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Bibliophobia

Simone Marcuzzi – Cosa Faccio Quando Vengo Scaricato

Simone Marcuzzi
Cosa Faccio Quando Vengo Scaricato – e altre storie d’amore crudele

174 pp. – 10,00 euro
Zandegù Editore


Parlare di Simone Marcuzzi è una buona occasione per raccontare anche di quelle case editrici, piccole e a volte sconosciute, che si occupano di narrativa. Di quelle che leggono tutto (ma proprio tutto) quello che ricevono e si sbilanciano, si sacrificano (fisicamente e economicamente), per investire. Per dare dignità di stampa agli scrittori in cui credono. A questa categoria appartiene Zandegù, neonata casa editrice diretta da Marianna Martino – giovanissima imprenditrice che tenta di fare della sua passione per i libri un lavoro. Zandegù che da Torino festeggia la sua nascita con un libro dalla copertina blu e bianca e dal titolo lungo. Dal titolo a tratti illeggibile a causa di bollicine e due ragazzi, dai loro profili, che si intrecciano. A tratti poco chiara anche a causa di un “LOVE” scritto maiuscolo sopra il nome del suo autore: Simone Marcuzzi.
Simone Marcuzzi che con questi nove racconti, per un totale di 180 pagine, fa il suo esordio. Simone però non sembra appartenere a quella categoria di ragazzi che di stampa non avrebbero avuto altre possibilità. Lui, ventiquattrenne di Pordenone, studente di Ingegneria Meccanica a Padova, prende tutto come un gioco; come uno scherzo. E non ci credeva quando i lavori di editing andavano avanti; non ci credeva neppure quando Marianna (l’editrice) diceva: “Questo è il tuo primo libro”. Nasce proprio così allora “Cosa faccio quando vengo scaricato e altre storie d’amore crudele” che raccontano storie di cuori infranti e d’amori impossibili. Si parte con un flash sulla provincia, dove una ragazza delusa dal proprio fidanzato sceglie una vendetta provocatoria. Il racconto, che si chiama La necessità di respirare, è ben noto al popolo di internet (pubblicato su www.ellittico.org) e delle metropolitane (vincitore del Premio Subway 2005). Si passa allora attraverso un’approccio disincantato ad una bella ragazza in treno, il discorso di un accattivante venditore di bambole gonfiabili, contorti discorsi da uomini – che Marcuzzi riporta con una disarmante semplicità. Si conclude, il viaggio attraverso una scrittura lineare e mai banale, attraverso le parole giuste al momento giusto con giuste riflessioni e giuste pause e giusti perché. Si conclude con l’amore per una bambina. “Elisabetta C.” – forse il racconto più delicato e musicale dell’intera raccolta, si snoda seguendo un baby-sitter, ex dipendente del Mac Donald’s, che conosce l’amore grazie ad una bambina di otto anni, pronta per la quarta elementare. Si apre così, attraverso sorrisi e giochi nel parco ed una continua ricerca del verde (“Voleva sempre un verde diverso” scrive Marcuzzi) la scoperta del sentimento più caro, cui corrisponde una fuga. Una fuga per scappare, lontano, dai pregiudizi e dalle paure. Da una padre incarcerato e una madre che trova più utile un lifting alla macchina, fondamentale per il figlio. Una fuga in bicicletta sotto la pioggia verso il cielo chiaro, ché non ci sono persone a giudicare.

Flavia Piccinni

Zandegù Editore

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