eppure siamo tutti qui, noi cresciuti coi sogni di rock’n’roll, che avremmo voluto osare e chiamare i nostri figli Elvis, che certe notti le abbiamo vissute tutte e forse una in più del dovuto.
E lui esce e, già dall’attacco di “Vivo o morto x” è ritto sulle gambe appena divaricate, con i soliti polsini slacciati a coprir per metà le manone ora poggiate sulla chitarra a far finta di suonarla, ora alzate a paletta o larghe come le tiene il prete.
E le canzoni viaggiano una dopo l’altra: quelle nuove tipo “Happy Hour”, “L’amore Conta”, “Il giorno dei giorni”, “Le Donne lo sanno” (però “Vivere a orecchio” che è la mia preferita dall’album la lascia indietro) e quelle vecchie come “Ho perso le parole”, “Eri bellissima”, “Certe Notti”, “Seduto in riva al fosso”, “Piccola stella senza cielo”, “Tutti vogliono viaggiare in prima”
Che siamo veramente su un pianeta diverso quelli come me lo capiscono quando ci racconta la storiella che ha chiesto di votare su Ligachannel la canzone che non esegue da un po’ dal vivo, proclamando vincitrice “Piccola città eterna”.
Ma che cazzo è il Ligachannel, come si prende? Sul satellite, con la banda larga, su internet, sul canale 99? Noi col Ligachannel, perdonaci, ma non ci stiamo proprio dentro. Anzi fanculo il Ligachannel!
“Balliamo sul mondo”, “A che ora è la fine del mondo” e “Urlando contro il cielo” concludono una festa fatta di canti, salti e che lascia in fondo molta gioia.
“Metti in circolo il tuo amore” ci riappaga tutti e annulla la distanza tra palco e realtà; ora possiamo andare via, respirare forte e farsi bagnare dalla pioggerellina genovese, quella un po’ salata, che scende da un cielo che pensiamo sia di tutti e che tutti i giorni ci chiediamo se ci passano gli Who.
Fabio Gallo
redazione.piemonte.liguria@impattosonoro.it

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